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NEWSLETTER P.S.C. Settembre 2019:

IN BREVE

  • ISA: gli indici di affidabilità fiscale del contribuente
  • Codice della crisi e dell’insolvenza: obbligatoria l’adeguatezza degli assetti organizzativi dell’impresa
  • Imposte: saldo e acconto al 30 settembre 2019
  • Entro il 16 settembre l’invio della Comunicazione liquidazioni periodiche IVA del II trimestre 2019
  • Vendita a distanza di beni tramite piattaforme digitali: modalità e termini di trasmissione dei dati
  • Entro il 16 settembre l’obbligo di comunicazione dei dati per contanti oltre i 10mila euro al mese
  • Rimborso Iva assolta in altri Paesi Ue
  • Non decadono le agevolazioni “prima casa” in caso di cessione dell’immobile sulla base dell’accordo di separazione
  • Disabili: agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi
  • Redditi di capitale esclusi dal calcolo dei contributi INPS

 

APPROFONDIMENTI
  • Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)
  • L’adeguatezza degli assetti organizzativi alla luce del Codice della crisi e dell’insolvenza

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

 

IN BREVE

ACCERTAMENTO

ISA: gli indici di affidabilità fiscale del contribuente

Agenzia delle Entrate, Circolare 9 settembre 2019, n. 20/E

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) sono stati introdotti a decorrere dal periodo d’imposta 2018, in sostituzione degli studi di settore, con l’obiettivo di favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di basi imponibili per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni.

In particolare, gli ISA dovrebbero esprimere una misura di sintesi sul grado di affidabilità dei comportamenti fiscali dei contribuenti mediante una metodologia statistico-economica, alimentata da un sistema di indicatori elementari basato su dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, che consente di accedere a significativi benefici premiali, in relazione al punteggio ottenuto.

In estrema sintesi, gli ISA sono il risultato dalla media semplice di due indicatori:

  • indicatori elementari di affidabilità;
  • indicatori elementari di anomalia.

 

Molti sono i dubbi sorti in merito all’applicazione degli Indicatori; l’Agenzia Entrate ha pertanto emanato in data 9 settembre 2019 la Circolare n. 20/E al fine di fornire ulteriori chiarimenti.

Vedi l’Approfondimento

 

 

SOCIETÀ

Codice della crisi e dell’insolvenza: obbligatoria l’adeguatezza degli assetti organizzativi dell’impresa

L’art. 375 del Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è intervenuto modificando l’art. 2086 c.c., statuendo il dovere dell’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e di attivarsi per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Inoltre, il Codice prevede a carico degli amministratori l’obbligo di mantenere adeguati assetti organizzativi, valutandone l’adeguatezza almeno ogni sei mesi.

Vedi l’Approfondimento

 

 

VERSAMENTI

Imposte: saldo e acconto al 30 settembre 2019

Si ricorda che per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di IRAP, nonché dell’IVA, in scadenza dal 30 giugno al 30 settembre 2019 sono stati prorogati al 30 settembre 2019, o al 31 ottobre 2019 con la maggiorazione dello 0,40% (art. 12-quinquies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58).

 

IVA

Entro il 16 settembre l’invio della Comunicazione liquidazioni periodiche IVA del II trimestre 2019

Scade il 16 settembre 2019 il termine per l’invio della Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche dell’imposta relativa al II trimestre 2019.

La Comunicazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediario abilitato.

Qualora entro la scadenza prevista vengano presentate più comunicazioni, l’ultima sostituisce le precedenti.

Si ricorda che l’omessa, incompleta o infedele Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da 500 euro a 2.000 euro.

Per chi non disponesse di un proprio software (gestionale aggiornato alla nuova procedura), l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile gratuitamente sul proprio sito il software che consente la compilazione della comunicazione liquidazioni periodiche IVA.

L’applicazione mediante una serie di domande determina la struttura della comunicazione relativa alla tipologia dell’utente e predispone i quadri per la compilazione.

 

 

ADEMPIMENTI

Vendita a distanza di beni tramite piattaforme digitali: modalità e termini di trasmissione dei dati

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 31 luglio 2019, n. 660061/2019

Il decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58) ha introdotto nuovi adempimenti in capo ai soggetti passivi che, attraverso la messa a disposizione di mercati digitali, vendono beni a distanza.

L’Agenzia Entrate, con Provvedimento n. 660061/2019 pubblicato il 31 luglio 2019 ha reso note le modalità operative ed i termini inerenti alle nuove comunicazioni trimestrali.

Il soggetto passivo che facilita – tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi – le vendite a distanza di beni importati all’interno dell’Unione Europea è tenuto a trasmettere in modalità telematica una serie di dati, entro il mese successivo a ciascun trimestre.

Il provvedimento delle Entrate ha disposto che la prima trasmissione deve essere effettuata entro il 31 ottobre 2019.

I dati da trasmettere sono:

  1. la denominazione o i dati anagrafici completi, inclusa la residenza o il domicilio, nonché l’identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite facilitate dall’interfaccia elettronica, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;
  2. il numero totale delle unità vendute in Italia;
  3. per le unità vendute in Italia il soggetto passivo deve comunicare, a sua scelta:
  • l’ammontare totale dei prezzi di vendita o
  • il prezzo medio di vendita, espresso in Euro.

 

 

ANTIRICICLAGGIO, ADEMPIMENTI

Entro il 16 settembre l’obbligo di comunicazione dei dati per contanti oltre i 10mila euro al mese

Entro il 16 settembre 2019 (in quanto il 15 cade di domenica) le banche, gli istituti di pagamento e di moneta elettronica e Poste Italiane dovranno trasmettere all’Unità di informazione finanziaria i dati relativi ai movimenti in contanti pari o superiori ai 10.000 euro al mese effettuati dai propri clienti relativamente ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.

I destinatari dell’obbligo devono inviare una comunicazione con cadenza mensile, entro il quindicesimo giorno del secondo mese successivo a quello di riferimento, contenente i dati relativi a ogni movimentazione di denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro eseguita nel corso del mese solare a valere su rapporti ovvero mediante operazioni occasionali, anche se realizzata attraverso più operazioni singolarmente pari o superiori a 1.000 euro.

 

 

IVA

Rimborso Iva assolta in altri Paesi Ue

La Direttiva n. 2008/9/UE del 12 febbraio 2008 prevede la possibilità, per le imprese che sostengono costi nei paesi aderenti la Comunità Europea, di chiedere il rimborso dell’IVA pagata all’estero su acquisti di prodotti e servizi. È possibile recuperare l’IVA pagata anche in Svizzera, Norvegia, Israele e Principato di Monaco, grazie ad accordi di reciprocità.

 

Indichiamo, a titolo esemplificativo, alcune tipologie di costi soggetti all’IVA nel Paese estero (e per i quali non è possibile ricorrere al consueto reverse charge):

  • servizi fieristici: biglietti ingresso, pass;
  • prestazioni e servizi relativi a beni immobili;
  • lavorazione su stampi o beni strumentali;
  • interventi su beni in garanzia e sostituzioni;
  • organizzazione di eventi;
  • spese di trasferta aziendali.

 

Dal 1° gennaio 2010 è in vigore una nuova disciplina in base alla quale per richiedere il rimborso dell’IVA allo Stato comunitario in cui è stata versata (o ai diversi Stati), il contribuente italiano deve presentare domanda di rimborso solo all’Agenzia delle Entrate (Direttiva n. 2008/9/CE del 12 febbraio 2008, recepita con D.Lgs. 11 febbraio 2010, n. 18).

Le istanze di rimborso devono essere presentate esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia Entrate (Entratel o Fisconline). Il termine previsto per la presentazione è il 30 settembre dell’anno solare successivo a quello per il quale si chiede la somma.

Le informazioni che devono essere indicate nella richiesta di rimborso possono variare a seconda del Paese a cui viene inviata l’istanza e sono riassunte in apposita tabella pubblicata sul sito internet dell’Agenzia Entrate.

L’operazione di controllo e gestione delle domande, prima della trasmissione allo Stato competente per il rimborso, è effettuata dal Centro Operativo di Pescara.

Le informazioni inerenti allo stato di lavorazione delle istanze, successivamente all’invio al competente Stato comunitario, dovranno però essere richieste all’amministrazione fiscale estera competente, i cui recapiti sono indicati nell’elenco delle amministrazioni fiscali estere. Le informazioni inerenti al rifiuto dell’istanza da parte dell’amministrazione fiscale estera, vanno preliminarmente chieste ad essa e solo successivamente al Centro Operativo di Pescara.

 

 

AGEVOLAZIONI

Non decadono le agevolazioni “prima casa” in caso di cessione dell’immobile sulla base dell’accordo di separazione

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 9 settembre 2019, n. 80/E

La cessione a terzi di un immobile oggetto di agevolazione “prima casa”, in virtù di una clausola contenuta nell’accordo di separazione omologato dal giudice, non comporta la decadenza dal relativo beneficio: lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 9 settembre 2019, n. 80/E.

Con tale risoluzione l’Agenzia ha rivisto i suoi precedenti orientamenti di prassi forniti con la circolare n. 27/E del 2012 sulle conseguenze fiscali della decadenza dell’agevolazione prima casa nell’ipotesi di cessione dell’immobile a terzi senza acquisto contestuale nell’anno.

Si ricorda inoltre che ai sensi dell’art. 19 della Legge 6 marzo 1987, n. 74, sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa gli atti stipulati in conseguenza del procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio e – a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale 10 maggio 1999, n. 154 – anche del procedimento di separazione personale tra coniugi, “senza alcuna distinzione tra atti eseguiti all’interno della famiglia e atti eseguiti nei confronti di terzi”.

 

 

AGEVOLAZIONI

Disabili: agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi

L’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad un quesito sulla propria rivista telematica, ha chiarito che le agevolazioni fiscali dedicate alle persone con disabilità per l’acquisto dei veicoli spetta anche se l’auto che si acquista è di tipo elettrico o ibrido, in presenza dei requisiti soggettivi e al ricorrere delle condizioni previste dalla normativa in materia.

Più in dettaglio:

  • per l’acquisto di veicoli elettrici la detrazione spettante è del 19%, determinata su un limite massimo di spesa di 18.075,99 euro. Non è possibile invece usufruire dell’aliquota Iva ridotta al 4%, in quanto la relativa normativa subordina l’agevolazione alla cilindrata del veicolo;
  • per l’acquisto di veicoli ibridi è possibile beneficiare della detrazione Irpef. Relativamente all’Iva, tuttavia, l’agevolazione spetta a condizione che la cilindrata del motore termico sia fino a 2.000 centimetri cubici, se alimentato a benzina, e a 2.800 centimetri cubici se alimentato a diesel.

 

 

LAVORO AUTONOMO, PREVIDENZA

Redditi di capitale esclusi dal calcolo dei contributi INPS

Corte di Cassazione, Sentenza 20 agosto 2019, n. 21540

La Suprema Corte, con la sentenza n. 21540, depositata il 20 agosto 2019, ha chiarito che ai fini del calcolo dei contributi previdenziali per i commercianti e gli artigiani non rientrano i redditi di partecipazione in società di capitali (Srl o Spa) eventualmente percepiti.

Poiché la normativa previdenziale individua, come base imponibile sulla quale calcolare i contributi, la totalità dei redditi d’impresa così come definita dalla disciplina fiscale e considerato che, secondo il testo unico delle imposte sui redditi, gli utili derivanti dalla mera partecipazione a società di capitali, senza prestazione di attività lavorativa, sono inclusi tra i redditi di capitale, ne consegue che questi ultimi non concorrono a costituire la base imponibile ai fini contributivi INPS.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

 ACCERTAMENTO

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) sono stati introdotti a decorrere dal periodo d’imposta 2018, in sostituzione degli studi di settore, con l’obiettivo di favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di basi imponibili per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni.

In particolare, gli ISA dovrebbero esprimere una misura di sintesi sul grado di affidabilità dei comportamenti fiscali dei contribuenti mediante una metodologia statistico-economica, alimentata da un sistema di indicatori elementari basato su dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, che consente di accedere a significativi benefici premiali, in relazione al punteggio ottenuto.

In estrema sintesi, gli ISA sono il risultato dalla media semplice di due indicatori:

  • indicatori elementari di affidabilità;
  • indicatori elementari di anomalia.

 

Si ricorda che il giudizio di sintesi sull’affidabilità fiscale del contribuente può variare da 1 a 10.

I contribuenti che risultano “affidabili” hanno accesso a significativi benefici premiali, in relazione al punteggio ottenuto.

Rispetto agli studi di settore, anche in caso di voti molto bassi, non vi potrà mai essere un accertamento basato sui maggiori ricavi o compensi necessari al raggiungimento di un punteggio di affidabilità fiscale (oltre 6 su una scala di 10) poiché le risultanze negative, dei punteggi ISA serviranno all’Agenzia Entrate e la Guardia di Finanza Fisco unicamente per le attività di analisi del rischio e selezione delle posizioni su cui concentrare la loro azione.

Qualora dall’applicazione degli ISA non si raggiunga il livello di affidabilità desiderato, al contribuente è comunque concessa la possibilità di adeguarsi in dichiarazione dei redditi, indicando degli ulteriori componenti positivi. Non è necessario ottenere il voto massimo di 10; è ammesso anche un adeguamento ad un voto intermedio.

I dati che stanno alla base del calcolo dell’indice sintetico di affidabilità fiscale hanno origini diverse:

  • alcuni sono indicati direttamente dal contribuente in dichiarazione dei redditi;
  • altri, invece, devono elaborati dall’Amministrazione Finanziaria; il contribuente deve quindi “estrarli” dall’archivio dell’Anagrafe tributaria (tramite del cassetto fiscale o con conferimento di apposita delega all’intermediario abilitato) e importarli nella dichiarazione dei redditi.

 

La verifica dell’esattezza dei dati “pre-calcolati” rappresenta un passaggio fondamentale per la corretta applicazione degli ISA. Se i dati in possesso del contribuente fossero diversi rispetto a quelli presenti negli archivi del Fisco, potrebbero verificarsi due situazioni:

  1. se i dati presenti negli archivi dell’Agenzia delle entrate sono corretti, il contribuente potrà adeguare quelli in suo possesso, lasciando invariati i dati estratti con il file in formato XML;
  2. invece, se i dati a disposizione degli archivi del Fisco non sono corretti, il contribuente potrà procedere ad una “forzatura” degli stessi, in modo da allineare i due archivi. In questo caso, il contribuente potrà utilizzare il campo “annotazioni” per indicare le ragioni della rettifica. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate potrebbe anche avviare le opportune operazioni di verifica.

 

Con la Circolare n. 20/E del 9 settembre 2019, l’Agenzia ha recentemente pubblicato nuovi chiarimenti per rispondere ai numerosi dubbi sorti in merito all’applicazione degli Indici per il periodo d’imposta 2018. La circolare raccoglie infatti i quesiti e le relative risposte fornite in occasione di incontri e convegni sull’argomento. Tra le diverse casistiche esaminate vi sono l’errata indicazione dell’anno di inizio attività, i dati precalcolati incompleti o diversi da quelli risultati dalle precedenti dichiarazioni, l’incidenza dei costi residuali di gestione, la corrispondenza del numero totale degli incarichi dei professionisti con il modello CU.

 

 

SOCIETÀ

L’adeguatezza degli assetti organizzativi dell’impresa alla luce del Codice della crisi e dell’insolvenza

L’art. 375 del nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è intervenuto modificando l’art. 2086 c.c., statuendo il dovere dell’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e di attivarsi per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Inoltre, il Codice prevede a carico degli amministratori l’obbligo di mantenere adeguati assetti organizzativi, valutandone l’adeguatezza almeno ogni sei mesi.

 

Attenzione: Considerato che le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 16 marzo 2019, è auspicabile che entro il prossimo 16 settembre tutte le società effettuino una prima valutazione dell’adeguatezza dei propri assetti organizzativi di cui si trovi evidenza in un verbale dello stesso consiglio.

