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NEWSLETTER P.S.C. Novembre 2019:

IN BREVE
  • In vigore il Decreto Fiscale “collegato” alla legge di Bilancio 2020
  • Secondo acconto delle imposte sui redditi al 50% per i soggetti Isa
  • Fatture elettroniche, più tempo per aderire al servizio di consultazione: è possibile fino al 20 dicembre 2019
  • Lotteria degli scontrini: per la trasmissione dei dati registratori telematici da aggiornare entro il 31 dicembre 2019
  • Crisi d’impresa: pubblicato il documento sugli indici dell’allerta
  • Scontrino elettronico: online la guida delle Entrate per gli operatori di commercio al minuto
  • I nuovi elenchi 2020 per l’applicazione dello Split Payment
  • Bonus pubblicità: i chiarimenti sugli investimenti pubblicitari pregressi
  • Apertura del portale “energivori” per le dichiarazioni relative all’annualità 2020
  • Acquisto medicinali all’estero e detrazione Irpef
  • Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali: aggiornati i modelli
APPROFONDIMENTI
  • Le novità del Decreto Fiscale 2020
  • La rimodulazione degli acconti delle imposte sui redditi

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

 

IN BREVE

MANOVRA 2020

In vigore il Decreto Fiscale “collegato” alla legge di Bilancio 2020

D.L. 26 ottobre 2019, n. 124

È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 26 ottobre 2019, ed è in vigore dal giorno successivo, il “Decreto Fiscale” di accompagnamento alla legge di Bilancio 2020 (D.L. 26 ottobre 2019, n. 124), che costituisce uno dei pilastri della prossima Manovra fiscale.

Il Decreto prevede numerose e significative novità, tra cui:

  • nuovi limiti e requisiti per la compensazione dei crediti tributari;
  • l’estensione del regime del reverse charge nell’ambito dei contratti di appalto e subappalto;
  • nuove disposizioni in materia di fatturazione elettronica e relativa imposta di bollo;
  • rimodulazione degli acconti Irpef, Ires ed Irap;
  • nuovi limiti all’utilizzo del contante a partire dal 2020.

Vedi l’Approfondimento

 

 

VERSAMENTI

Secondo acconto delle imposte sui redditi al 50% per i soggetti Isa

D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, art. 58

L’art. 58 del D.L. n. 124/2019, collegato alla legge di Bilancio 2020, prevede la possibilità, per i contribuenti soggetti agli ISA, di “rideterminare” gli acconti Irpef, Ires ed Irap dovuti per l’anno d’imposta 2019.

La seconda rata, da versare entro il 2 dicembre prossimo, può essere versata nella misura del 50% anziché del 60%.

Se la rata è unica, per l’anno 2019 è possibile versare il 90%.

Vedi l’Approfondimento

 

 

IVA, ADEMPIMENTI

Fatture elettroniche, più tempo per aderire al servizio di consultazione: è possibile fino al 20 dicembre 2019

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 30 ottobre 2019, n. 738239

Con un Comunicato stampa del 30 ottobre 2019, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che gli operatori Iva o i loro intermediari delegati e i consumatori finali potranno aderire al servizio di consultazione e acquisizione delle proprie fatture elettroniche fino al 20 dicembre di quest’anno.

Il nuovo termine è fissato con Provvedimento n. 738239/2019 del direttore dell’Agenzia delle Entrate, che modifica quello del 30 maggio 2019 ampliando la finestra temporale precedentemente prevista (1° luglio-31 ottobre 2019).

 

 

ADEMPIMENTI

Lotteria degli scontrini: per la trasmissione dei dati registratori telematici da aggiornare entro il 31 dicembre 2019

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 31 ottobre 2019, n. 739122

Con il Provvedimento n. 739122 del 31 ottobre 2019 l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole tecniche affinché i registratori telematici e la procedura web messa a disposizione in area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, siano in grado, a partire dal 1° gennaio 2020, di trasmettere i dati memorizzati delle singole operazioni commerciali necessari alla partecipazione alla cosiddetta “lotteria degli scontrini”. Si prevede in particolare che:

  • il Registratore Telematico (o Server RT), in maniera distribuita nella giornata e al momento della chiusura giornaliera, mediante l’elaborazione dei dati contenuti nella memoria permanente di riepilogo, generi un file XML secondo un apposito tracciato;
  • entro il 31 dicembre 2019 tutti i modelli dei Registratori Telematici e la procedura web devono essere configurati al fine di consentire, anche mediante lettura ottica, l’acquisizione di un “codice lotteria”, facoltativamente rilasciato dal cliente al momento della memorizzazione dei dati dell’operazione.

Il provvedimento dispone inoltre che, fino al 30 giugno 2020, i dati di dettaglio necessari alla partecipazione alla lotteria, trasmessi dai registratori telematici utilizzati dai soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, non saranno trasmessi al sistema lotteria per ragioni di privacy. Di conseguenza, tali soggetti non acquisiscono il codice lotteria dei clienti.

 

 

IMPRESE, PROCEDURE CONCORSUALI

Crisi d’impresa: pubblicato il documento sugli indici dell’allerta

In data 26 ottobre 2019 il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato sul proprio sito il documento con le regole per la determinazione e applicazione degli indici di allerta della crisi d’impresa, che dovranno ora essere approvati dal Ministero dello Sviluppo economico.

Lo stato di crisi dell’impresa è diagnosticato attraverso la preliminare rilevazione della:

  1. presenza di ritardi reiterati e significativi nei pagamenti, nonché attraverso la
  2. verifica della presenza di un patrimonio netto negativo o inferiore al minimo di legge, infine mediante
  3. evidenza della non sostenibilità del debito nei sei mesi successivi attraverso i flussi finanziari liberi al servizio dello stesso.

Per tale motivo, il documento elaborato dal CNDCEC prevede l’impiego del DSCR (Debt Service Coverage Ratio).

Solo qualora il DSCR non sia disponibile, o i dati prognostici occorrenti per la sua determinazione siano ritenuti non sufficientemente affidabili, si ricorre, sempreché la situazione di crisi non sia già stata intercettata dal patrimonio netto negativo o dalla presenza di reiterati e significativi ritardi, all’impiego combinato di una serie di cinque indici, con soglie diverse a seconda del settore di attività, che debbono allertarsi tutti congiuntamente.

I cinque indici sono:

  1. indice di sostenibilità degli oneri finanziari in termini di rapporto tra gli oneri finanziari ed il fatturato;
  2. indice di adeguatezza patrimoniale in termini di rapporto tra patrimonio netto e debiti totali;
  3. indice di ritorno liquido dell’attivo in termini di rapporto da cash flow e attivo;
  4. indice di liquidità in termini di rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine;
  5. indice di indebitamento previdenziale e tributario in termini di rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo.

Gli indici sono stati ottenuti, con l’aiuto di partner tecnici, tramite un processo di selezione tra molte combinazioni di indici, con test che hanno interessato tutte le società con bilancio ordinario pubblicato, avendo riguardo ad eventi di default nei tre anni successivi

IVA, ADEMPIMENTI

Scontrino elettronico: online la guida delle Entrate per gli operatori di commercio al minuto

Agenzia delle Entrate, Guida fiscale “Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi”

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato online la guida dedicata agli operatori di commercio al minuto e attività assimilate non obbligati ad emettere fattura (se non richiesta dal cliente) che devono certificare i corrispettivi tramite memorizzazione e trasmissione telematica.

Il nuovo obbligo di certificazione dei corrispettivi, infatti, dal 2020 vedrà la scomparsa definitiva dei vecchi scontrini e delle vecchie ricevute fiscali, e gli operatori economici dovranno essere adeguatamente informati sulle nuove modalità di memorizzazione e di trasmissione telematica dei corrispettivi.

Queste operazioni devono essere effettuate con strumenti tecnologici che garantiscono l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, che sono:

  • il Registratore Telematico (RT), che consiste in un registratore di cassa con capacità di connettersi a internet;
  • la Procedura Web “documento commerciale online”, presente nel portale “Fatture e Corrispettivi” del sito dell’Agenzia e utilizzabile anche su dispositivi mobili.

Nella guida sono disponibili tutte le informazioni utili sulle nuove modalità di certificazione e sui vantaggi che da esse ne derivano.

È inoltre stato pubblicato, sul canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate, un video di presentazione.

 

 

IVA

I nuovi elenchi 2020 per l’applicazione dello Split Payment

Sono stati pubblicati, sul sito del Dipartimento delle Finanze del MEF, gli elenchi che individuano le società, le fondazioni e gli enti nei cui confronti si applica il meccanismo dello split payment per l’anno 2020.

Rientrano in tale disciplina, le operazioni verso le amministrazioni pubbliche definite dall’art. 1, comma 2, della legge n. 196/2009 e identificate nell’elenco “IPA” (www.indicepa.gov.it).

Il meccanismo dello split payment riguarda anche le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’art. 17-ter, comma 1-bis, del D.P.R. n. 633/1972.

Questi ultimi sono stati individuati dal Dipartimento delle Finanze attraverso i seguenti elenchi:

  • società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (art. 2359, comma 1, n. 2 c.c.);
  • enti o società controllate dalle Amministrazioni centrali;
  • enti o società controllate dalle Amministrazioni locali;
  • enti o società controllate dagli Enti nazionali di previdenza e assistenza;
  • enti, fondazioni o società partecipate per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, dalle amministrazioni pubbliche;
  • società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

 

Lo split payment non riguarda più le prestazioni di servizi i cui compensi sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero a ritenuta a titolo d’acconto di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 600/1973, pertanto non si applica lo split payment alle prestazioni rese dagli esercenti arti o professioni.

Con riferimento all’anno di imposta 2020, è da evidenziare che attualmente la speciale disciplina si applicherà solamente sino al 30 giugno 2020. In assenza di un rinnovo della misura, dunque, gli elenchi appena pubblicati risulterebbero di utilità esclusivamente sino al 30 giugno 2020. È comunque auspicabile un rinnovo da parte del Consiglio Ue.