 

Gli adeguati assetti organizzativi devono consentire, sotto il profilo strutturale ed operativo, il monitoraggio continuo dell’equilibrio finanziario.

Potrebbe risultare utile e opportuno recepire un modello di organizzazione aziendale ormai riconosciuto a livello internazionale e accettato e sperimentato anche nel nostro ordinamento, ossia il CoSo Report e il framework dedicato all’Enterprise Risk Management, ovviamente opportunamente adattato alle dimensioni e natura delle società italiane. Nel modello organizzativo sarebbe utile la presenza di almeno 5 elementi costituenti:

  1. ambiente di controllo;
  2. risk assessment;
  3. attività di controllo;
  4. flussi informativi;
  5. monitoring.

Per l’applicazione di un simile modello organizzativo in imprese piccole e medie, si potrebbe auspicare uno standard minimale del processo di controllo interno, che almeno preveda:

  • la costruzione di budget previsionali;
  • la costruzione di cash flow periodici;
  • la valutazione costante degli scostamenti tra dati previsionali e consuntivi;
  • l’analisi dei costi;
  • il monitoraggio continuo di due grandezze segnaletiche quali il MOL (Margine Operativo Lordo) e la PFN (Posizione Finanziaria Netta).

 

Occorre sensibilizzare sempre più le piccole e medie aziende italiane sull’importanza del recepimento della contabilità analitica industriale, quale strumento di adeguata gestione. In tale modo si potrebbe perfezionare la necessità dell’esistenza di due diverse tipologie di controlli societari ossia:

  1. i controlli per la gestione, costituiti dall’adozione da parte degli amministratori di strumenti di prevenzione della crisi e salvaguardia della continuità aziendale di cui la definizione degli adeguati assetti organizzativi sono componente rilevante;
  2. i controlli sulla gestione avente carattere di verifica, correzione, censura, che competono agli organi non gestori (sindaci, revisori) e a risorse specifiche fra cui agli internal auditor.

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 16 settembre 2019 Comunicazione liquidazioni periodiche IVA Termine per la trasmissione telematica all’Agenzia Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato, dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative al II trimestre. Soggetti passivi IVA obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA.

 

Telematica
Lunedì 16 settembre 2019 Comunicazione dei dati per contanti oltre i 10mila euro al mese

 

Termine per la trasmissione all’Unità di informazione finanziaria dei dati relativi ai movimenti in contanti pari o superiori ai 10.000 euro al mese effettuati dai propri clienti relativamente ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio. Banche, istituti di pagamento e di moneta elettronica e Poste Italiane. Telematica
Lunedì 30 settembre 2019 Comunicazione dati fatture transfrontaliere (esterometro) Comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere emesse e ricevute, delle note di variazione e delle bollette doganali, relative al mese di agosto. Operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica. Telematica
Lunedì 30 settembre 2019
Trasmissione telematica corrispettivi
Invio dei dati dei corrispettivi giornalieri relativi al mese di agosto. Commercianti ed esercenti che effettuano attività di commercio al minuto e assimilate con un volume di affari, nel 2018, superiore a 400mila euro. Telematica
Lunedì 30 settembre 2019 Rimborso IVA Rimborso dell’IVA pagata all’estero su acquisti di prodotti e servizi. Soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato con imposta assolta in un altro Stato membro in relazione a beni e servizi ivi acquistati o importati. Telematica
Lunedì 30 settembre 2019 (*) IRPEF e addizionali/ IRES/ IRAP/ Diritto camerale Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione REDDITI PF/SP/SC 2019) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari).

Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2019).

Versamento diritto annuale 2019.

Per i soggetti interessati dagli ISA
(*) Termine prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2019 dall’art. 12-quinquies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58.

 

Approfondisci

NEWSLETTER P.S.C. Agosto 2019:

                          
IN BREVE
  • La sospensione feriale dei termini
  • Corrispettivi giornalieri: disponibili i nuovi servizi per gli operatori senza registratore telematico
  • Holding industriali: la comunicazione all’Archivio Rapporti Finanziari
  • Start-up e PMI innovative: il MISE sollecita gli adempimenti pubblicitari obbligatori
  • Sisma bonus e ristrutturazioni edilizie: online le guide sulle detrazioni fiscali aggiornate
  • L’analisi online della Centrale Rischi Banca d’Italia
  • Proroga al 30 giugno 2020 per gli adeguamenti degli statuti del Terzo settore ed Imprese sociali
  • Agenzie viaggio: escursione turistica con voucher soggetta a fattura elettronica
  • Escluso dall’obbligo di applicare le ritenute il soggetto non residente privo di stabile organizzazione
  • Garage nel medesimo comune: permangono le agevolazioni “prima casa”

 

APPROFONDIMENTI
·         La sospensione feriale dei termini 2019

·         La comunicazione all’Archivio Rapporti Finanziari delle Holding industriali

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

 

IN BREVE

PROCESSO TRIBUTARIO, SCADENZE

La sospensione feriale dei termini

La sospensione feriale dei termini processuali opererà dal 1° al 31 agosto, sia con riferimento ai termini relativi al contenzioso tributario sia per i termini per reclamo e mediazione, ma non opera per gli avvisi di liquidazione, per le cartelle di pagamento e per le fasi cautelari del processo. Inoltre:

  • dal 20 agosto sono sospese le scadenze tributarie, mentre
  • dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi i termini per la trasmissione all’Agenzia Entrate delle informazioni e dei documenti richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle Entrate.

Vedi l’Approfondimento

 

IVA, ADEMPIMENTI

Corrispettivi giornalieri: disponibili i nuovi servizi per gli operatori senza registratore telematico

Sono disponibili nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” i nuovi servizi per l’invio telematico dei corrispettivi da parte degli operatori che, nei primi sei mesi dall’introduzione dell’obbligo – vale a dire nel periodo transitorio previsto dal decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla legge 28 giugno 2019, n. 58) – non abbiano la disponibilità di un registratore telematico.

I servizi, attivati dall’Agenzia delle Entrate in attuazione delle disposizioni del Provvedimento direttoriale 4 luglio 2019, n. 236086, sono i seguenti:

  1. un primo servizio web consente l’upload di un file con i dati dei corrispettivi complessivi di una singola giornata, distinti per aliquota Iva o senza distinzione tra imponibile e imposta (regime di ventilazione), oppure di un file compresso con i file dei dati dei corrispettivi delle singole giornate;
  2. un secondo servizio, disponibile sempre online, consente in alternativa la compilazione dei dati dei corrispettivi complessivi giornalieri, sempre distinti per aliquota Iva o con l’indicazione del regime di ventilazione;
  3. un terzo servizio che permette l’invio dei dati dei corrispettivi giornalieri tramite protocollo https o sftp.

I dati dei corrispettivi giornalieri possono essere inviati, con i diversi servizi disponibili, direttamente dal contribuente o da un intermediario abilitato. In quest’ultimo caso, gli intermediari incaricati della trasmissione telematica rilasciano al contribuente copia della comunicazione trasmessa e della ricevuta, che ne attesta il ricevimento da parte dell’Agenzia delle Entrate e costituisce prova dell’avvenuta presentazione.

Si avvisa inoltre che la trasmissione dei corrispettivi di luglio dovrà essere effettuata entro il prossimo 2 settembre (in quanto il 31 agosto cade di sabato).

 

SOCIETÀ

Holding industriali: la comunicazione all’Archivio Rapporti Finanziari

Per le holding industriali, che quindi esercitano, in via esclusiva o prevalente, non nei confronti del pubblico, l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari, vi è un nuovo obbligo: la comunicazione dei rapporti finanziari allo specifico Archivio.

Il nuovo obbligo decorre dall’approvazione del bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2018: i dati mensili devono essere comunicati entro il termine del mese successivo a quello di approvazione del bilancio.

Vedi l’Approfondimento

 

IMPRESE

Start-up e PMI innovative: il MISE sollecita gli adempimenti pubblicitari obbligatori

Mise, Circolare 15 luglio 2019, n. 3722/C

Il Ministero dello Sviluppo Economico – facendo seguito alla Circolare n. 3718/C del 10 aprile 2019, con la quale sono stati forniti chiarimenti sulla nuova disciplina pubblicitaria dettata dall’art. 3, commi 1-sexies e 1-septies della legge n. 12/2019, di conversione del D.L. n. 135/2019 –  ha emanato la circolare n. 3722/C del 15 luglio 2019 con la quale sollecita le Start-up e le PMI innovative ad adempiere al deposito della attestazione di conferma dei requisiti essenziali.

Il sollecito da parte del Ministero deriva dal fatto che, dai rilievi effettuati, si è riscontrato che gli adempimenti sopra richiamati – che dovevano essere esauriti per la maggior parte dei soggetti iscritti al 30 giugno scorso – sono stati ottemperati alla data attuale solo dal 64,5% delle Startup e dal 69,8% delle PMI. In termini assoluti, mancano all’appello 3.155 startup e 343 PMI innovative.

Il Mise aveva indicato quale termine ultimo il 31 luglio. Si sollecita comunque chi non avesse ancora adempiuto a compiere quanto dovuto, ricordando che il mancato aggiornamento del possesso dei requisiti comporta la cancellazione d’ufficio dalla Sezione speciale del Registro delle imprese con la conseguente perdita di tutti i benefici connessi.

 

AGEVOLAZIONI

Sisma bonus e ristrutturazioni edilizie: online le guide sulle detrazioni fiscali aggiornate

Guida Sisma bonus: le detrazioni per interventi antisismici; Guida Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali

Sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate sono stati pubblicati gli aggiornamenti a luglio 2019 delle Guide fiscali riguardanti le agevolazioni per interventi antisismici e ristrutturazioni edilizie.

Sisma bonus: le detrazioni per gli interventi antisismici

L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta del 50% per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, calcolata su un importo complessivo pari a 96mila euro per unità immobiliare e per ciascun anno, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. A seconda del risultato ottenuto con l’esecuzione dei lavori, della zona sismica in cui si trova l’immobile e della tipologia di edificio, sono tuttavia concesse detrazioni differenti che possono arrivare fino all’85%.

Nella nuova versione della Guida tutte le informazioni utili per poter accedere al beneficio.

Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali

Gli aggiornamenti più recenti riguardano:

  • la proroga della maggiore detrazione Irpef;
  • i beneficiari del diritto alle detrazioni;
  • la comunicazione all’Enea dei lavori effettuati.

 

IMPRESE

L’analisi online della Centrale Rischi Banca d’Italia

Le Banche, ma anche i nuovi Fintech, decidono se erogare o meno credito ed a che costo in funzione di come vengono gestiti gli affidamenti concessi dal sistema del credito nel suo complesso. Presidiare le valutazioni della Centrale Rischi è quindi di fondamentale importanza.

Tramite l’analisi della Centrale Rischi Banca d’Italia è possibile conoscere ed analizzare in via preventiva un giudizio sulla propria “qualità”, l’intero ammontare degli affidamenti, gli sconfini effettuati negli ultimi 36 mesi, l’intero importo delle garanzie e fidejussioni, le banche e le finanziarie che segnalano l’impresa, la presenza di sconfini con indice di gravità (past due), la presenza di derivati.

Lo strumento si rende molto utile anche alla luce dei nuovi obblighi posti a carico degli imprenditori e degli organi di controllo dal nuovo Codice sulla Crisi d’impresa (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14).

 

TERZO SETTORE

Proroga al 30 giugno 2020 per gli adeguamenti degli statuti del Terzo settore ed Imprese sociali

È stato prorogato dal 3 agosto 2019 al 30 giugno 2020 il termine entro cui le ONLUS, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale potranno adeguare i loro statuti al Codice del Terzo settore con maggioranze semplificate, ossia con le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria. La stessa proroga è prevista anche per le imprese sociali, per conformare, con forme e modalità agevolate, gli statuti alla nuova normativa dettata dal D.Lgs. n. 112/2017.

Queste le novità introdotte dal D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito in legge 28 giugno 2019, n. 58 (c.d. “Decreto Crescita”), in deroga, rispettivamente, a quanto previsto dall’art. 101, comma 2, del codice del Terzo settore, di cui al D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 e a quanto previsto dall’art. 17, comma 3, del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112.

Non sussiste nessun obbligo di adeguamento statutario in capo alle cooperative sociali e ai loro consorzi, i quali, ai sensi del comma 4, dell’art. 1, del D.Lgs. n. 112/2017 “acquisiscono di diritto la qualifica di imprese sociali”.

 

FATTURA ELETTRONICA, ADEMPIMENTI

Agenzie viaggio: escursione turistica con voucher soggetta a fattura elettronica

Agenzia delle Entrate, Risposta ad istanza di interpello 26 luglio 2019, n. 324

Con la Risposta all’istanza di interpello 26 luglio 2019, n. 324, l’Agenzia Entrate ha fornito chiarimenti in merito agli obblighi di certificazione dei corrispettivi per le escursioni organizzate tramite un’agenzia di viaggio che rilascia ai clienti un voucher.

Il caso esaminato si riferisce ad una società, con volume d’affari superiore a 400.000 euro annui, che svolge attività di trasporto di persone e organizza anche tour tramite una propria agenzia di viaggio. All’atto della presentazione dei voucher in precedenza emessi dall’agenzia, la società rilascia a quest’ultima una ricevuta/scontrino fiscale con l’indicazione di “corrispettivo non pagato”.

Alla luce delle modifiche riguardanti la certificazione fiscale dei corrispettivi, di cui all’art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 127/2015, alla società è sorto il dubbio se sia ancora possibile emettere ricevute/scontrini fiscali non pagati alla presentazione dei voucher.

Tutti i soggetti che effettuano le operazioni di commercio al minuto e quelle ad esse assimilate – tra cui rientra anche, l’attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuata dalle agenzie di viaggi – memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai propri corrispettivi giornalieri.

L’obbligo in questione decorre dal 1° gennaio 2020, ma è anticipato al 1° luglio 2019 per coloro che hanno un volume d’affari superiore a 400.000 euro annui.

L’Agenzia ha, pertanto, chiarito che la società, avendo un volume d’affari superiore al limite previsto, dal 1° luglio 2019 deve procedere alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei corrispettivi.

 

IRPEF, RITENUTE

Escluso dall’obbligo di applicare le ritenute il soggetto non residente privo di stabile organizzazione

Agenzia delle Entrate, Risposta ad istanza di interpello 24 luglio 2019, n. 312

L’Agenzia Entrate, con la Risposta all’istanza di interpello 24 luglio 2019, n. 312, ha precisato che il soggetto non residente privo di stabile organizzazione in Italia, non riveste il ruolo di sostituto d’imposta e quindi non è tenuto ad applicare le ritenute sui corrispettivi erogati al proprio dipendente in Italia.

In linea di principio anche i soggetti non residenti nel territorio dello Stato rivestono la qualifica di sostituti d’imposta. Tuttavia gli enti e le società non residenti assumono la qualifica di sostituto d’imposta limitatamente ai redditi corrisposti da una loro stabile organizzazione o base fissa in Italia.

Le società non residenti, infatti, in linea di principio, ne sono oggettivamente escluse in ragione della delimitazione territoriale della potestà tributaria dello Stato.

Ne consegue che, in assenza di stabile organizzazione in Italia, la società non residente non rivestendo il ruolo di sostituto d’imposta, non è tenuta ad applicare le ritenute sui corrispettivi erogati al proprio dipendente in Italia.

Resta inteso che, ove il personale dipendente assunto in Italia disponga del potere di concludere contratti in nome della società, e di fatto lo eserciti, si dovrà valutare se la società medesima disponga, nel territorio dello Stato, di una stabile organizzazione, anche in assenza di una struttura fissa.

 

IMMOBILI, AGEVOLAZIONI

Garage nel medesimo comune: permangono le agevolazioni “prima casa”

Agenzia delle Entrate, Risposta ad istanza di interpello 15 luglio 2019, n. 241

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’istanza di interpello 15 luglio 2019, n. 241 ha chiarito che il possesso nello stesso Comune di un’altra unità immobiliare censita in una categoria diversa da quelle abitative, come ad esempio il garage (C/6), non osta al riconoscimento delle agevolazioni “prima casa” per l’acquisto dell’abitazione. I due immobili presentano infatti natura e destinazione d’uso diverse.