 

 

AGEVOLAZIONI

Bonus pubblicità: i chiarimenti sugli investimenti pubblicitari pregressi

Dipartimento per l’informazione ed editoria, FAQ 23 ottobre 2019

In data 23 ottobre 2019, il Dipartimento per l’informazione ed editoria ha fornito alcuni chiarimenti in merito al cosiddetto Bonus Pubblicità. In particolare, in caso di investimenti pubblicitari effettuati su canali diversi, la verifica degli investimenti effettuati nell’anno precedente verrà condotta prendendo in considerazione il complesso degli investimenti realizzati sugli stessi.

Il quesito posto all’attenzione del Dipartimento riguardava la possibilità di richiedere il bonus per l’anno 2019, considerando che nell’anno 2018 erano state effettuate attività pubblicitarie solo su carta, mentre nell’anno 2019 sia su carta che in TV.

Dopo aver ricordato che, in via generale, non è possibile accedere al credito d’imposta se gli investimenti pubblicitari dell’anno precedente sono stati pari a zero, come previsto dal D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90, il Dipartimento ha chiarito che nell’ipotesi di investimenti pubblicitari effettuati su entrambi i canali, la verifica degli investimenti pubblicitari effettuati nell’anno precedente sarà condotta prendendo in considerazione il complesso degli investimenti realizzati sui due mezzi di informazione (stampa ed emittenti radio-televisive).

Allo stesso modo, sugli investimenti complessivi effettuati sui due canali sarà calcolato l’incremento rispetto all’anno precedente.

 

 

ADEMPIMENTI

Apertura del portale “energivori” per le dichiarazioni relative all’annualità 2020

La CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali) ha reso disponibile, con decorrenza 30 settembre 2019, il sistema telematico (Portale) per la raccolta delle dichiarazioni di cui all’art. 6, comma 2, del D.M. 21 dicembre 2017 (di seguito DM), ai fini dell’inserimento nell’Elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica dell’anno 2020.

Il Portale è accessibile tramite l’applicazione web disponibile sul sito di Cassa (www.csea.it) cliccando sul riquadro ENERGIVORI o tramite il link: energivori.csea.it

Si considerano “energivore” le imprese a forte consumo di energia (almeno 1 milione di KWh e che rispondano ai requisiti emanati).

Per i dettagli operativi si fa rinvio alla Circolare CSEA N. 28/2019/ELT – Apertura del portale per la raccolta delle dichiarazioni relative all’anno 2020 (Post Riforma) e alla Guida compilazione dichiarazioni energivori.

 

 

IRPEF, DETRAZIONI

Acquisto medicinali all’estero e detrazione Irpef

L’Agenzia delle Entrate, con una risposta fornita tramite la propria rivista telematica, chiarisce che, al fine di poter chiedere la detrazione Irpef nella dichiarazione dei redditi per l’acquisto di medicinali all’estero, è necessario un documento che contenga le stesse indicazioni degli acquisti effettuati in Italia, ossia informazioni riguardo la natura, qualità e quantità del prodotto e codice fiscale dell’acquirente.

Qualora nel documento rilasciato dalla farmacia estera non fossero presenti queste informazioni si potrà o riportare a mano sullo stesso documento il codice fiscale del destinatario, oppure chiedere alla farmacia una documentazione dalla quale si evinca la natura (farmaco o medicinale), la qualità (nome del farmaco) e la quantità del prodotto acquistato.

 

 

ADEMPIMENTI

Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali: aggiornati i modelli

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 21 ottobre 2019, n. 728796

L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento n. 728796 del 21 ottobre ha aggiornato il modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

Le modifiche riguardano, in particolare, le disposizioni agevolative previste per gli immobili inagibili a causa di eventi calamitosi (D.L. 28 settembre 2018, n. 109) oltre a quelle in materia di Terzo settore (art. 82 del D.Lgs. n. 117 del 3 luglio 2017).

Vengono inoltre recepiti alcuni orientamenti interpretativi intervenuti per la gestione dei benefici previsti dall’art. 14 della legge 18 ottobre 2001, n. 383, per i terreni agricoli e montani.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

MANOVRA 2020

Le novità del Decreto Fiscale 2020

È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 26 ottobre 2019, ed è in vigore dal giorno successivo, il “Decreto Fiscale” di accompagnamento alla legge di Bilancio 2020 (D.L. 26 ottobre 2019, n. 124), che costituisce uno dei pilastri della prossima Manovra fiscale.

Il Decreto prevede numerose e significative novità, tra cui:

 

DIVIETO DI COMPENSAZIONE DEI CREDITI TRIBUTARI E NUOVI LIMITI – È vietato l’utilizzo in compensazione di crediti da parte dell’accollante di crediti acquisiti con accollo.