Al riguardo, si ricorda che la Nota II-bis in calce all’art. 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, dispone:

b) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare”;

“c) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui al presente articolo (…)”.

 

Pertanto osta alle agevolazioni in commento la titolarità dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di un’altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare; i benefici fiscali in esame non possono essere riconosciuti qualora il contribuente sia titolare, per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione oppure nuda proprietà su altro immobile ad uso abitativo, acquistato usufruendo del regime agevolato “prima casa”.

 

 

APPROFONDIMENTI

PROCESSO TRIBUTARIO, SCADENZE

La sospensione feriale dei termini 2019

La sospensione feriale dei termini processuali opererà dal 1° al 31 agosto, sia con riferimento ai termini relativi al contenzioso tributario sia per i termini per reclamo e mediazione, ma non opera per gli avvisi di liquidazione, per le cartelle di pagamento e per le fasi cautelari del processo. Inoltre:

  • dal 20 agosto sono sospese le scadenze tributarie, mentre
  • dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi i termini per la trasmissione all’Agenzia Entrate delle informazioni e dei documenti richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle Entrate.

In particolare, nell’ambito del contenzioso tributario, la sospensione feriale coinvolge tutti i termini degli adempimenti processuali:

  • è sospeso il termine di 60 giorni per la proposizione del ricorso e, se il decorso del termine inizia durante il periodo di sospensione, l’inizio del termine è prorogato alla fine del periodo stesso;
  • sono altresì sospesi i termini per la costituzione in giudizio del ricorrente, della parte resistente;
  • sono sospesi i termini di impugnazione delle sentenze, i termini per il deposito di documenti, repliche e memorie.

La sospensione dei termini non si applica invece alla notifica degli avvisi di accertamento, degli avvisi di liquidazione e delle cartelle di pagamento da parte dell’Agenzia.

I versamenti tramite F24 e gli adempimenti fiscali che scadono tra il 1° e il 20 agosto possono essere adempiuti entro il termine del 20 agosto senza l’applicazione di alcuna maggiorazione.

Si ricorda infine, come già sopra accennato, che il D.L. n. 193/2016 ha stabilito che “i termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle Entrate o da altri enti impositori sono sospesi dal 1° agosto al 4 settembre, esclusi quelli relativi alle richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica, nonché delle procedure di rimborso ai fini dell’imposta sul valore aggiunto”.

La sospensione dovrebbe valere in ogni ipotesi di accertamento a tavolino, e quindi negli accertamenti parziali, da studi di settore, sulle percentuali di ricarico, sulle indagini finanziarie, sul redditometro e così via.

La sospensione sopra descritta è valida anche per i documenti richiesti in seguito alla liquidazione automatica e al controllo formale delle dichiarazioni, dopo l’avviso bonario. Si tratta, in sostanza, di questionari e di inviti a comparire.

 

SOCIETÀ

La comunicazione all’Archivio Rapporti Finanziari delle Holding industriali

Per le holding industriali, che quindi esercitano, in via esclusiva o prevalente, non nei confronti del pubblico, l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari, vi è un nuovo obbligo: la comunicazione dei rapporti finanziari allo specifico Archivio.

Il nuovo obbligo decorre dall’approvazione del bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2018: i dati mensili devono essere comunicati entro il termine del mese successivo a quello di approvazione del bilancio.

Le holding industriali si identificano nei soggetti che esercitano in via esclusiva o prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari, svolgendo tale attività non nei confronti del pubblico.

La prevalenza si verifica in base ai dati dell’ultimo bilancio approvato: l’ammontare complessivo delle partecipazioni e degli altri elementi patrimoniali intercorrenti, unitariamente considerati, deve essere superiore al 50% del totale dell’attivo patrimoniale.

In caso di esito positivo del test, scattano gli obblighi di comunicazione all’Archivio dei rapporti dell’Anagrafe tributaria.

I dati oggetto di comunicazione, le modalità di trasmissione e i termini di invio sono stati individuati dal Provvedimento del direttore dell’Agenzia Entrate n. 9647 del 19 gennaio 2007, n. 31934 del 29 febbraio 2008 e n. 18269 del 10 febbraio 2015.

I dati devono essere trasmessi direttamente dalle società obbligate alle comunicazioni dei dati, e non attraverso intermediari per le attività di assistenza fiscale e di trasmissione delle dichiarazioni, utilizzando il canale SID (Sistema di interscambio dei dati).

I principali rapporti da comunicare sono quelli aventi ad oggetto:

  • le partecipazioni;
  • i finanziamenti ricevuti dai soci della holding e quelli effettuati dalla holding alle società partecipate;
  • i prestiti obbligazionari, sia quelli emessi dalla holding e sottoscritti da terzi, sia quelli emessi dalle partecipate o da terzi, e sottoscritti dalle holding medesime;
  • il c.d. “cash pooling”;
  • il rilascio di garanzie a terzi a favore di società partecipate ed il rilascio di garanzie da parte di terzi nell’interesse della holding a favore dell’intermediario presso cui viene acceso il rapporto di finanziamento (fatta eccezione per le garanzie già comprese nel contratto stesso di finanziamento).

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

Gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme di cui agli artt. 17 e 20, comma 4, del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, cioè i versamenti unitari con il modello F24 di imposte, contributi dovuti all’Inps e altre somme a favore dello Stato, delle Regioni e degli enti previdenziali, che hanno scadenza dal 1° al 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione (art. 3-quater del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44).

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Martedì 20 agosto 2019 IVA I contribuenti Iva mensili sono tenuti alla liquidazione e versamento dell’Iva relativa al mese precedente.

I contribuenti Iva trimestrali sono tenuti alla liquidazione e versamento dell’Iva relativa al II trimestre dell’anno 2019.

Soggetti Iva mensili/trimestrali. Mod. F 24
Martedì 20 agosto 2019 Artigiani e commercianti – Contribuzione Versamento della rata dei contributi 2019 dovuti sul minimale del reddito – Periodo contributivo II trimestre. Artigiani e Commercianti,

Iscritti alla Gestione separata Inps

 

Mod. F 24 on line
Lunedì 16 settembre 2019 Liquidazioni periodiche IVA Termine per la trasmissione telematica all’Agenzia Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato, dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative al II trimestre. Soggetti passivi IVA obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA. Telematico
Lunedì 30 settembre 2019 (*) IRPEF e addizionali/ IRES/ IRAP/ Diritto camerale Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione REDDITI PF/SP/SC 2019) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari).

Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2019).

Versamento diritto annuale 2019.

Per i soggetti interessati dagli ISA. Mod. F 24
(*) Termine prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2019 dall’art. 12-quinquies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58.

 

Approfondisci

NEWSLETTER P.S.C. Luglio 2019:

IN BREVE
  • Il “Decreto Crescita” è legge, in vigore nuove agevolazioni e semplificazioni fiscali
  • Proroga dei versamenti al 30 settembre per i “soggetti ISA”
  • Corrispettivi telematici: nuove disposizioni da Entrate e “Decreto Crescita”
  • Operativo il servizio di consultazione delle proprie fatture elettroniche: possibile aderire fino al 31 ottobre 2019
  • Le deleghe agli intermediari per il servizio “Fatture e Corrispettivi”
  • Fattura elettronica: novità da Entrate e “Decreto Crescita”
  • La numerazione progressiva delle fatture differite
  • Scadenze IMU/TASI e ravvedimento operoso
  • Invio telematico dei corrispettivi: volume d’affari da calcolare per intero
  • Scade il 31 luglio il termine per il versamento del contributo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato
  • La Cassazione boccia il transfer price domestico
  • L’APP OmiMobile dell’Agenzia Entrate
APPROFONDIMENTI
  • Fattura elettronica 2019: nuovi chiarimenti e modalità operative
  • Sanzioni IMU/TASI e ravvedimento

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

IN BREVE

IMPRESE, PROFESSIONISTI

Il decreto “Crescita” è legge, in vigore nuove agevolazioni e semplificazioni fiscali

D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, in legge 28 giugno 2019 n. 58

Sabato 29 giugno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto decreto “Crescita” (D.L. n. 34/2019) convertito in legge 28 giugno 2019 n. 58.

Diverse le novità previste in materia di agevolazioni e semplificazioni fiscali, di cui si riporta una sintesi:

 

  • reintroduzione del superammortamento nella misura del 130% per gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° aprile 2019 e fino al 31 dicembre 2019. La maggiorazione è ammessa anche qualora il bene venga consegnato entro il 30 giugno 2020 (sempreché entro il 31 dicembre 2019, l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione);
  • soppressione della mini-Ires, introdotta dalla legge di Bilancio 2019. Contestualmente si prevede l’introduzione di un’agevolazione Ires finalizzata ad incentivare il reimpiego degli utili in azienda;
  • incremento della deducibilità dell’Imu dovuta sui beni strumentali, dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo, nelle seguenti misure:
dal 2019 50%
dal 2020 60%
dal 2022 70%
dal 2023 100%
  • slittamento dal 30 settembre al 30 novembre i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e Irap;
  • proroga al 30 settembre dei termini per i versamenti delle imposte dirette, dell’Irap e dell’Iva, in scadenza tra il 30 giugno e il 30 settembre 2019, per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito;
  • soppressione della norma in base al quale, in caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga, anche tacita, o alla risoluzione del contratto di locazione per il quale è stata esercitata l’opzione per l’applicazione della cedolare secca, entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento, si applicava la sanzione nella misura fissa pari a 100 euro, ridotta a 50 euro se la comunicazione era presentata con ritardo non superiore a 30 giorni;
  • per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2020 sarà possibile usufruire della detassazione dei canoni non percepiti senza dover attendere la conclusione del procedimento di convalida di sfratto, ma provandone la mancata corresponsione mediante l’ingiunzione di pagamento o l’intimazione di sfratto per morosità;
  • l’amministrazione finanziaria non potrà chiedere ai contribuenti, in sede di controllo formale delle dichiarazioni dei redditi, certificazioni e documenti relativi a informazioni disponibili nell’Anagrafe tributaria o dati trasmessi da parte di soggetti terzi in ottemperanza a obblighi dichiarativi, certificativi o comunicativi (ci si riferisce per esempio a tutti i dati acquisiti per la predisposizione della dichiarazione precompilata);
  • è consentito il ravvedimento operoso con versamento frazionato dell’imposta o versamento “tardivo” dell’imposta frazionata (cd. ravvedimento parziale). Si tratta in questo caso di una norma di interpretazione autentica e, quindi, con efficacia retroattiva;
  • fino al 31 dicembre 2021, per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare anche in caso di operazioni esenti da IVA (art. 10, D.P.R. n. 633/1972), che, entro i successivi 10 anni, provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi, conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, nonché all’alienazione degli stessi, si applicano l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna;
  • il sismabonus è esteso ai comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico nelle zone 2 e 3;
  • è previsto l’obbligo di fatturazione elettronica anche nei rapporti commerciali tra Italia e San Marino;
  • è consentita la cessione del credito IVA anche trimestrale, oltre che di quello annuale;
  • a decorrere dal 2020, l’intento di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’imposta deve risultare da apposita dichiarazione, redatta in conformità al modello approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, trasmessa per via telematica all’Agenzia medesima, che rilascia ricevuta telematica con indicazione del protocollo di ricezione;
  • viene esteso a tutti i registri contabili (attualmente previsto per i soli registri IVA) aggiornati con sistemi elettronici, in qualsiasi supporto, l’obbligo di stampa cartacea soltanto all’atto del controllo;
  • dal 1° gennaio 2020 l’Agenzia Entrate, già in fase di ricezione delle fatture elettroniche, verificherà con procedure automatizzate la corretta annotazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, avendo riguardo alla natura e all’importo delle operazioni indicate nelle fatture stesse. In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’imposta resa nota dall’Agenzia delle Entrate si applica la sanzione del 30% del dovuto;
  • si riaprono al 31 luglio 2019 i termini per aderire alla rottamazione ter delle cartelle esattoriali, ovvero la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017, e al saldo e stralcio dei debiti fiscali e contributivi delle persone fisiche in difficoltà economica, affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017.

 

VERSAMENTI

Proroga dei versamenti al 30 settembre per i “soggetti ISA”

D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, in legge 28 giugno 2019 n. 58; Agenzia delle Entrate, Risoluzione 28 giugno 2019, n. 64/E

L’art. 12-quinquies del decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34), recentemente convertito in legge 28 giugno 2019, n. 58 ha disposto la proroga al 30 settembre 2019 dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA che sarebbero scaduti dal 30 giugno al 30 settembre 2019, “per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale … e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze”.

In merito all’individuazione dei soggetti interessati dalla proroga, l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 28 giugno 2019, n. 64/E ha precisato che la stessa si applica a tutti i contribuenti che, contestualmente:

  • esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, tali attività prescindendo dal fatto che gli stessi applichino o meno gli ISA;
  • dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione.

In presenza di tali condizioni, la medesima proroga riguarda anche i contribuenti che, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018:

  • applicano il regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015);
  • applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modifiche dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111;
  • determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari;
  • dichiarano altre cause di esclusione dagli ISA.

 

IVA, ADEMPIMENTI

Corrispettivi telematici: nuove disposizioni da Entrate e “Decreto Crescita”

D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, in legge 28 giugno 2019 n. 58; Agenzia delle Entrate, Circolare 29 giugno 2019, n. 15/E

Con la conversione in legge del “Decreto Crescita” (D.L. n. 34/2019) è stata disposta la possibilità di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i corrispettivi giornalieri entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.

Rimangono comunque gli obblighi di memorizzazione giornaliera dei dati relativi ai corrispettivi nonché i termini di effettuazione delle liquidazioni periodiche Iva.

Inoltre nel primo semestre di applicazione dell’obbligo (e quindi dal 1° luglio per i soggetti con volume di affari superiore a 400.000 euro), non si applicano le sanzioni previste in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’Iva.

La Circolare 29 giugno 2019, n. 15/E, emanata dall’Agenzia Entrate, ha precisato inoltre che i contribuenti che non siano ancora in possesso di un registratore telematico, possono assolvere all’obbligo di trasmissione dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri, entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (secondo le modalità che saranno stabilite con apposito provvedimento). In questo caso, temporaneamente.

In via transitoria, quindi, potranno essere ancora utilizzati i registratori di cassa già in uso oppure le ricevute fiscali (di cui all’art. 12, comma 1, della Legge 30 dicembre 1991, n. 413 e al D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696). Questo sarà possibile fino al momento di attivazione del registratore telematico e, in ogni caso, non oltre la scadenza del semestre di cui sopra.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre reso noto che – all’interno dell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, sul sito delle Entrate – è ora attivo il nuovo servizio per i corrispettivi telematici “Documento commerciale online”, utilizzabile da pc, tablet e smartphone.

Tramite la procedura web, i soggetti interessati potranno predisporre online un documento commerciale, memorizzare e inviare all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi di ogni singola operazione effettuata stampare il documento e consegnarlo al cliente su carta oppur inviarlo via email o con altra modalità elettronica e ricercare e visualizzare i documenti commerciali mediante una specifica funzionalità online messa a disposizione all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”.

 

IVA, ADEMPIMENTI

Operativo il servizio di consultazione delle proprie fatture elettroniche: possibile aderire fino al 31 ottobre 2019

Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa 1 luglio 2019

È operativo dal 1° luglio 2019, sul portale Fatture e Corrispettivi del sito dell’Agenzia delle Entrate, il servizio per la consultazione e acquisizione delle proprie fatture elettroniche, emesse e ricevute: lo ha reso noto la stessa Agenzia attraverso un comunicato stampa.

Al riguardo è stato precisato che l’adesione potrà essere effettuata fino al prossimo 31 ottobre 2019, con effetto per tutte le fatture emesse e ricevute dal 1° gennaio 2019. In caso di adesione dopo tale data, saranno consultabili solo le fatture emesse e ricevute dal giorno successivo all’adesione.