È altresì vietato ai contribuenti cui sia stato notificato un provvedimento di cessazione della partita Iva (ai sensi dell’art. 35, comma 15-bis, del D.P.R. n. 633/1972) di effettuare con l’F24 alcuna compensazione dei crediti (tributari e non).

Sono inoltre introdotti alcuni requisiti necessari al fine di poter utilizzare in compensazione con il modello F24 i crediti relativi a imposte dirette e sostitutive, ovvero obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione dalla quale emerge il credito, per importi del credito superiori a 5.000 euro annui, obbligo di presentare l’F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia Entrate, anche per i soggetti non titolari di partita Iva.

 

ESTENSIONE DEL REGIME DEL REVERSE CHARGE NELL’AMBITO DEI CONTRATTI DI APPALTO E SUBAPPALTO – È prevista l’estensione del regime dell’inversione contabile IVA (reverse charge) alle prestazioni di servizi effettuate tramite contratti di appalto o subappalto, caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma.

 

NORME PER OMESSE RITENUTE NEI CONTRATTI DI SUBAPPALTO – In tutti i casi in cui un committente affida a un’impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali per le retribuzioni corrisposte al lavoratore direttamente impiegato nell’ambito della prestazione dev’essere effettuato dal committente, se il committente è un sostituto d’imposta residente in Italia.

 

FATTURA ELETTRONICA – Anche per il 2020 opererà il divieto di emissione di fatture elettroniche tramite il Sistema di Intercambio (SdI) in relazione alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche.

 

IMPOSTA DI BOLLO FATTURA ELETTRONICA – In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche inviate tramite il Sistema di interscambio, il Fisco comunicherà con modalità telematiche al contribuente l’ammontare dell’imposta da versare, delle sanzioni per tardivo versamento e degli interessi.

 

ACCONTI IRPEF, IRES ED IRAP – Per i contribuenti soggetti agli Isa i versamenti di acconto di Irpef, Ires ed Irap possono essere rideterminati nella misura del 50% anziché del 60%. Se la rata è unica, per l’anno 2019 è possibile versare il 90% anziché il 100%. Il versamento degli acconti, secondo la disciplina a regime, dovrà essere effettuato senza alcun beneficio in due rate di pari importo del 50% dell’importo complessivamente dovuto.

 

NUOVI LIMITI ALL’UTILIZZO DEL CONTANTE – A decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, la soglia relativa all’uso del contante scenderà a 2.000 euro.

A decorrere dal 1° gennaio 2022, tale limite sarà ulteriormente abbassato a 1.000 euro

 

 

VERSAMENTI

La rimodulazione degli acconti delle imposte sui redditi

L’art. 58 del D.L. n. 124/2019, collegato alla legge di Bilancio 2020, prevede la possibilità, per i contribuenti soggetti agli ISA, di “rideterminare” gli acconti Irpef, Ires ed Irap dovuti per l’anno d’imposta 2019.

Attenzione: la seconda rata, da versare entro il 2 dicembre prossimo, può essere versata nella misura del 50% anziché del 60%. Se la rata è unica, per l’anno 2019 è possibile versare il 90%.

Vieni quindi smentito il Comunicato Stampa n. 188 del 14 ottobre 2019 con il quale MEF aveva preannunciato la proroga al 16 marzo 2020 del pagamento della rata del 16 novembre 2019 per i contribuenti ai quali si applicano gli ISA o in regime forfettario.

La rimodulazione degli acconti è un escamotage tecnico per spostare risorse finanziarie dall’anno 2019 all’anno successivo e così finanziare la Manovra economica 2020.

Il versamento degli acconti, secondo la disciplina a regime, dovrà essere effettuato in due rate di pari importo del 50% dell’importo complessivamente dovuto.

I soggetti interessati dalla possibilità di rimodulare gli acconti sono i contribuenti i cui ISA sono stati approvati ed hanno beneficiato della proroga del termine di versamento dal 30 giugno al 30 settembre.

Si tratta, delle imprese individuali, delle società di persone, delle associazioni di artisti e professionisti di cui all’art. 5 del TUIR, ma anche delle imprese familiari. Possono applicare la misura in rassegna anche i soggetti collegati, quindi i collaboratori familiari, i soci di società di persone, i professionisti associati e i soci di società di capitali che si sono avvalsi del regime di trasparenza previsto dal TUIR.

Sono stati interessati dalla proroga del versamento delle imposte anche i contribuenti forfetari. Conseguentemente, la possibilità di rimodulazione degli acconti dovrebbe riguardare anche i predetti soggetti.

La rimodulazione degli acconti rappresenta pur sempre una facoltà, infatti i contribuenti interessati, al fine di evitare complicazioni, potranno comunque versare la seconda rata come determinata originariamente nella misura del 60%.

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 2 dicembre 2019 IRPEF, IRES, IRAP Termine per la trasmissione telematica:

·         della dichiarazione dei redditi/unificata persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare

·         della dichiarazione annuale IRAP di persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare.