In caso di mancata adesione, dopo il 31 ottobre le fatture elettroniche non saranno più consultabili ed entro il 30 dicembre 2019 l’Agenzia provvederà a cancellare i file xml.

Per l’attivazione del servizio – dal quale è sempre possibile recedere – è necessario sottoscrivere un apposito accordo con l’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia ricorda infine che la stessa possibilità è prevista anche per i consumatori finali (per le fatture ricevute), che possono sottoscrivere l’adesione al servizio all’interno dell’area riservata dove è disponibile anche la dichiarazione precompilata. In tal caso, peraltro, le fatture elettroniche ricevute saranno visualizzabili dal 1° novembre.

 

IVA, ADEMPIMENTI

Le deleghe agli intermediari per il servizio “Fatture e Corrispettivi”

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 26 giugno 2019, n. 62/E

Con la Risoluzione n. 62/E del 26 giugno 2019, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che è stata prevista l’introduzione di una specifica funzionalità – disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia dal 1° luglio 2019 – per consentire all’operatore IVA, o ad un intermediario appositamente delegato, ovvero al consumatore finale di aderire espressamente al servizio di “consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”.

Conseguentemente è stato aggiornato il modulo per il conferimento/revoca delle deleghe agli intermediari per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica.

Le deleghe conferite agli intermediari in un momento antecedente al 21 dicembre 2018 non consentono agli stessi di effettuare l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici per conto dei propri clienti; per poter effettuare le suddette operazioni è necessario, pertanto, che gli intermediari delegati al servizio di consultazione prima del 21 dicembre 2018 acquisiscano nuovamente la delega al servizio di consultazione.

Si ricorda che la funzionalità per aderire al servizio è disponibile a decorrere dal 1° luglio 2019 ed è possibile effettuare l’adesione fino al 31 ottobre 2019.

 

IVA, ADEMPIMENTI

Fattura elettronica: novità da Entrate e “Decreto Crescita”

D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, in legge 28 giugno 2019 n. 58; Agenzia delle Entrate, Circolare 17 giugno 2019, n. 14/E

L’Agenzia delle Entrate, in data 17 giugno 2019, ha emanato la Circolare n. 14/E/2019 con cui ha fornito “Chiarimenti in tema di documentazione di operazioni rilevanti ai fini IVA, alla luce dei recenti interventi normativi in tema di fatturazione elettronica”.

Il documento esamina, in particolare, la fatturazione elettronica nell’ambito delle prestazioni sanitarie, le novità in tema di emissione del documento, le sanzioni applicabili, l’applicazione dell’imposta di bollo, l’inversione contabile/autofatture.

Altre novità sono entrate in vigore per effetto della conversione in legge del “Decreto Crescita” (D.L. 30 aprile 2019 n. 34, convertito in legge n. 58/2019).

 Vedi l’Approfondimento

 

IVA, ADEMPIMENTI

La numerazione progressiva delle fatture differite

Agenzia delle Entrate, Circolare 17 giugno 2019, n. 14/E

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 14/E/2019, ha fornito dei chiarimenti in merito all’emissione delle fatture alla luce della modifica del regime sanzionatorio a partire dal 1° luglio 2019.

Da tale data, infatti, le fatture elettroniche immediate inviate tramite SdI, dovranno essere emesse entro 12 giorni (termine previsto dalla legge di conversione del Decreto Crescita) dal momento di effettuazione dell’operazione; non occorrerà in tal modo indicare nel documento due date laddove il giorno di effettuazione dell’operazione e quello di emissione della fattura non coincidano tenendo conto che è attribuita “data certa” all’invio da parte della stessa all’Amministrazione Finanziaria.

La medesima circolare ha sollevato però parecchi dubbi in merito alla gestione della fattura differita.

Il quadro normativo vigente prima dell’introduzione della fattura elettronica (art. 21, comma 4, lett. a, D.P.R. n. 633/1972) prevede già un differimento del momento di emissione del documento rispetto a quello di effettuazione dell’operazione, a condizione che tale ultimo momento sia attestato tramite documento di trasporto o altro documento di accompagnamento dei beni. La citata norma prevede infatti che la fattura possa essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna, consentendo quindi al soggetto cedente di emettere un solo documento in cui raggruppa tutte le consegne effettuate nel corso di un mese solare.

La circolare n. 14/E/2019, nell’esempio proposto, a fronte di tre cessioni eseguite in data 2, 10 e 28 settembre 2019, ha precisato che la fattura differita può essere generata ed inviata allo Sdi in uno dei qualsiasi giorni che vanno dal 1° al 15 ottobre 2019 indicando nel campo “Data” il 28 settembre 2019 (data dell’ultima operazione).

Ovviamente l’indicazione della data dell’ultima operazione può creare delle criticità ai fini del rispetto della progressività del numero di emissione.

Tale procedura nella quotidianità non potrà trovare accoglimento, si ritiene pertanto di poter indicare in ogni caso la data dell’ultimo giorno del mese nella fattura differita (30 settembre 2019 nell’esempio), in quanto laddove la circolare n. 14/E/2019 commenta le regole della fattura differita precisa che è “possibile” inserire la data di effettuazione dell’ultima operazione, stabilendo quindi che si tratta di una facoltà.

Indicando la data dell’ultimo giorno del mese si rispetta comunque il corretto periodo di imputazione del debito IVA, ragione per cui non si intravedono problemi nell’adottare tale procedura che consentirebbe alle imprese di inserire un’unica data per tutte le fatture differite emesse nel corso dello stesso mese solare.

 

TRIBUTI LOCALI

Scadenze IMU/TASI e ravvedimento operoso

Il 17 giugno 2019 (il 16 cadeva di domenica) è scaduto il termine per il versamento della prima rata di IMU e TASI.

È però ancora possibile effettuare il versamento mediante ravvedimento operoso. In particolare per quanto riguarda il ravvedimento operoso IMU/TASI (e TARI) il D.Lgs. n. 158/2015 prevede all’art. 15, comma 1, lettera o), la riscrittura dell’art. 13 del D.Lgs n. 471/1997 che stabilisce la sanzione da applicare per omessi o parziali versamenti in misura pari al 30% con riduzione a metà per versamenti effettuati nei primi 90 giorni dopo la scadenza.

Vedi l’Approfondimento

 

IVA, ADEMPIMENTI

Invio telematico dei corrispettivi: volume d’affari da calcolare per intero

Agenzia delle Entrate, Risposta a istanza di interpello 26 giugno 2019 n. 209

Nella Risposta all’istanza di interpello n. 209/2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulle modalità per definire la corretta determinazione del volume di affari al fine di verificare quando scatta il termine temporale (1° luglio 2019 o 1° gennaio 2020) dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

Ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015 (“Trasmissione telematica delle operazioni Iva e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici”) a partire dal 1° gennaio 2020 i commercianti al minuto e attività assimilate (art. 22 del D.P.R. n. 633/1972) hanno l’obbligo di memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati dei corrispettivi giornalieri. L’obbligo di trasmissione online è anticipato al 1° luglio 2019 per coloro che hanno un volume d’affari superiore a 400mila euro l’anno e per il periodo d’imposta 2019 restano valide le opzioni esercitate entro il 31 dicembre 2018.

L’Agenzia, richiamando la risoluzione n. 47/E dell’8 maggio 2019 ha confermato che per volume d’affari si intende quello complessivo del soggetto passivo d’imposta e non quello relativo a una o più tra le varie attività svolte dallo stesso. Infatti, “per volume d’affari del contribuente s’intende l’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi dallo stesso effettuate, registrate o soggette a registrazione con riferimento a un anno solare […]”.

Ne consegue che la decorrenza dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi è subordinata al volume d’affari complessivo realizzato nel periodo d’imposta precedente.

Si ricorda tuttavia che il servizio mensa “marginale” non è soggetto a memorizzazione e trasmissione elettronica dei corrispettivi (fino al 31 dicembre 2019) (Risposta ad istanza di interpello 27 maggio 2019, n. 159).

 

ACCERTAMENTO

La Cassazione boccia il transfer price domestico

Corte di Cassazione, Sentenza 25 giugno 2019, n. 16948

Con la sentenza n. 16948, depositata il 25 giugno 2019, la Corte di Cassazione ha ribadito che l’istituto del transfer price non si applica alle operazioni compiute da parte di società entro i confini nazionali.

Dopo aver richiamato i differenti orientamenti in merito alla configurabilità dell’istituto, la sentenza chiarisce che la valutazione dello scostamento del valore dell’operazione da quello normale (art. 9 TUIR), che prescinde dalla capacità di produrre reddito e da qualsiasi obbligo negoziale, non può fondare alcuna analisi di elusività della transazione per le operazioni tra società appartenenti al medesimo gruppo nazionale.

In via del tutto residuale, la suddetta discrepanza potrà solo essere considerata alla stregua di un mero indizio per la verifica dell’anti-economicità dell’operazione.

L’esclusione dell’applicazione dell’istituto in esame è stata confermata anche dal D.Lgs. n. 147/2015.

Il caso in esame si riferiva ad una operazione eseguita tra società dello stesso gruppo, sul territorio nazionale, e rispondeva ad una strategia economica diretta a raggiungere un risultato nell’interesse di tutte le società del gruppo.

 

VERSAMENTI

Scade il 31 luglio il termine per il versamento del contributo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato

Dal 1° luglio, ed entro il 31 luglio 2019, le società con ricavi maggiori di 50 milioni di euro sono tenute al versamento del contributo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

All’onere derivante dal funzionamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato si provvede infatti mediante un contributo di importo pari allo 0,08 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato dalle società di capitale, con ricavi totali superiori a 50 milioni di euro, fermi restando i criteri stabiliti dal comma 2 dell’art. 16 della legge n. 287/1990.

La soglia massima di contribuzione a carico di ciascuna impresa non può essere superiore a cento volte la misura minima.

Il pagamento può avvenire tramite MAV, PagoPA o bonifico bancario.

 

IMMOBILI

L’APP OmiMobile dell’Agenzia Entrate

Negli store digitali Apple Store e Google Play è disponibile la nuova App OmiMobile, applicazione dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate realizzata da Sogei, per la consultazione delle quotazioni OMI di compravendite e locazioni di immobili a destinazione residenziale, commerciale, terziaria o produttiva.

L’app, scaricabile sugli smartphone e tablet con sistema operativo Ios o Android, permette la navigazione su mappa e la ricerca dell’immobile per indirizzo o utilizzando la posizione dell’utente. Oltre alla navigazione cartografica, l’applicazione consente anche ricerche testuali e in assenza di geolocalizzazione del dispositivo.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

IVA, ADEMPIMENTI

Fattura elettronica 2019: nuovi chiarimenti e modalità operative

L’Agenzia delle Entrate, in data 17 giugno 2019, ha emanato la Circolare n. 14/E/2019 con cui ha fornito “Chiarimenti in tema di documentazione di operazioni rilevanti ai fini IVA, alla luce dei recenti interventi normativi in tema di fatturazione elettronica”.

Altre novità sono entrate in vigore per effetto della conversione in legge del “Decreto Crescita” (D.L. 30 aprile 2019 n. 34, convertito in legge n. 58/2019).

Il documento di prassi esamina, in particolare:

  • la fatturazione elettronica nell’ambito delle prestazioni sanitarie;
  • le novità in tema di emissione del documento;
  • le sanzioni applicabili;
  • l’applicazione dell’imposta di bollo;
  • l’inversione contabile/autofatture.

 

Si ricorda che, in linea generale, la fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (“SdI”) è, dal 1° gennaio 2019, l’unica modalità ammessa per documentare cessioni e prestazioni rilevanti ai fini IVA.

 

Fattura elettronica e prestazioni sanitarie

Il tema delle prestazioni sanitarie si è delineato fin dall’origine molto complesso e ha subìto, nel corso delle prime settimane dell’anno 2019, diversi cambiamenti.

Inizialmente, era stato previsto che, per l’anno 2019, operasse l’esonero dall’obbligo della fatturazione elettronica per i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria (“Sistema TS”), ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, con riferimento alle fatture i cui dati sarebbero stati inviati al Sistema TS.

Successivamente, una modifica ne ha previsto il divieto, disponendo che, per l’anno 2019, “i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria […] non possono emettere fatture elettroniche, con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria […]”.

Infine, un’ulteriore modifica ha esteso il divieto di fatturazione elettronica anche ai soggetti che erogano prestazioni sanitarie i cui dati non devono essere inviati al Sistema TS.

In quest’ultimo caso, considerato che il divieto di fatturazione elettronica per le fattispecie in esame è entrato in vigore dopo il 1° gennaio 2019 – data di avvio dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica – alcuni operatori potrebbero aver già emesso fatture elettroniche attraverso lo SdI. In tali casi, l’Agenzia delle Entrate procederà alla cancellazione dei file xml delle fatture già pervenute in caso di mancata adesione al servizio di consultazione, ovvero al servizio di conservazione, da parte del cedente/prestatore.

I predetti divieti operano, per l’anno 2019, anche con riferimento alle fatture relative a prestazioni sanitarie per le quali i cittadini hanno manifestato l’opposizione all’utilizzo dei dati ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.

 

Emissione delle fatture elettroniche entro 12 giorni

Dal 1° luglio 2019 sarà possibile emettere la fattura entro 12 giorni (termine così stabilito dalla legge di conversione del “Decreto Crescita”) dalla data di effettuazione dell’operazione, che sarà la data esposta in fattura.

Tale disposto riguarderà tutte le fatture, elettroniche e non.

Esempio: a fronte di una cessione effettuata in data 28 settembre 2019, la fattura “immediata” che la documenta potrà essere:

·         emessa (ossia generata e inviata allo SdI) il medesimo giorno, così che “data dell’operazione” e “data di emissione” coincidano ed il campo “Data” della sezione “Dati Generali” sia compilato con lo stesso valore (28 settembre 2019);

·         generata il giorno dell’operazione e trasmessa allo SdI entro i 12 giorni successivi (in ipotesi l’8 ottobre 2019), valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) sempre con la data dell’operazione (in ipotesi il 28 settembre 2019);

·         generata e inviata allo SdI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra l’operazione (28 settembre 2019) e il termine ultimo di emissione (8 ottobre 2019), valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) sempre con la data dell’operazione (28 settembre 2019).

Viene quindi superato il concetto di “doppia data” esposta in fattura, in quanto la data fattura è la data di effettuazione dell’operazione e la data di emissione è invece attestata inequivocabilmente dal SdI al momento della trasmissione del documento stesso.

 

La circolare chiarisce anche come comportarsi in caso di “fatturazione differita” precisando che il termine previsto ordinariamente per l’emissione della fattura non ha creato una nuova od alternativa modalità di emissione differita dei documenti, restando vigenti, anche dal 1° luglio 2019, le prescrizioni contenute nelle successive lettere, da a) a d), dell’art. 21, comma 4, del decreto IVA.

Ciò significa, non solo che le ipotesi ed i termini ivi individuati per l’emissione delle fatture restano inalterati, ma che laddove la norma già contempli l’obbligo di un riferimento certo al momento di effettuazione dell’operazione, come nei casi di cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta dal documento di trasporto o consegna, sia possibile indicare una sola data, ossia, per le fatture elettroniche via SdI, quella dell’ultima operazione.

Volendo esemplificare, prosegue la Circolare, qualora per tre cessioni effettuate nei confronti dello stesso soggetto avvenute in data 2, 10 e 28 settembre 2019, con consegna al cessionario accompagnata dai rispettivi documenti di trasporto, si voglia emettere un’unica fattura ex art. 21, comma 4, lettera a), del decreto IVA, si potrà generare ed inviare la stessa allo SdI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra il 1° ed il 15 ottobre 2019, valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) con la data dell’ultima operazione (28 settembre 2019).

Questa interpretazione genera però diversi problemi. In molti casi il contribuente non conosce la data dell’ultima operazione, se non a fine mese, ma se nel frattempo avesse emesso fatture immediate in data successiva a quella dell’ultima operazione, verrebbe meno l’ordine cronologico.

 

Attenzione: Dal 1° luglio 2019 terminerà per i contribuenti a liquidazione IVA trimestrale il periodo transitorio che permetteva la trasmissione del documento SdI entro il termine di liquidazione IVA in assenza di sanzioni. I contribuenti a liquidazione IVA mensile, invece, potranno giovarsi di un abbattimento delle sanzioni dell’80%, se la trasmissione avviene comunque entro il termine della liquidazione IVA successiva, per le operazioni compiute entro il 30 settembre 2019.

 

La Circolare distingue poi i casi di autofattura, reverse charge interno, esterno e fattura emessa “per nome e per conto”.

In merito al reverse charge interno (es. art. 17, comma 6, lett. a), D.P.R. n. 633/1972), il documento di prassi non riporta alcun riferimento all’utilizzo delle procedure “tradizionali” di integrazione della fattura elettronica; nel caso si operi un’inversione contabile, il cedente/prestatore emette una fattura, senza addebito dell’imposta, per documentare l’operazione, mentre al cessionario/committente spetta l’onere dell’assolvimento dell’IVA.

Su questo punto ci si attendeva da parte dell’Amministrazione un esplicita indicazione su come operare, anche secondo modalità “tradizionali”, ovvero, integrando la fattura elettronica originaria, attraverso un documento in formato analogico, contenente aliquota e imposta, ed effettuando le opportune annotazioni nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi) e in quello degli acquisti. L’Agenzia richiama, invece, i propri precedenti chiarimenti di prassi, affermando che “a fronte dell’immodificabilità” della fattura elettronica ricevuta, “il cessionario/committente può – senza procedere alla sua materializzazione analogica e dopo aver predisposto un altro documento, da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della fattura stessa – inviare tale documento allo SdI”.

Tale indicazione è stata fornita al fine di consentire di “ridurre gli oneri di consultazione e conservazione”, ma per alcuni soggetti potrebbe risultare più agevole la predisposizione e conservazione di un documento cartaceo.

Assosoftware, ai tempi dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, aveva suggerito di indicare nella registrazione contabile l’Identificativo univoco assegnato dal Sistema di Interscambio (SdI). La corretta tenuta dei registri IVA (riportante anche questo codice) avrebbe permesso così di dimostrarne l’integrazione ex lege e di evitare di produrre ulteriore documentazione non necessaria.

Tale impostazione non è mai stata però confermata dall’Amministrazione.

 

TRIBUTI LOCALI

Sanzioni IMU/TASI e ravvedimento

Il 17 giugno 2019 (il 16 cadeva di domenica) è scaduto il termine per il versamento della prima rata di IMU e TASI.

È però ancora possibile effettuare il versamento mediante ravvedimento operoso. In particolare per quanto riguarda il ravvedimento operoso IMU/TASI (e TARI).

In caso di omesso o insufficiente versamento della TASI o dell’IMU si applica l’art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997 che prevede che chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione, è soggetto a sanzione amministrativa pari al 30% di ogni importo non versato.

 

In caso di accertamento notificato al contribuente, le sanzioni sono ridotte ad un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi.

In ogni caso, anche per la TASI e l’IMU è ammesso il ravvedimento operoso:

  • entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine originario con sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo: dallo 0,1% per un giorno di ritardo fino al 1,40% per 14 giorni;
  • decorsi i 14 giorni, resterà la possibilità di sanare il versamento entro il trentesimo giorno dalla scadenza originaria con la sanzione ridotta al 1,5%;
  • decorsi i 30 giorni e fino al novantesimo giorno dalla scadenza originaria con la sanzione ridotta al 1,67%;
  • decorsi i 90 giorni, resterà la possibilità di sanare il versamento entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione o, in mancanza di Dichiarazione, entro un anno dalla scadenza del versamento originario, con la sanzione ridotta al 3,75% (un ottavo del 30%)

 

Quindi per la scadenza dell’acconto (16 giugno) è possibile usufruire del Ravvedimento operoso fino al 30 giugno dell’anno successivo mentre per il saldo è possibile usufruire del ravvedimento fino al 16 dicembre dell’anno successivo. Alcuni Comuni per regolamento permettono comunque il ravvedimento entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla scadenza.

Dopo il termine previsto dal Ravvedimento operoso si applica la sanzione del 30% dell’imposta e il contribuente non può più utilizzare il ravvedimento operoso. In tal caso per regolarizzare la propria situazione è necessario rivolgersi all’Ufficio Tributi del proprio Comune.

 

Attenzione: il cosiddetto “ravvedimento lunghissimo”, che prevede la possibilità di ulteriore ravvedimento fino a 2 e 5 anni, si applica solo per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate e non per i tributi locali come IMU e TASI.

 

Dal 1° gennaio 2019 il tasso di interesse legale per la determinazione degli interessi dovuti in caso di ravvedimento operoso è pari allo 0,8% annuo.

Già a decorrere dall’anno 2014 deve essere presentata anche la Dichiarazione TASI, anch’essa al Comune in cui sono ubicati gli immobili. Il Dipartimento delle Finanze, con la Circolare 3 giugno 2015, n. 2, aveva però precisato che non è necessaria la predisposizione di uno specifico modello di dichiarazione per la tassa sui servizi indivisibili (TASI), ma può essere utilizzare la dichiarazione IMU per assolvere gli adempimenti dichiarativi TASI.

In riferimento alla Dichiarazione IMU/TASI è sanzionata:

  • la mancata presentazione della dichiarazione IMU entro i termini ordinari, regolarizzata entro i seguenti 90 giorni (dichiarazione “tardiva”);
  • la presentazione di una dichiarazione IMU infedele, ovvero contenente dati non reali o errori che possono anche incidere sulla determinazione del tributo;
  • la mancata esibizione o trasmissione agli organi accertatori di atti e documenti utili ai fini dell’attività di accertamento.

L’omessa presentazione della dichiarazione IMU è punita con la sanzione percentuale che va dal 100 al 200% del tributo dovuto, con un minimo di € 51,00 (art. 14, comma 1, del D.Lgs. n. 504/1992).

La presentazione di una Dichiarazione IMU infedele, contenente dati non corrispondenti a quelli reali, è sanzionata:

  • con una sanzione amministrativa in percentuale, compresa tra il 50 ed il 100% della maggiore imposta dovuta (art. 14, comma 2, del D.Lgs. n. 504/1992) se l’errore incide sulla determinazione dell’imposta;
  • con una sanzione fissa, compresa tra € 51,00 ed € 258,00 (art. 14, comma 3, del D.Lgs. n. 504/1992) negli altri casi.

Anche in questi casi è possibile attivarsi beneficiando delle riduzioni di sanzione previste dal ravvedimento operoso.

 

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 8 luglio 2019
(il 7 cade di domenica)
Dichiarazione 730/2019 Presentazione (ove previsto) della Dichiarazione 730/2019 da parte del sostituto di imposta. Sostituti d’imposta, Caf e professionisti abilitati

 

Telematica
Martedì 23 luglio 2019 Dichiarazione precompilata 730/2019 Presentazione (ove previsto) della Dichiarazione precompilata 730/2019 da parte diretta del contribuente, o da parte di CAF-intermediario. Lavoratori dipendenti e pensionati, Caf e professionisti abilitati

 

Telematica
Mercoledì 31 luglio 2019 Contributo Autorità garante concorrenza Versamento del contributo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Le società con ricavi maggiori di 50 milioni di euro MAV, PagoPA, bonifico.
Lunedì 30 settembre 2019 (*) IRPEF e addizionali/ IRES/ IRAP/ Diritto camerale Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2019 SOGGETTI IRES) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari).

Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2019).

Versamento diritto annuale camerale 2019.

Per i soggetti interessati dagli ISA Mod. F24
(*) Termine prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2019 dall’art. 12-quinquies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58.

 

Approfondisci

NEWSLETTER P.S.C. Giugno 2019:

IN BREVE
  • Servizio di consultazione delle fatture elettroniche, per l’adesione c’è tempo fino al 1° luglio
  • Dichiarazione dei redditi 2019, pronta la guida delle Entrate su detrazioni e deduzioni fiscali
  • Entro il 1° luglio il versamento del Diritto camerale annuale 2019
  • In scadenza il 17 giugno gli acconti IMU e TASI
  • 730 precompilato, fino al 20 giugno è possibile annullare e correggere la dichiarazione inviata
  • Nuovi ISA in attesa del software
  • Incrementato il limite per l’emissione della fattura semplificata
  • Fissati gli esoneri dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi
  • Dal 1° luglio più bassi gli interessi di mora
  • Nuova Sabatini: pronto il nuovo modulo per la richiesta
  • Cedolare secca sul reddito da locazione di immobili ad uso commerciale: i chiarimenti delle Entrate
  • Pubblicati gli elenchi definitivi del 5 per mille
  • Ristrutturazioni edilizie: la guida delle Entrate aggiornata a maggio 2019
  • La guida multimediale sugli strumenti patrimoniali per la Terza età
APPROFONDIMENTI
·         L’importo del Diritto camerale 2019

·         Calcolo del grado di affidabilità fiscale: ISA in attesa del software

 

PRINCIPALI SCADENZE
 
 
 

 

 

IN BREVE

IVA, ADEMPIMENTI

Servizio di consultazione delle fatture elettroniche, per l’adesione c’è tempo fino al 1° luglio

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 30 maggio 2019, n. 164664

Gli operatori Iva e i consumatori finali potranno aderire al servizio per la consultazione delle proprie fatture elettroniche dal 1° luglio al 31 ottobre 2019.

Con Provvedimento n. 164664 del 30 maggio 2019, l’Agenzia delle Entrate, modificando il precedente Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018, ha infetti differito il termine per l’adesione e ampliato da tre a quattro mesi la finestra temporale precedentemente prevista (31 maggio – 2 settembre), accogliendo le richieste avanzate nei giorni scorsi dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria.

Il Provvedimento ha inoltre disposto che, in caso di mancata adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici entro il 31 ottobre, l’operatore non potrà più consultare le proprie fatture elettroniche (emesse e ricevute) e l’Agenzia procederà alla cancellazione dei file xml memorizzati entro il 30 dicembre 2019, ovvero entro 60 giorni.

In caso di adesione al servizio di consultazione, invece, viene stabilito che i file xml saranno consultabili fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quella di ricezione della fattura elettronica da parte del Sistema di Interscambio e saranno poi cancellati entro i 60 giorni successivi al termine del periodo di consultazione (in luogo dei 30 giorni inizialmente previsti).

 

 

DICHIARAZIONI, IRPEF

Dichiarazione dei redditi 2019, pronta la guida delle Entrate su detrazioni e deduzioni fiscali

Agenzia delle Entrate, Circolare 31 maggio 2019, n. 13/E

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 13/E del 31 maggio 2019, ha pubblicato la nuova guida su oneri deducibili e detraibili e crediti d’imposta ai fini della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche 2019. Nel documento di prassi sono forniti chiarimenti su alcune delle principali detrazioni in vigore quest’anno, e sui relativi obblighi documentali, quali quelle relative a bonus verde, spese sostenute per l’abbonamento al trasporto pubblico locale, polizze assicurative “antisismiche”, nonché spese relative ai disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

In particolare, la circolare ricorda che:

  • dal 1° gennaio 2018 spetta una detrazione pari al 19%, calcolata su un importo complessivamente non superiore a 250 euro, delle spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, anche qualora le spese siano sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico ai sensi dell’art. 12 del Tuir;
  • dal 1° gennaio 2018 è ammessa la detrazione, nella misura del 19%, delle spese sostenute in favore delle persone (minori o maggiorenni) con diagnosi di disturbo specifico (DSA), fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado, per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici, di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170, necessari all’apprendimento, nonché per l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere;
  • con riferimento alle polizze stipulate a decorrere dal 1° gennaio 2018, è possibile detrarre un importo pari al 19% delle spese sostenute per i premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi, relative ad unità immobiliari residenziali e relative pertinenze;
  • dal 2018 è riconosciuta una detrazione pari al 36%, calcolata su un importo massimo di 5mila euro per unità immobiliare residenziale, delle spese documentate sostenute per la “sistemazione a verde” (ex novo o con radicale rinnovamento dell’esistente) di aree scoperte private di edifici esistenti, comprese le pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione, realizzazione di pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

 

 

SOCIETÀ

Entro il 1° luglio il versamento del Diritto camerale annuale 2019

Il D.L. n. 90/2014 (recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”) ha previsto una riduzione graduale del diritto annuale delle Camere di Commercio e la determinazione del criterio di calcolo delle tariffe e dei diritti di segreteria. In particolare l’importo del diritto annuale, rispetto all’anno 2014, è stato ridotto del 50%, a decorrere dall’anno 2017.

Per i soggetti tenuti al versamento del diritto annuale 2019, salvo le nuove iscrizioni in corso d’anno, il termine per il pagamento coincide con quello previsto per il primo acconto delle imposte sui redditi, con la possibilità di versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il versamento dovrà quindi avvenire entro il 1° luglio 2019 (il 30 giugno cade di domenica).

Ai fini dell’adempimento, è disponibile il sito di Unioncamere (all’indirizzo internet http://dirittoannuale.camcom.it), che consente di:

  • consultare la normativa di riferimento sul diritto annuale;
  • calcolare l’importo da versare, ricevendo le informazioni al proprio indirizzo di posta elettronica certificata;
  • effettuare il pagamento del dovuto attraverso la piattaforma Pago PA, in alternativa al modello F24.

Vedi l’Approfondimento

 

 

TRIBUTI LOCALI

In scadenza il 17 giugno gli acconti IMU e TASI

Il 17 giugno (il 16 cade di domenica) scade il termine per il pagamento dell’acconto o della rata unica dell’IMU e della TASI.

L’IMU (Imposta Municipale Propria) è un’imposta di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, ad esclusione delle abitazioni principali.

La TASI, il cui presupposto impositivo è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, di aree edificabili o non, a qualunque uso adibiti, dal 2016 non è più dovuta sugli immobili aditi ad abitazione principale, ad eccezione di quelle con categoria catastale A1, A8 E A9.

 

 

DICHIARAZIONI

730 precompilato, fino al 20 giugno è possibile annullare e correggere la dichiarazione inviata

A partire dal 28 maggio scorso è possibile annullare il 730 già inviato e presentare una nuova dichiarazione corretta tramite l’applicazione web dedicata.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che la dichiarazione può essere annullata una sola volta e fino al 20 giugno 2019 e che, con l’annullamento, tutti i dati inseriti saranno cancellati e sarà di nuovo disponibile la dichiarazione precompilata dall’Agenzia.

Si ricorda inoltre che:

  • è possibile annullare il modello 730 se lo stato della ricevuta dell’invio risulta “Elaborato” e accedendo all’applicazione con le stesse credenziali utilizzate per l’invio;
  • in caso di compilazione di Redditi aggiuntivo o correttivo del 730, è necessario prima cancellare i dati inseriti cliccando su “Ripristina” nella sezione “Redditi aggiuntivo e correttivo/integrativo”;
  • per procedere con l’annullamento occorre selezionare “Richiedi annullamento 730”;
  • annullando il 730 inviato, automaticamente viene rimosso anche l’F24 eventualmente predisposto;
  • nella sezione “Ricevute” è possibile controllare e stampare le ricevute dell’annullamento del 730 e dell’F24.
  • in caso di dichiarazione congiunta, l’operazione di annullamento deve essere richiesta solo dal dichiarante.

L’Agenzia delle Entrate evidenzia infine che, una volta annullato il 730, non risulta essere stata presentata alcuna dichiarazione e, quindi, occorre trasmetterne una nuova; in caso contrario la dichiarazione risulterà omessa.

È possibile inviare il nuovo 730 dopo che sono trascorse 24/48 ore dall’annullamento del precedente.

 

 

ACCERTAMENTO

Nuovi ISA in attesa del software

L’Agenzia delle Entrate, ad oggi, non ha ancora messo a disposizione il software per il calcolo degli Indicatori Sintetici di Affidabilità, i cosiddetti ISA, ed è molto probabile che questo non vedrà la luce prima della metà del mese di giugno.