Persone fisiche

Società di persone

Società di capitali

 

Telematica
Lunedì 2 dicembre 2019 IRPEF/

IRES/

IRAP

Contributi IVS artigiani e commercianti

Gestione separata INPS Professionisti

Versamento secondo acconto 2019 per persone fisiche e persone giuridiche con esercizio solare. Persone fisiche, società semplici, società di persone e soggetti equiparati. F24
Lunedì 2 dicembre 2019 Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVA (Lipe)

 

Termine ultimo, per i soggetti passivi IVA, per la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche nel terzo trimestre del 2019, da effettuare utilizzando il modello “Comunicazione liquidazioni periodiche IVA “. Soggetti passivi IVA obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA. Telematica
Venerdì 20 dicembre 2019 Fattura elettronica – Adesione al servizio di consultazione Adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle proprie fatture elettroniche. Operatori Iva o loro intermediari delegati;

consumatori finali

Telematica

 

Approfondisci

NEWSLETTER P.S.C. Ottobre 2019:

IN BREVE
  • Servizio di consultazione fatture elettroniche: adesione entro il 31 ottobre
  • ISA: no ai controlli automatici con voto “non sufficiente”
  • Gli aiuti di Stato nel modello Redditi
  • Voucher per Innovation manager: dal 7 novembre la compilazione delle domande
  • Dal CNDCEC la bozza dei primi “Indici di allerta” della crisi di impresa
  • Entro il 31 ottobre primo invio dati fornitori per la vendita a distanza di beni tramite piattaforme digitali
  • Entro il 31 ottobre la presentazione del modello 770/2019
  • Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio
  • IVA: legittima la compensazione tra credito e debiti pre-fallimentari

 

APPROFONDIMENTI
  • Innovation manager: modalità e termini per la richiesta dei voucher
  • Crisi d’impresa: la bozza dei primi “Indici di allerta” elaborati dal CNDCEC

 

PRINCIPALI SCADENZE

IN BREVE

IVA, ADEMPIMENTI

Servizio di consultazione fatture elettroniche: adesione entro il 31 ottobre

Il 31 ottobre 2019 è l’ultimo giorno utile per aderire al servizio di consultazione dell’Agenzia delle Entrate che permetterà, dal prossimo 1° novembre, di visualizzare e scaricare le fatture elettroniche ricevute a partire dal 1° gennaio dell’anno in corso.

L’adesione al servizio “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici” potrà essere fatta dall’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Chi aderisce al servizio entro il 31 ottobre, come detto, potrà consultare e scaricare tutte le fatture ricevute a partire da inizio anno. Chi, invece, comunica la propria adesione dal 1° novembre potrà consultare o scaricare solamente i file delle fatture ricevute dopo il consenso espresso.

Gli operatori IVA possono effettuare la sottoscrizione utilizzando la funzionalità disponibile all’interno del portale “Fatture e corrispettivi”, anche tramite un intermediario delegato; quest’ultimo ha a disposizione anche un servizio di adesione “massiva” nel caso in cui debba operare per diversi clienti.

Per illustrare il procedimento di adesione al servizio l’Agenzia Entrate ha pubblicato un video sul proprio canale YouTube.

 

ACCERTAMENTO

ISA: no ai controlli automatici con voto “non sufficiente”

Il Ministero delle Finanze, in un question time alla Camera, in data 25 settembre 2019 ha risposto a quesiti in merito alla disapplicazione degli ISA, viste le difficoltà operative della loro prima applicazione.

In particolare, pur confermando l’applicazione degli ISA per il periodo 2018, è stato ribadito che «è escluso ogni automatismo nell’accertamento dovuto al risultato conseguito dal contribuente» e che «l’attribuzione di un determinato punteggio (insufficiente, ndr) non comporta di per sé l’attivazione di attività di controllo».

Il MEF ha inoltre suggerito ai contribuenti con punteggio basso di utilizzare il campo note aggiuntive per anticipare eventuali giustificazioni. «Le informazioni comunicate attraverso le note aggiuntive rappresentano, infatti, per l’Agenzia delle Entrate un prezioso bagaglio informativo, che consente agli Uffici di disporre di elementi utili ad indirizzare la propria attività di analisi, come chiarito dalla circolare n. 17/E del 2019 solo sulle “posizioni più a rischio per la successiva fase di controlli” tralasciando, viceversa, quelle di coloro che, pur avendo ottenuto livelli minimi di affidabilità, hanno evidenziato idonei elementi giustificativi».

 

DICHIARAZIONI

Gli aiuti di Stato nel modello Redditi

Ricordiamo che nel quadro RS dei modelli REDDITI 2019, il cui invio telematico scadrà il 2 dicembre, è stato inserito nei righi RS 401-402 il nuovo prospetto denominato “Aiuti di Stato”, che deve essere compilato dai soggetti che, ai sensi dell’art. 52 della legge n. 234/2012, hanno ricevuto aiuti di Stato e/o aiuti de minimis. Le informazioni contenute nel prospetto rilevano ai fini della registrazione degli stessi da parte dell’Agenzia Entrate nel Registro nazionale degli aiuti di Stato.