Imprese e professionisti, al momento, non sono quindi in grado di calcolare il grado di affidabilità fiscale e, quindi, di capire se e quanto sia il caso di integrare i ricavi al fine di aumentare il punteggio.

Si ricorda che il raggiungimento di determinati livelli di affidabilità ISA permetterà ai contribuenti di accedere a regimi premiali, tra cui l’esclusione dalla disciplina delle società di comodo o la possibilità di compensare crediti fiscali senza l’apposizione del visto di conformità da parte di un professionista abilitato.

Vedi l’Approfondimento

 

 

IVA, ADEMPIMENTI

Incrementato il limite per l’emissione della fattura semplificata

D.M. 10 maggio 2019

Il Ministero dell’Economia e Finanze ha elevato, con D.M. 10 maggio 2019, il limite per l’emissione della fattura semplificata disciplinata dall’art. 21-bis del D.P.R. n. 633/1972.

La nuova soglia è stata incrementata da 100 a 400 euro.

Tale semplificazione dovrebbe agevolare l’emissione della fattura elettronica in formato XML.

Si ricorda tuttavia che dal 1° gennaio 2019, con l’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato dell’emissione della fattura in formato elettronico, è richiesto che debba essere sempre indicato almeno il codice fiscale o il numero di partita Iva del cessionario/committente destinatario della prestazione.

 

 

IVA, ADEMPIMENTI

Fissati gli esoneri dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi

D.M. 10 maggio 2019

Per quanto concerne le tempistiche di avvio, la norma originaria prevede due termini distinti:

  • 1° luglio 2019 per i soggetti aventi volume d’affari superiore a 400.000 euro;
  • 1° gennaio 2020 per la restante parte dei contribuenti.

 

Con il D.M. 10 maggio 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 18 maggio 2019, sono stati disposti nuovi esoneri dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica degli incassi giornalieri.

L’obbligo – che entrerà in vigore il 1° gennaio 2020, anticipato al 1° luglio 2019 per i contribuenti aventi un volume d’affari superiore a 400.000 euro nel 2018 – non si applicherà:

  • alle operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi, ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696 (vendita di tabacchi, quotidiani e periodici, cessione di alcuni prodotti agricoli, ecc.), del D.M. 13 febbraio 2015 (servizi di stampa e recapito dei duplicati di patente e servizi di gestione e rendicontazione del relativo pagamento) e del D.M. 27 ottobre 2015(prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione e di servizi elettronici);
  • alle prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, se i biglietti di trasporto assolvono la funzione di certificazione fiscale;
  • alle operazioni collegate a quelle di cui sopra, nonché alle operazioni di cui all’art. 22 del decreto Iva, effettuate in via marginale rispetto alle precedenti o rispetto a quelle soggette agli obblighi di fatturazione (a tal fine, la norma specifica che si considerano marginali le operazioni i cui ricavi o compensi non superano l’1 per cento del volume d’affari registrato nel 2018). Tale esonero si applicherà fino al 31 dicembre 2019;
  • alle operazioni effettuate a bordo di navi, aerei o treni qualora il trasporto sia internazionale.

 

Le operazioni di cui sopra continueranno ad essere annotate nel registro dei corrispettivi.

Il provvedimento precisa inoltre che fino al 31 dicembre 2019, gli esercenti impianti di distribuzione di carburante sono esonerati dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, per le operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972, diverse dalle cessioni di benzina o di gasolio, i cui ricavi o compensi non sono superiori all’1 per cento del volume d’affari del 2018; per dette operazioni continuerà ad essere obbligatorio il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale.

RISCOSSIONE

Dal 1° luglio più bassi gli interessi di mora

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 23 maggio 2019, n. 148038

Dal 1° luglio 2019 gli interessi di mora, per chi versa in ritardo gli importi relativi alle cartelle di pagamento, saranno più bassi.

Il Provvedimento del direttore dell’Agenzia Entrate n. 148038 del 23 maggio 2019 porta infatti dal 3,01% al 2,68% il tasso su base annua per gli interessi di mora dovuti in caso di versamento delle cartelle di pagamento oltre i 60 giorni dalla notifica.

 

 

AGEVOLAZIONI

Nuova Sabatini: pronto il nuovo modulo per la richiesta

Il Ministero dello Sviluppo economico – a seguito dell’aumento dell’importo massimo agevolabile, ora pari a 4 milioni di euro – ha reso disponibile sul proprio sito il nuovo modulo che le imprese devono utilizzare per presentare la domanda di agevolazione per la “nuova Sabatini” (art. 2, D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito in legge n. 98/2013).

La domanda dovrà essere firmata digitalmente e inviata, esclusivamente tramite PEC, all’indirizzo certificato della banca/intermediario finanziario a cui si chiede il finanziamento, scelta tra quelle aderenti all’iniziativa.

Si ricorda che il Ministero ha reso disponibile l’elenco delle banche e degli intermediari finanziari che ad oggi hanno aderito all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A.

Le domande di agevolazione presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dal 1° maggio 2019, qualora comportino, in via cumulata, il superamento del precedente limite di finanziamento di 2 milioni di euro, saranno comunque accettate dal Ministero dello Sviluppo economico, anche se presentate utilizzando il precedente modulo di domanda.

 

 

LOCAZIONI, IMMOBILI

Cedolare secca sul reddito da locazione di immobili ad uso commerciale: i chiarimenti delle Entrate

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 17 maggio 2019, n. 50/E

Con la Risoluzione n. 50/E del 17 maggio 2019 l’Agenzia Entrate ha fornito chiarimenti circa l’ambito applicativo del regime della cedolare secca sul reddito da locazione degli immobili ad uso commerciale.

In particolare le Entrate hanno chiarito che possono accedere al regime della “cedolare secca” (art. 3, D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23) anche le locazioni di immobili di categoria catastale C/1 stipulati con conduttori, sia persone fisiche che soggetti societari, che svolgono attività commerciale.

Resta fermo, invece, per quanto attiene alla figura del locatore, titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sugli immobili, che lo stesso sia una persona fisica che non agisce nell’esercizio dell’attività d’impresa o di arti e professioni, così come chiarito con la circolare n. 26/E del 1 giugno 2011.

 

 

TERZO SETTORE

Pubblicati gli elenchi definitivi del 5 per mille

L’Agenzia Entrate ha pubblicato sul proprio sito gli elenchi definitivi degli enti iscritti ai fini dell’accesso al cinque per mille, nonché l’aggiornamento dell’elenco permanente.

In particolare, gli elenchi riguardano:

  • gli enti del volontariato;
  • gli enti della ricerca scientifica e dell’Università;
  • gli enti della ricerca sanitaria;
  • le associazioni sportive dilettantistiche, che svolgono una rilevante attività di carattere sociale.

 

 

AGEVOLAZIONI, IMMOBILI

Ristrutturazioni edilizie: la guida delle Entrate aggiornata a maggio 2019

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sono soggetti ad importanti agevolazioni fiscali, sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali.

L’Agenzia delle Entrate ha di recente pubblicato l’aggiornamento della guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali“, tramite la quale intende fornire indicazioni utili per richiedere correttamente tutti questi benefici fiscali, illustrando modalità e adempimenti.

Gli aggiornamenti più recenti riguardano:

  • la proroga della maggiore detrazione Irpef;
  • i beneficiari del diritto alle detrazioni;
  • la comunicazione all’Enea dei lavori effettuati.

 

 

CONTRATTI

In una guida multimediale gli strumenti patrimoniali per la Terza età

Il 73% degli italiani è proprietario di casa di abitazione, circa un italiano su tre vive da solo e sono circa 1,3 milioni i nuclei familiari composti da anziani con un reddito inferiore a 20.000 euro, proprietari di una casa che vale almeno 200.000 euro. Spesso questa situazione si associa a una condizione di fragilità determinata dalla vecchiaia e/o dalla presenza di persone con disabilità nel nucleo familiare.

L’insieme di queste circostanze suggerisce che vi sia un importante potenziale di sviluppo per strumenti che permettano di rendere liquida una parte della ricchezza accumulata nella casa di abitazione, conservando il diritto ad abitarci fino al termine della vita.

Il Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) hanno pubblicato una Guida multimediale sugli strumenti patrimoniali per la Terza età.

La Guida costituisce un ulteriore strumento, ancora più intuitivo e innovativo con grafiche e personaggi animati, per far conoscere i principali istituti giuridici contenuti nella Guida cartacea dedicata alla Terza età che consentono di pianificare una vecchiaia serena disponendo anche della sola casa di proprietà.

Di seguito i cinque strumenti patrimoniali, presenti nella guida multimediale:

  1. rendita vitalizia;
  2. contratto di mantenimento;
  3. donazione con onere di assistenza;
  4. prestito vitalizio ipotecario;
  5. vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

SOCIETÀ

L’importo del Diritto camerale 2019

Il D.L. n. 90/2014 (recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”) ha previsto una riduzione graduale del diritto annuale delle Camere di Commercio e la determinazione del criterio di calcolo delle tariffe e dei diritti di segreteria. In particolare l’importo del diritto annuale, rispetto all’anno 2014, è stato ridotto del 50%, a decorrere dall’anno 2017.

Per i soggetti tenuti al versamento del diritto annuale 2019, salvo le nuove iscrizioni in corso d’anno, il termine per il pagamento coincide con quello previsto per il primo acconto delle imposte sui redditi, con la possibilità di versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il versamento dovrà quindi avvenire entro il 1° luglio 2019 (il 30 giugno cade di domenica).

 

Ai fini dell’adempimento, è disponibile il sito di Unioncamere (all’indirizzo internet http://dirittoannuale.camcom.it), che consente di:

  • consultare la normativa di riferimento sul diritto annuale;
  • calcolare l’importo da versare, ricevendo le informazioni al proprio indirizzo di posta elettronica certificata;
  • effettuare il pagamento del dovuto attraverso la piattaforma Pago PA, in alternativa al modello F24.

 

Soggetti obbligati

Sono tenuti al pagamento del diritto annuale:

  • le imprese individuali
  • le società semplici
  • le società commerciali
  • le cooperative e le società di mutuo soccorso
  • i consorzi e le società consortili
  • gli enti pubblici economici
  • le aziende speciali ed i consorzi tra enti territoriali
  • i GEIE (Gruppi economici di interesse europeo)
  • le società tra avvocati ex D.Lgs. n. 96/2001

iscritte o annotate nel Registro Imprese al 1º gennaio di ogni anno, ovvero iscritte o annotate nel corso dell’anno anche solo per una frazione di esso.

 

Le imprese devono inoltre pagare un diritto annuale per ognuna delle unità locali o sedi secondarie iscritte nel Registro Imprese.

A partire dal 2011 sono tenuti al pagamento del diritto annuale anche i soggetti già iscritti al R.E.A. o che richiedono l’iscrizione nel corso dell’anno.

 

Misura del diritto camerale

Le misure fisse del diritto annuale dovuto dalle imprese e dagli altri soggetti obbligati dal 1º gennaio 2019, già ridotte del 50%, sono le seguenti:

Sede Unità
Imprese che pagano in misura fissa  
Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli) € 44,00 € 8,80
Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria € 100,00 € 20,00
Imprese che in via transitoria pagano in misura fissa  
Società semplici non agricole € 100,00 € 20,00
Società semplici agricole € 50,00 € 10,00
Società tra avvocati previste dal D.Lgs. n. 96/2001 € 100,00 € 20,00
Soggetti iscritti al REA € 15,00
Imprese con sede principale all’estero  
Per ciascuna unità locale/sede secondaria € 55,00

 

Le società e gli altri soggetti collettivi risultanti come iscritti nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese, al 1º gennaio, devono calcolare il diritto in base al fatturato conseguito nell’esercizio precedente (sulla base di quanto indicato nel modello IRAP), sommando gli importi dovuti per ciascuno scaglione, secondo la tabella sotto riportata:

SCAGLIONI DI FATTURATO ALIQUOTE
da euro a euro
0,00 100.000,00 200,00 (importo fisso)
oltre 100.000,00 250.000,00 200,00 + 0,015% parte eccedente € 100.000,00
oltre 250.000,00 500.000,00 222,50 + 0,013% parte eccedente € 250.000,00
oltre 500.000,00 1.000.000,00 255,00 + 0,010% parte eccedente € 500.000,00
oltre 1.000.000,00 10.000.000,00 305,00 + 0,009% parte eccedente € 1.000.000,00
oltre 10.000.000,00 35.000.000,00 1.115,00 + 0,005% parte eccedente € 10.000.000,00
oltre 35.000.000,00 50.000.000,00 2.365,00 + 0,003% parte eccedente € 35.000.000,00
oltre 50.000.000,00 2.815,00 + 0,001% (fino a un massimo di € 40.000) parte eccedente € 50.000.000,00

 

Unità 20% del diritto dovuto per la sede fino ad un massimo di € 200,00

Tutte le imprese che determinano il diritto annuale sulla base del fatturato devono calcolare il diritto sommando gli importi dovuti per ciascun scaglione di fatturato con arrotondamento matematico al 5º decimale.

Si rammenta che la misura fissa prevista per la prima fascia di fatturato è soggetta alla riduzione complessiva del 50%, con la conseguenza che per le imprese che fatturano fino a 100.000,00 euro, l’importo del diritto annuale da versare è pari a € 100,00.

 

 

ACCERTAMENTO

Calcolo del grado di affidabilità fiscale: ISA in attesa del software

L’Agenzia delle Entrate, ad oggi, non ha ancora messo a disposizione il software per il calcolo degli Indicatori Sintetici di Affidabilità, i cosiddetti ISA, ed è molto probabile che questo non vedrà la luce prima della metà del mese di giugno.

Imprese e professionisti, al momento, non sono quindi in grado di calcolare il grado di affidabilità fiscale e, quindi, di capire se e quanto sia il caso di integrare i ricavi al fine di aumentare il punteggio.

Una differenza sostanziale rispetto agli studi di settore, ormai abrogati, riguarda la tipologia di dati da utilizzare per il calcolo: gli studi di settore erano applicabili con riferimento ai soli i dati in possesso dell’imprenditore o del professionista, per l’applicazione degli ISA, invece, è obbligatorio tenere in considerazione anche alcuni dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate.

Questi dati dovranno essere scaricati dall’imprenditore o dall’intermediario tramite la propria area riservata sul sito dell’Agenzia Entrate.

In realtà, si tratta di un unico dato, costruito sulla base dei dati riferiti alle sette annualità precedenti a quella con riferimento alla quale si applicano gli ISA, per personalizzare le stime dei “Ricavi/Compensi per addetto” e del “Valore aggiunto per addetto”, e quindi anche il reddito per addetto per singolo contribuente.

 

Occorre che gli intermediari siano delegati dal contribuente alla ricezione di questi dati.

Gli intermediari che hanno già ricevuto la delega per accedere al cassetto fiscale dei propri clienti non dovranno presentare una nuova delega: è sufficiente inviare tramite la procedura Entratel un file contenente i dati riferiti alla lista dei contribuenti assistiti.

Gli intermediari che, invece, non hanno ricevuto delega al cassetto fiscale, sono tenuti a chiedere una nuova delega al proprio assistito.

Le deleghe cartacee o telematiche devono essere conservate presso la sede dell’intermediario e indicate in un registro cronologico delle deleghe ricevute.

 

Per ricevere il coefficiente individuale l’intermediario dovrà inviare all’Agenzia Entrate un file contenente i dati riferiti ai clienti per cui ha ricevuto delega, accompagnato da qualche elemento di riscontro della dichiarazione IVA 2018 ovvero, in assenza, da alcuni dati rilevati per l’applicazione degli studi di settore anno 2018 – periodo d’imposta 2017.

Gli intermediari, in questo caso, dovranno, inoltre, rilasciare dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 47, D.P.R. n. 445/2000 in cui si dichiara:

  • di aver ricevuto espressa delega dai propri assistiti per ricevere i dati;
  • che i dati indicati nel file inviato all’Agenzia delle Entrate corrispondono a quelli indicati nelle deleghe ricevute;
  • che le deleghe saranno conservate nella sede o nell’ufficio per 10 anni.

 

Si ricorda che il raggiungimento di determinati livelli di affidabilità ISA permetterà ai contribuenti di accedere a regimi premiali, tra cui l’esclusione dalla disciplina delle società di comodo o la possibilità di compensare crediti fiscali senza l’apposizione del visto di conformità da parte di un professionista abilitato.

 

Attenzione: è probabile che il ritardo nella messa a disposizione dei dati e del software per il calcolo dell’affidabilità comporti un differimento dei termini per il versamento delle imposte.

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 17 giugno 2019

(il 16 cade di domenica)

IMU e TASI – Versamento Versamento acconto (o a discrezione del contribuente, in unica soluzione annuale) anno corrente. Possessori (es: proprietari e titolari di diritti reali) di immobili (comprese aree fabbricabili e terreni agricoli), ad esclusione dell’abitazione principale, diversa da A/1, A/8 e A/9, e dei fabbricati rurali strumentali (IMU).

Proprietari / titolari di altri diritti reali / detentori dell’immobile (TASI).

Mod. F 24
Lunedì 1° luglio 2019
(il 30 giugno cade di domenica)
IMU/TASI – Presentazione dichiarazione Presentazione della dichiarazione IMU/TASI da parte dei soggetti che siano entrati in possesso o detenzione di nuovi immobili o i cui immobili abbiano avuto variazioni rilevanti ai fini della determinazione del tributo. Proprietari di beni immobili e titolari di diritti reali di godimento su beni immobili.

 

Consegna diretta al Comune in cui è ubicato l’immobile;

a mezzo posta, con raccomandata A/R, in busta chiusa indirizzata all’Ufficio tributi del Comune competente;

mediante invio telematico con posta certificata (PEC).

Lunedì 1° luglio 2019
(il 30 giugno cade di domenica)
IRPEF e addizionali Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2019 PERSONE FISICHE/SOCIETÀ DI PERSONE e dalla dichiarazione Mod. 730 relativo a soggetti privi di sostituto d’imposta) Persone fisiche, titolari e non titolari di partita IVA, tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi modello Redditi 2019. Mod. F 24
Lunedì 1° luglio 2019
(il 30 giugno cade di domenica)
IRES Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2019 SOGGETTI IRES) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari) Soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare. Mod. F 24
Lunedì 1° luglio 2019
(il 30 giugno cade di domenica)
IRAP Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2019) Persone fisiche, titolari e non titolari di partita IVA, tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi modello Redditi 2019.

Soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

Mod. F 24
Lunedì 1° luglio 2019
(il 30 giugno cade di domenica)
Diritto camerale Versamento diritto annuale 2019. Soggetti (imprese e società) iscritti o annotati nel registro imprese e che esercitano attività economiche. Mod. F24
Lunedì 1° luglio 2019
(il 30 giugno cade di domenica)
Comunicazione mensile dati fatture transfrontaliere (Esterometro) Comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere emesse e ricevute, delle note di variazione e delle bollette doganali, relative al mese di maggio. Soggetti IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica. Telematica
Lunedì 1° luglio 2019
(il 30 giugno cade di domenica)
Artigiani e commercianti – Contribuzione Versamento del saldo 2018 e acconto 2019 dei contributi previdenziali.

Il versamento può essere effettuato entro il 1° agosto con la maggiorazione dello 0,40%.

Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS

Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata.

Mod. F24

 

Approfondisci

NEWSLETTER P.S.C. Maggio 2019:

IN BREVE
• L’attivazione del servizio di consultazione delle fatture elettroniche slitta al 31 maggio
• Dichiarazione IVA 2019 inviata oltre il termine: ravvedimento e sanzioni
• Spesometro ed esterometro: regolarizzazione e sanzioni
• Nuove modalità per la trasmissione telematica dei corrispettivi
• Definite le regole per cedere il credito d’imposta “ecobonus”
• Divieto di fattura elettronica per i veterinari: le precisazioni dell’Agenzia
• L’Agenzia delle Entrate torna a chiarire come si deve provare una cessione intracomunitaria
• Non può avvalersi del “plafond” l’esportatore abituale che acquista un immobile in esecuzione di un contratto di appalto
• Codice del terzo settore: gli adempimenti entro il 2 agosto
• Trasparenza per le erogazioni pubbliche: alcune modifiche dal decreto “Crescita”
• L’equity crowdfunding: un’opportunità per lo sviluppo delle aziende
• Ristrutturazioni edilizie: la mancata comunicazione all’Enea non comporta la revoca della detrazione

APPROFONDIMENTI
• Dichiarazione IVA 2019 tardiva o omessa: ravvedimento e sanzioni
• Ecobonus: le regole per la cessione del credito d’imposta
• Cessione intracomunitaria non imponibile ai fini Iva: i requisiti chiariti dalle Entrate

PRINCIPALI SCADENZE

 

 

 

IN BREVE

IVA, FATTURA ELETTRONICA

L’attivazione del servizio di consultazione delle fatture elettroniche slitta al 31 maggio

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 29 aprile 2019, n. 107524

Con il Provvedimento n. 107524 del 29 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha differito dal 3 al 31 maggio 2019 la messa a disposizione della funzionalità di consultazione delle fatture elettroniche nel portale “Fatture e Corrispettivi”.

Il servizio, previa esplicita adesione, permetterà al contribuente e al suo intermediario di consultare e acquisire le fatture elettroniche e i relativi duplicati informatici.

La possibilità di consultazione, ad oggi, è possibile per tutti i soggetti tenuti all’obbligo di fatturazione elettronica, ma al fine di garantire la privacy richiesta dal Garante, l’Amministrazione Finanziaria riserverà tale funzione solo a chi aderirà al servizio.

È stabilito un periodo transitorio, in cui è possibile optare per l’utilizzazione del servizio, entro il 2 settembre 2019. Se entro tale data non avverrà l’adesione, l’Agenzia procederà alla cancellazione delle fatture elettroniche memorizzate.

L’adesione al servizio di consultazione potrà essere effettuato anche dall’intermediario abilitato, purché gli sia stata conferita delega.

 

 

DICHIARAZIONI

Dichiarazione IVA 2019 inviata oltre il termine: ravvedimento e sanzioni

Il 30 aprile 2019 è scaduto il termine per l’invio della dichiarazione IVA 2019, riferita al periodo 2018.

È comunque possibile inviare la dichiarazione, ormai considerata tardiva, entro 90 giorni dalla scadenza originaria e quindi entro il 29 luglio 2019, versando le relative sanzioni. Oltre tale termine la dichiarazione viene considerata omessa.

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IVA, ADEMPIMENTI

Spesometro ed esterometro: regolarizzazione e sanzioni

È scaduto il 30 aprile 2019 il termine per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (il cosiddetto “spesometro”) relative al terzo e al quarto trimestre 2018 ovvero, per chi ha optato per l’invio con periodicità semestrale, al secondo semestre 2018.

Medesima scadenza prevista per l’invio dei dati relativi alle operazioni effettuate e ricevute, nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2019, verso e da soggetti non stabiliti in Italia, salvo quelle per le quali è stata emessa bolletta doganale o fattura elettronica (“esterometro”).

In caso di spesometro o esterometro non trasmesso, ovvero trasmesso in ritardo o contenente dati incompleti o non veritieri, si applica la sanzione amministrativa di 2 euro per ogni fattura, con un limite massimo di 1.000 euro ogni trimestre. È stata disposta la riduzione alla metà, entro quindi il limite massimo di 500 euro, della sanzione se la trasmissione viene effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza ordinaria o se nel medesimo termine viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.

La violazione per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati può essere regolarizzata inviando la nuova o omessa dichiarazione e applicando alle sanzioni le riduzioni previste a seconda del momento in cui viene effettuato il versamento, e quindi:

  • a 1/9 della sanzione in caso di regolarizzazione entro 90 giorni;
  • a 1/8 della sanzione in caso di regolarizzazione entro l’anno successivo;
  • a 1/7 della sanzione in caso di regolarizzazione entro il secondo anno successivo;
  • a 1/6 della sanzione in caso di regolarizzazione oltre il secondo anno successivo;
  • a 1/5 della sanzione in caso di regolarizzazione dopo la notifica dell’atto amministrativo.

 

 

IVA, ADEMPIMENTI

Nuove modalità per la trasmissione telematica dei corrispettivi

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 18 aprile 2019, n. 99297

In vista dell’introduzione dell’obbligo di invio telematico dei corrispettivi dal 1° gennaio 2020, anticipato al 1° luglio 2019 per alcuni contribuenti (commercianti al minuto con volume d’affari complessivo, nell’anno 2018, superiore a 400.000 euro), l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento n. 99297/2019, aggiornando il precedente Provvedimento n. 182017 del 28 ottobre 2016 e modificando le specifiche tecniche relative alla trasmissione dei dati dei corrispettivi.

In particolare, è previsto che la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri potrà essere effettuata anche utilizzando una procedura web disponibile sul sito dell’Agenzia Entrate ed utilizzabile anche su dispositivi mobili. Vi sarà quindi un’ulteriore modalità per l’invio dei corrispettivi oltre all’impiego dei registratori telematici.

Avvalendosi della procedura web dell’Agenzia Entrate sarà possibile generare il documento commerciale idoneo, per l’acquirente, a certificare l’acquisto effettuato.

 

 

AGEVOLAZIONI

Definite le regole per cedere il credito d’imposta “ecobonus”

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 18 aprile 2019, 100372

Con il  Provvedimento n. 100372 del 18 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha disciplinato le regole per la cessione del credito – e contestualmente approvato il modello per la comunicazione della cessione – corrispondente alla detrazione spettante per le spese, sostenute negli anni 2018 e 2019, relative a interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari e per le spese sostenute dal 2018 al 2021 per gli interventi sulle parti comuni di edifici, diversi da quelli di cui al comma 2-quater dello stesso art. 14, e per gli interventi, sempre condominiali, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, limitatamente alle zone sismiche 1, 2 e 3.

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IVA, ADEMPIMENTI

Divieto di fattura elettronica per i veterinari: le precisazioni dell’Agenzia

Agenzia delle Entrate, Risposta a istanza di consulenza giuridica 30 aprile 2019, n. 15

Le prestazioni rese dai medici veterinari, laddove siano oggetto di invio al Sistema tessera sanitaria, non possono essere documentate con fattura elettronica tramite SdI.

Lo ha chiarito L’Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 15 del 30 aprile 2019, con la quale ha precisato che anche a tali soggetti si applica l’art. 10-bis del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito in legge n. 136/2018 che dispone, per il solo periodo d’imposta 2019, il divieto di fatturazione elettronica per le operazioni effettuate da quanti sono obbligati all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria.

L’Agenzia ha inoltre ricordato che:

  • il divieto sussiste a prescindere da un’eventuale opposizione all’invio dei dati al STS, ipotesi nella quale l’operazione non può comunque essere documentata con fattura elettronica ex art. 1, comma 3, del D.Lgs. n. 127/2015, ossia tramite Sistema di Interscambio (SdI);
  • nel caso in cui una fattura documenti sia spese da inviare al Sistema tessera sanitaria, sia altre voci di spesa, essa dovrà essere analogica o elettronica extra SdI.

 

 

IVA, ADEMPIMENTI

L’Agenzia delle Entrate torna a chiarire come si deve provare una cessione intracomunitaria

Agenzia delle Entrate, Risposta a istanza di interpello 8 aprile 2019 n. 100

Ai sensi dell’art. 41, comma 1, lettera a), del D.L. n. 331 del 1993, costituiscono cessioni non imponibili quelle a titolo oneroso di beni trasportati o spediti nel territorio di un altro Stato membro dell’UE dal cedente, dall’acquirente o da terzi per loro conto, nei confronti di soggetti passivi IVA.

Pertanto, ai fini della realizzazione di una cessione intracomunitaria, con conseguente emissione di fattura non imponibile IVA, devono sussistere congiuntamente i seguenti requisiti:

  • onerosità dell’operazione;
  • acquisizione o trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni;
  • status di operatore economico del cedente nazionale e del cessionario comunitario;
  • effettiva movimentazione del bene dall’Italia ad un altro Stato membro dell’UE, indipendentemente dal fatto che il trasporto o la spedizione avvengano a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto.

In mancanza anche di uno solo di tali requisiti, la cessione è da considerarsi imponibile IVA in Italia.

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IVA

Non può avvalersi del “plafond” l’esportatore abituale che acquista un immobile in esecuzione di un contratto di appalto

Agenzia delle Entrate, Principio di diritto 9 aprile 2019, n. 14

Con il Principio di diritto n. 14 del 9 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che non può avvalersi del beneficio del plafond, ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. c), del D.P.R. n. 633 del 1972, l’esportatore abituale che, in esecuzione di un contratto di appalto, “acquista” un immobile.

L’utilizzo del plafond è ammesso, in via generale, per i beni/servizi funzionali al ciclo economico dell’impresa e la dichiarazione d’intento inviata dall’esportatore a ciascun fornitore può riguardare l’acquisto dei servizi relativi all’installazione degli impianti strettamente funzionali allo svolgimento dell’attività industriale.

Non possono invece beneficiare del plafond i servizi di installazione degli impianti che formano parte integrante dell’edificio e sono ad esso serventi, per i quali trova applicazione il meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), ai sensi dell’art. 17, sesto comma, lett. a-ter), del D.P.R. n. 633/1972. In tal caso, infatti, come chiarito con circolare n. 37/E del 22 dicembre 2015, la misura antifrode (reverse charge) prevale rispetto al regime di non imponibilità previsto per gli esportatori abituali.

 

 

TERZO SETTORE

Codice del terzo settore: gli adempimenti entro il 2 agosto

Mlps, Circolare 27 dicembre 2018, n. 20

La circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali n. 20 del 27 dicembre 2018 ha fissato al 2 agosto 2019 il termine per l’adeguamento degli statuti di Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale e ONLUS iscritte ai rispettivi registri e albi.

Gli altri enti non iscritti, ad uno dei tre registri, non hanno alcun obbligo di adeguamento. La Circolare ministeriale specifica però che questi ultimi, se entro l’attivazione del Registro Unico del Terzo Settore intendano procedere all’iscrizione ai Registri delle Organizzazioni di Volontariato, delle Associazioni di Promozione Sociale o all’Albo anagrafico delle ONLUS dovranno adeguare i propri statuti al D.Lgs. n. 117/2017 e nelle modalità indicate dalla Circolare medesima.

Le ODV, le APS e le ONLUS potranno apportare le modifiche di adeguamento agli statuti in assemblea ordinaria, quindi beneficiando della “semplificazione” prevista al comma 2 dell’art. 101 del CTS, ma solo se tali modifiche saranno realizzate entro il termine del 2 agosto 2019.

 

 

IMPRESE, ENTI NO PROFIT

Trasparenza per le erogazioni pubbliche: alcune modifiche dal decreto “Crescita”

D.L. 30 aprile 2019, n. 34, art. 35

Il decreto-legge “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2019, contiene alcune modifiche alla disciplina sulla trasparenza delle erogazioni pubbliche. L’obbligo di informativa deve essere adempiuto, da parte degli enti non commerciali, mediante pubblicazione sul proprio sito internet o analoghi portali, entro il 30 giugno di ogni anno (e non più entro il 28 febbraio).

Gli obblighi di informativa, sia a carico degli enti non commerciali che a carico delle imprese, che devono adempiere nella Nota integrativa, riguardano gli importi “effettivamente erogati” e, quindi, ai fini della rendicontazione, occorre applicare il criterio di cassa.

I soggetti non tenuti alla redazione della Nota integrativa (imprenditori individuali, società di persone e micro imprese) assolvono all’obbligo mediante pubblicazione delle informazioni e degli importi, entro il 30 giugno di ogni anno, su propri siti internet o, in mancanza, sui portali digitali delle associazioni di categoria di appartenenza.

Questa modalità di adempimento trova applicazione anche in relazione ai soggetti che redigono il bilancio in forma abbreviata.