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che l’indicazione degli aiuti nel prospetto è necessaria e indispensabile ai fini della legittima fruizione degli stessi.

Il prospetto nel quadro RS denominato “Aiuti di Stato” deve essere compilato dai soggetti che nel 2018 (soggetti “solari”) hanno beneficiato di:

  • aiuti fiscali automatici (aiuti di Stato e aiuti de minimis);
  • aiuti fiscali subordinati all’emanazione di provvedimenti di concessione o di autorizzazione alla fruizione, comunque denominati, il cui importo non è determinabile nei predetti provvedimenti ma solo a seguito della presentazione della dichiarazione resa a fini fiscali nella quale sono dichiarati (disciplinati dall’art. 10 del D.M. n. 115 del 31 maggio 2017).

Il prospetto va compilato anche dai soggetti che hanno beneficiato nel periodo d’imposta di aiuti fiscali nei settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura, da registrare nei registri SIAN e SIPA.

Come evidenziato dalle istruzioni, il prospetto è da compilare seguendo il principio di competenza, quindi se si sono verificati i presupposti per la fruizione nel periodo d’imposta (2018) e anche se sono maturati nel periodo, ma non ancora fruiti.

Non devono essere indicate le agevolazioni che non hanno natura di aiuti di Stato, per esempio superammortamenti e iperammortamenti e il credito d’imposta R&S ex art. 3 D.L. n. 145/2013.

Ai fini della compilazione del prospetto, le istruzioni al modello REDDITI 2019 contengono una tabella (non esaustiva) con indicazione degli aiuti di Stato interessati dalla disposizione in commento, con i relativi codici identificativi.

Per ciascun aiuto ricevuto va compilato un distinto rigo indicando:

  • il codice dell’aiuto spettante;
  • la forma giuridica del soggetto beneficiario, la dimensione dell’impresa (micro, piccola, media, ecc.) e l’ATECO;
  • il settore del beneficiario;
  • l’ammontare complessivo dell’aiuto spettante: credito d’imposta o risparmio d’imposta;
  • le date di inizio e fine progetto;
  • l’indirizzo della localizzazione del progetto o sede del beneficiario;
  • la tipologia di costo sostenuto;
  • le spese agevolabili, la percentuale (se prevista) e l’ammontare dell’aiuto.

Nella sezione “Impresa unica” vanno indicati i codici fiscali delle imprese che hanno una relazione con la beneficiaria: per esempio quelli che detengono la maggioranza dei diritti di voto.

 

AGEVOLAZIONI

Voucher per Innovation manager: dal 7 novembre la compilazione delle domande

D.Dirett. 25 settembre 2019

In data 25 settembre 2019, il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito le indicazioni in merito alle modalità e ai termini di presentazione della domanda di accesso ai contributi riconosciuti, sotto forma di voucher, per l’acquisto di consulenze specialistiche finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale nonché i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi delle micro, piccole e medie imprese presenti sul territorio nazionale.

Nel decreto del Ministero è specificato l’iter di presentazione della domanda di agevolazione. La compilazione della domanda potrà essere effettuata a partire dalle ore 10.00 del 7 novembre 2019 e fino alle ore 17.00 del 26 novembre 2019.

Vedi l’Approfondimento

 

IMPRESE, PROCEDURE CONCORSUALI

Dal CNDCEC la bozza dei primi “Indici di allerta” della crisi di impresa

D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, art. 13

L’art. 13 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) prevede che costituiscano indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o, quando la durata residua dell’esercizio al momento della valutazione è inferiore a sei mesi, per i sei mesi successivi.

A questi fini, lo stesso articolo 13 specifica che sarà il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili che, tenuto conto delle migliori prassi nazionali ed internazionali, elaborerà con cadenza almeno triennale, in riferimento ad ogni tipologia di attività economica secondo le classificazioni ISTAT, gli indici significativi che, valutati unitariamente, faranno ragionevolmente presumere la sussistenza di uno stato di crisi dell’impresa.

Ai professionisti è stato affidato il compito di definire gli indici, ben diversi dagli indicatori che hanno una portata più ampia e che sono previsti dal Codice.

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ADEMPIMENTI, COMUNICAZIONI

Entro il 31 ottobre primo invio dati fornitori per la vendita a distanza di beni tramite piattaforme digitali

Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa 20 settembre 2019

L’Agenzia delle Entrate, con Comunicato Stampa del 20 settembre 2019, ha reso noto che è attivo il canale telematico per il primo invio delle comunicazioni dei prodotti venduti in Italia attraverso piattaforme digitali.

I gestori dei marketplace devono trasmettere i dati dei fornitori entro il 31 ottobre 2019, secondo le modalità stabilite dal provvedimento n. 660061 del 31 luglio 2019.

Sono tenuti all’adempimento gli operatori, residenti e non residenti nel territorio dello Stato che, avvalendosi di piattaforme elettroniche, facilitano la vendita a distanza di beni importati o già presenti nella Ue.