Rimane fermo, inoltre, il limite di 10.000 euro che esclude gli obblighi di pubblicazione.

 

 

IMPRESE, PROFESSIONISTI

L’equity crowdfunding: un’opportunità per lo sviluppo delle aziende

Fnc-Cndcec, “L’equity crowdfunding alla luce delle ultime modifiche normative e regolamentari: un’opportunità per lo sviluppo delle aziende”

Con il termine crowdfunding si indica il processo con cui più persone (“folla” o “crowd”) conferiscono somme di denaro (“funding”), anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando siti internet (“piattaforme” o “portali”) e ricevendo talvolta in cambio una ricompensa.

Esistono diverse tipologie di crowdfunding. Tra i più diffusi il Reward Crowdfunding (che prevede per l’investitore una ricompensa commisurata con il contributo erogato) e l’Equity Crowdfunding.

Il crowdfunding è definito “equity-based” quando tramite l’investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, in cambio del finanziamento si riceve un complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.

L’equity crowdfunding rappresenta, pertanto, un importante strumento di finanziamento per le piccole e medie imprese, generalmente utilizzato per supportare il lancio di nuove iniziative imprenditoriali.

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha recentemente pubblicato il documento “L’equity crowdfunding alla luce delle ultime modifiche normative e regolamentari: un’opportunità per lo sviluppo delle aziende” per far luce sulle caratteristiche di tale strumento di finanziamento per le imprese, analizzandone le principali caratteristiche tecniche, approfondendo gli elementi essenziali relativi alla modalità di offerta ed esaminando il quadro normativo di riferimento, partendo dalle modifiche introdotte dal D.L. n. 179/2012 all’interno del nostro ordinamento.

 

 

AGEVOLAZIONI

Ristrutturazioni edilizie: la mancata comunicazione all’Enea non comporta la revoca della detrazione

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 18 aprile 2019, n. 46/E

Con la Risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni circa gli effetti della mancata trasmissione per via telematica all’ENEA delle informazioni sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito.

La risoluzione precisa in conclusione che in assenza di una specifica previsione normativa, la mancata o tardiva trasmissione delle informazioni all’ENEA non comporta la perdita del diritto alle detrazioni.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

DICHIARAZIONI

Dichiarazione IVA 2019 tardiva o omessa: ravvedimento e sanzioni

Il 30 aprile 2019 è scaduto il termine per l’invio della dichiarazione IVA 2019, riferita al periodo 2018.

È comunque possibile inviare la dichiarazione, ormai considerata tardiva, entro 90 giorni dalla scadenza originaria e quindi entro il 29 luglio 2019, versando le relative sanzioni. Oltre tale termine la dichiarazione viene considerata omessa e soggetta a sanzioni differenti.

 

Dichiarazione tardiva

La sanzione prevista per la dichiarazione IVA tardiva è stabilita da 250 euro a 2.065 euro, ridotta se il contribuente usufruisce del ravvedimento operoso.

La violazione può essere sanata con ravvedimento operoso, e quindi versando una sanzione di importo ridotto a 25 euro (1/10 della sanzione ordinaria), da versare utilizzando il modello F24 e il codice tributo 8911.

Occorre inoltre versare anche le sanzioni per omesso versamento dell’imposta, se dovuta, pari al 15% dell’imposta, ridotte anch’esse per effetto del ravvedimento operoso.

 

Dichiarazione omessa

Per gli invii delle dichiarazioni IVA oltre 90 giorni dalla scadenza del 30 aprile 2019 la dichiarazione IVA è considerata omessa, ma ritenuta valida per la riscossione dell’imposta che ne risulti dovuta.

Nel caso di omessa presentazione della dichiarazione IVA annuale la sanzione va dal 120% al 240% dell’ammontare dell’imposta dovuta.

Se la presentazione della dichiarazione IVA oltre 90 giorni non prevede versamento delle imposte, la sanzione minima applicata non può essere inferiore a 250 euro, fino ad un massimo di 2.000 euro.

Se la presentazione della dichiarazione IVA omessa, che prevede però il versamento di imposte, avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, la sanzione è pari al 60-120% dell’imposta non versata.

Se la presentazione della dichiarazione IVA omessa, che prevede però il versamento di imposte, avviene oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, la sanzione è pari al 120-240% dell’imposta non versata.

 

 

AGEVOLAZIONI

Ecobonus: le regole per la cessione del credito d’imposta

Con il  Provvedimento n. 100372 del 18 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha disciplinato le regole per la cessione del credito – e contestualmente approvato il modello per la comunicazione della cessione – corrispondente alla detrazione spettante per le spese, sostenute negli anni 2018 e 2019, relative a interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari e per le spese sostenute dal 2018 al 2021 per gli interventi sulle parti comuni di edifici, diversi da quelli di cui al comma 2-quater dello stesso art. 14, e per gli interventi, sempre condominiali, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, limitatamente alle zone sismiche 1, 2 e 3.

Per gli interventi realizzati sulle singole unità immobiliari, viene stabilito in particolare che:

  • coloro che nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese sono possessori di redditi esclusi dall’Irpef, o per espressa previsione normativa o perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni di cui all’art. 13 del Tuir, i quali, quindi, non potrebbero fruire della detrazione (no tax area), possono cedere il credito corrispondente alla detrazione ai fornitori che hanno effettuati gli interventi o ad altri soggetti privati, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione;
  • tutti gli altri soggetti possono cedere il credito ai fornitori o ad altri soggetti privati, esclusi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione.

La cessione non può avvenire nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Il credito cedibile è determinato sulla base dell’intera spesa sostenuta nel periodo d’imposta, tenendo conto anche della parte pagata mediante cessione del credito al fornitore. Se negli interventi agevolabili sono coinvolti più fornitori, il credito cedibile a ciascuno di essi è pari alla detrazione calcolata sulle spese sostenute nei suoi confronti. In caso di cessione del credito al fornitore che ha eseguito i lavori, la fattura deve comprendere anche l’importo relativo alla detrazione ceduta sotto forma di credito d’imposta.

La cessione deve essere comunicata all’amministrazione finanziaria utilizzando le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito dell’Agenzia o tramite gli uffici territoriali della stessa Agenzia, utilizzando il modulo allegato al provvedimento, che può anche essere inviato tramite Pec.

La comunicazione, la cui omissione rende inefficace la cessione, deve avvenire entro il 28 febbraio dell’anno successivo al sostenimento della spesa (per le spese del 2018 andrà effettuata dal 7 maggio al 12 luglio 2019).

Il cessionario, nel proprio “Cassetto fiscale”, potrà prendere visione del credito cedutogli che, però, sarà utilizzabile o potrà essere ulteriormente ceduto solo dopo averlo accettato tramite le funzionalità disponibili nell’area riservata del sito. Il cedente, attraverso lo stesso servizio, potrà consultare le informazioni sull’accettazione del credito da parte del cessionario.

Il cessionario che, a sua volta, intende cedere il credito dovrà darne comunicazione all’Agenzia tramite apposite funzionalità telematiche a decorrere dal 20 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa e, comunque, dopo l’accettazione del credito stesso (per le spese sostenute nel 2018 andrà fatto a partire dal 5 agosto 2019).

Il credito d’imposta, se non oggetto di successiva cessione, è utilizzabile in compensazione tramite F24 (il codice tributo sarà istituito con una successiva risoluzione), da trasmettere esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, a decorrere dal 20 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa (per le spese del 2018, a partire dal 5 agosto 2019) e, comunque, dopo la sua accettazione. Alla compensazione non si applicano i limiti previsti dall’art. 34 della legge n. 388/2000.

La quota di credito non fruita nel periodo di spettanza è utilizzabile negli anni successivi, ma non può essere chiesta a rimborso.

In caso di mancanza (anche parziale) dei requisiti oggettivi che danno diritto alla detrazione in capo al cedente, il recupero dell’importo maggiorato di interessi e sanzioni avverrà nei confronti del cedente stesso. In caso di indebita fruizione (anche parziale) del credito da parte del cessionario, il recupero maggiorato di interessi e sanzioni avverrà invece nei confronti del cessionario stesso.

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2019 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica effettuate sulle parti comuni di edifici dalle quali derivi una riduzione del rischio sismico, nonché per interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni, il credito è utilizzabile dal cessionario dal 20 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui:

  • il condominio ha sostenuto la spesa, a condizione che il condomino cedente abbia contribuito al relativo sostenimento per la parte non ceduta sotto forma di credito d’imposta;
  • il fornitore ha emesso fattura comprensiva del relativo importo (in caso di cessione al fornitore).

IVA, ADEMPIMENTI

Cessione intracomunitaria  non imponibile ai fini Iva: i requisiti chiariti dalle Entrate

Ai sensi dell’art. 41, comma 1, lettera a), del D.L. n. 331 del 1993, costituiscono cessioni non imponibili quelle a titolo oneroso di beni trasportati o spediti nel territorio di un altro Stato membro dell’UE dal cedente, dall’acquirente o da terzi per loro conto, nei confronti di soggetti passivi IVA.

Pertanto, ai fini della realizzazione di una cessione intracomunitaria, con conseguente emissione di fattura non imponibile IVA, devono sussistere congiuntamente i seguenti requisiti:

  • onerosità dell’operazione;
  • acquisizione o trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni;
  • status di operatore economico del cedente nazionale e del cessionario comunitario;
  • effettiva movimentazione del bene dall’Italia ad un altro Stato membro dell’UE, indipendentemente dal fatto che il trasporto o la spedizione avvengano a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto.

In mancanza anche di uno solo di tali requisiti, la cessione è da considerarsi imponibile IVA secondo le disposizioni contenute nel D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

La Direttiva n. 2006/112/CE non specifica in che modo debba essere provato il rispetto dei requisiti per la dimostrazione dell’invio dei beni all’estero, spettando agli Stati membri determinare le condizioni per assicurare la corretta applicazione del regime di non imponibilità e prevenire eventuali abusi.

In particolare, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha chiarito che spetta agli Stati membri individuare i mezzi di prova idonei che il contribuente è tenuto a fornire al fine di dimostrare l’effettività delle cessioni intracomunitarie e, in particolare, l’invio dei beni ad un soggetto identificato ai fini IVA in altro Stato membro. L’unico limite imposto ai Paesi membri nell’individuazione dei mezzi di prova è rappresentato dal rispetto dei principi fondamentali del diritto comunitario, quali la neutralità dell’imposta, la certezza del diritto e la proporzionalità delle misure adottate (in tal senso sentenze della Corte di Giustizia del 27 settembre 2007, in causa C-146/05, punti da 24 a 26, e in causa C-184/05, punti da 25 a 27).

La legge italiana non contiene una specifica previsione in merito ai documenti che il cedente deve conservare ed eventualmente esibire in caso di controllo per provare l’avvenuto trasferimento del bene in un altro Stato comunitario. In proposito, sono ancora attuali le indicazioni di cui alle risoluzioni n. 345/E del 28 novembre 2007 e n. 477/E del 15 dicembre 2008.

In particolare, secondo la risoluzione n. 345/E del 2007, al fine di dimostrare l’avvenuta spedizione di merci in altro paese comunitario, occorre conservare la seguente documentazione fiscale e contabile:

  • la fattura di vendita all’acquirente comunitario;
  • gli elenchi riepilogativi relativi alle cessioni intracomunitarie effettuate;
  • il documento di trasporto “CMR” firmato dal trasportatore per presa in carico della merce e/o dal destinatario per ricevuta;
  • la rimessa bancaria dell’acquirente relativa al pagamento della merce.

Con risoluzione n. 477/E del 2008, in materia di cessioni intracomunitarie “franco fabbrica”, in cui i beni vengono consegnati al vettore indicato dal cliente, è stato chiarito che non esiste un vincolo rigido in ordine alla prova da fornire, in quanto “ai fini della prova dell’avvenuta cessione intracomunitaria e dell’uscita dei beni dal territorio dello Stato, la risoluzione n. 345 del 2007 ha indicato l’esibizione del documento di trasporto a titolo meramente esemplificativo”. Pertanto, “(…) nei casi in cui il cedente nazionale non abbia provveduto direttamente al trasporto delle merci e non sia in grado di esibire il predetto documento di trasporto, la prova di cui sopra potrà essere fornita con qualsiasi altro documento idoneo a dimostrare che le merci sono state inviate in altro Stato membro”.

Inoltre, con la risoluzione 19/E del 25 marzo 2013, sempre con riferimento alle cessioni “franco fabbrica”, è stato precisato che “(…) alla luce dell’evoluzione della prassi commerciale, la scrivente ritiene che il CMR elettronico, avente il medesimo contenuto di quello cartaceo, costituisca un mezzo di prova idoneo a dimostrare l’uscita della merce dal territorio nazionale. Analogamente si concorda con la tesi dell’istante secondo cui costituisce un mezzo di prova equivalente al CMR cartaceo, un insieme di documenti dal quale si possono ricavare le medesime informazioni presenti nello stesso e le firme dei soggetti coinvolti (cedente, vettore, e cessionario)”.

Tali documenti, per essere idonei a fornire la prova della cessione intracomunitaria devono essere “(…) conservati congiuntamente alle fatture di vendita, alla documentazione bancaria attestante le somme riscosse in relazione alle predette cessioni, alla documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e agli elenchi Intrastat”.

Tutto ciò premesso, con la Risposta n. 100 dell’8 aprile 2019 l’Agenzia Entrate ha ribadito che qualsiasi documentazione prodotta dal cedente possa costituire prova dell’avvenuta cessione a condizione che:

  • dai documenti siano individuabili i soggetti coinvolti (ovvero cedente, vettore e cessionario) e tutti i dati utili a definire l’operazione a cui si riferiscono;
  • si provveda a conservare le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse in relazione alle precedenti cessioni, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi Intrastat.

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Martedì 7 maggio 2019 IRPEF Ultimo giorno utile per le iscrizioni online per il 5 per mille 2019 (prima iscrizione). Enti di volontariato, Onlus  e associazioni sportive dilettantistiche Telematica
Martedì 21 maggio 2019 IRPEF Segnalazione per procedere alla correzione di eventuali errori di iscrizione nell’elenco dei soggetti destinatari del 5 per mille. Enti di volontariato, Onlus  e associazioni sportive dilettantistiche Comunicazione alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate.
Venerdì 31 maggio 2019 Adesione al servizio di consultazione fatture elettroniche Termine entro il quale è resa disponibile la funzionalità del servizio Fatture e corrispettivi per effettuare la consultazione delle fatture elettroniche.

È possibile aderire al servizio sino al 2 settembre 2019.

Contribuenti titolari di partita IVA, nonché i condomini e enti non commerciali che intendono fruire del servizio di consultazione delle fatture emesse/ricevute.

 

Sito web dell’Agenzia delle Entrate.

 

Venerdì 31 maggio 2019 Liquidazione periodiche IVA Termine per la trasmissione all’Agenzia Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato, dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative al I trimestre 2019. Soggetti passivi IVA obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA. Telematica
Venerdì 31 maggio 2019 Comunicazione dati fatture transfrontaliere “esterometro” Comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere emesse e ricevute, delle note di variazione e delle bollette doganali, relative al mese di aprile 2019. Operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica. Telematica
Venerdì 31 maggio 2019 Definizione agevolata PVC Termine per la presentazione della dichiarazione per aderire alla definizione agevolata dei PVC.

Termine per il versamento del dovuto (o della prima rata) per aderire alla definizione agevolata dei PVC.

Contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata dei PVC.

 

Telematica

Mod. F24

Venerdì 31 maggio 2019 Liti tributarie pendenti Termine ultimo per presentare istanza di definizione agevolata delle controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle Entrate e che risultano pendenti al 24 ottobre 2018 in ogni stato e grado del giudizio. Contribuenti “parte” della controversie che rientrano nella giurisdizione tributaria di cui è parte l’Agenzia dell’Entrate, in qualsiasi grado di giudizio (compreso quello in Cassazione, anche a seguito di rinvio), purché il ricorso di 1° grado sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018. Telematica

 

 

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