In particolare, i soggetti obbligati alla comunicazione devono inviare trimestralmente all’Agenzia Entrate, per ciascun fornitore dei beni venduti tramite piattaforme e/o portali, i seguenti dati:

  • la denominazione o i dati anagrafici completi, incluso l’identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite, la residenza o il domicilio, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;
  • il numero totale delle unità vendute in Italia;
  • a scelta del soggetto passivo, per le unità vendute in Italia, l’ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita, espressi in euro.

 

DICHIARAZIONI

Entro il 31 ottobre la presentazione del modello 770/2019

La dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770/2019, per anno d’imposta 2018), deve essere presentata, entro il 31 ottobre 2019, esclusivamente per via telematica e deve essere utilizzata per comunicare all’Agenzia Entrate le ritenute operate su:

  • redditi di lavoro dipendente ed assimilati;
  • redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi;
  • dividendi, proventi e redditi di capitale, ricomprendendo le ritenute su pagamenti relativi a bonifici disposti per il recupero del patrimonio edilizio e per interventi di risparmio energetico;
  • locazioni brevi inserite all’interno della CU;
  • somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi e somme liquidate a titolo di indennità di esproprio e di somme percepite a seguito di cessioni volontarie nel corso di procedimenti espropriativi, nonché di somme comunque dovute per effetto di acquisizioni coattive conseguenti ad occupazioni d’urgenza.

Ricordiamo che è punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta, ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione o risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a 150mila euro per ciascun periodo d’imposta. La soglia scende a 50mila euro per chi non presenta la dichiarazione modello 770.

Il reato si consuma con lo spirare del termine previsto ex lege per la presentazione della dichiarazione annuale del sostituto d’imposta.

 

AGEVOLAZIONI

Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio

Agenzia delle Entrate, Riposta ad istanza di interpello 16 settembre 2019, n. 383

Gli interventi di sostituzione, riparazione o rinnovamento degli infissi esterni nonché il rifacimento, riparazione e tinteggiatura esterna con opere correlate (impalcatura), in precedenza classificati come manutenzione straordinaria, e quindi sicuramente detraibili con la normativa vigente sul recupero del patrimonio edilizio, sono stati declassati ad opere di manutenzione ordinaria.

Con la Riposta n. 383 del 16 settembre 2019 l’Agenzia Entrate ha chiarito relativamente alla possibilità che queste opere, nonostante il declassamento, rimangano comunque fiscalmente detraibili.

Dopo aver precisato che gli interventi di sostituzione dei serramenti esterni con altri di diversa tipologia possono rientrare tra gli interventi di manutenzione straordinaria ammessi alla detrazione (art. 16-bis, comma 1, lettera b), del TUIR) l’Agenzia, in merito agli interventi di rifacimento, riparazione e tinteggiatura esterna con opere correlate, ha chiarito che se gli stessi sono necessari per completare l’intervento edilizio nel suo insieme e sono quindi direttamente correlati alla sostituzione dei serramenti esterni, le relative spese sono ammesse alla detrazione e concorrono, al pari di quelle sostenute per la sostituzione degli infissi, alla verifica del limite massimo ammesso alla detrazione stessa.

Questo in quanto, come ribadito nella circolare 13/E del 31 maggio 2019, gli interventi che autonomamente sarebbero considerati di manutenzione ordinaria sono “assorbiti” nella categoria superiore se necessari per completare l’intervento edilizio nel suo insieme.

 

IVA, PROCEDURE CONCORSUALI

IVA: legittima la compensazione tra credito e debiti pre-fallimentari

Corte di Cassazione, Sentenza 29 maggio 2019, n. 14620

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14620 del 29 maggio 2019 ha chiarito che in materia tributaria è ammissibile la compensazione del credito IVA chiesto a rimborso dal curatore, a seguito del fallimento di una società (art. 30, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972) e i debiti contratti verso l’erario dalla società medesima in periodi d’imposta antecedenti il fallimento, perché, ponendosi la coincidenza della partita IVA per le operazioni pre-fallimentari e post-fallimentari come circostanza meramente occasionale che non muta l’autonomia giuridica delle operazioni facenti capo al fallito, entrambe le voci di debito/credito sono sorte nel momento in cui la società era in bonis.

 

 

APPROFONDIMENTI

 AGEVOLAZIONI

Innovation manager: modalità e termini per la richiesta dei voucher

Con Decreto direttoriale 25 settembre 2019, il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito le indicazioni in merito alle modalità e ai termini di presentazione della domanda di accesso ai contributi riconosciuti, sotto forma di voucher, per l’acquisto di consulenze specialistiche finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale nonché i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi delle micro, piccole e medie imprese presenti sul territorio nazionale.

Nel decreto del Ministero è specificato l’iter di presentazione della domanda di agevolazione.

I contributi a fondo perduto sono riconosciuti per l’acquisto di prestazioni consulenziali specialistiche finalizzate a sostenere processi di trasformazione tecnologica e digitale nell’ambito del piano “Impresa 4.0” e processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa (compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali).

All’incentivo in esame sono ammesse le imprese che, sia alla data di presentazione della domanda, sia alla data di comunicazione dell’ammissione al contributo:

  • sono micro, piccole o medie imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal regime contabile adottato, nonché dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali;
  • non rientrano tra le imprese attive nei settori esclusi dall’art. 1 del Regolamento Ue 18 dicembre 2013, n. 1407/2013;
  • hanno la sede legale e/o un’unità locale attiva sul territorio nazionale e risultano iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio territorialmente competente;
  • non sono destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 e risultano in regola con il versamento dei contributi previdenziali;
  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, liquidazione anche volontaria, amministrazione controllata, concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente;
  • non hanno ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso la procedura informatica accessibile nell’apposita sezione “Voucher per consulenza in innovazione” del sito web del Ministero.

L’iter di presentazione della domanda prevede:

  • la verifica preliminare del possesso dei requisiti di accesso alla procedura informatica a partire dalle ore 10.00 del 31 ottobre 2019;
  • la compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni: a partire dalle ore 10.00 del 7 novembre 2019 e fino alle ore 17.00 del 26 novembre 2019;
  • l’invio della domanda di accesso alle agevolazioni a partire dalle ore 10.00 del 3 dicembre 2019.

La procedura si concluderà con il rilascio dell’attestazione di avvenuta presentazione dell’istanza da parte della procedura informatica.

 

IMPRESE, PROCEDURE CONCORSUALI

Crisi d’impresa: la bozza dei primi “Indici di allerta” elaborati dal CNDCEC

L’art. 13 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) prevede che costituiscano indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o, quando la durata residua dell’esercizio al momento della valutazione è inferiore a sei mesi, per i sei mesi successivi.

A questi fini, lo stesso articolo 13 specifica che sarà il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili che, tenuto conto delle migliori prassi nazionali ed internazionali, elaborerà con cadenza almeno triennale, in riferimento ad ogni tipologia di attività economica secondo le classificazioni ISTAT, gli indici significativi che, valutati unitariamente, faranno ragionevolmente presumere la sussistenza di uno stato di crisi dell’impresa.

Ai professionisti è stato affidato il compito di definire gli indici, ben diversi dagli indicatori che hanno una portata più ampia e che sono previsti dal Codice.

Con Informativa n. 45 del 15 maggio 2019 il CNDCEC ha reso noto di aver sottoscritto un Protocollo d’Intesa con la società Cerved per la realizzazione degli indicatori della crisi.

Per testare gli indicatori su dati campionari sono state svolte diverse analisi e studi/simulazioni sulle imprese.

Cerved ha selezionato l’intera base di imprese presenti nei propri database negli anni 2011- 2016, per coprire un arco temporale sufficientemente ampio ed ottenere evidenze strutturali e non influenzate dalla congiuntura economica. Sono state selezionate le società di capitale con bilanci che hanno manifestato situazioni di insolvenza nel periodo considerato ed è stato costruito un campione rappresentativo dell’economia italiana, abbinando ad ogni impresa insolvente una gemella in normali condizioni operative (campione bilanciato).

Nei primi giorni di settembre, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha reso noto di aver messo a punto la bozza dei parametri che possono innescare la procedura di allerta.

Gli indici contenuti nella bozza sono costituiti da grandezze di natura quantitativa o da confronti tra di loro, tenendo presente che la scelta fatta nell’elaborazione del modello è stata quella di minimizzare il numero di falsi positivi, ammettendo la possibilità di un maggior numero di falsi negativi. Dove per falsi positivi devono essere intesi i rischi di rendere oggetto di segnalazione imprese di cui è prevista un’insolvenza che poi non si verificherà, mentre per falsi negativi i rischi sono quelli di imprese di cui non è diagnosticata la crisi ma che invece diventeranno insolventi.

Il meccanismo messo a punto prevede allora una sequenza gerarchica che vede 7 parametri da considerare.

  1. La crisi è innanzitutto ipotizzabile quando il patrimonio netto diventa negativo per effetto di perdite di esercizio, anche cumulate e rappresenta causa di scioglimento della società di capitali. Indipendentemente dalla situazione finanziaria, questa circostanza rappresenta un pregiudizio alla continuità aziendale, fino a quando le perdite non sono state ripianate e il capitale sociale riportato almeno al limite legale. Il fatto che il patrimonio netto sia diventato negativo è superabile con una ricapitalizzazione; è quindi ammessa la prova contraria dell’assunzione di provvedimenti di ricostituzione del patrimonio al minimo legale.
  2. A fronte di un patrimonio netto positivo è però indice di crisi che trova applicazione per tutte le imprese la presenza di un Dscr (Debt service coverage ratio) a 6 mesi inferiore a 1. Il Dscr è calcolato come rapporto tra i flussi di cassa liberi previsti nei 6 mesi successivi che sono disponibili per il rimborso dei debiti previsti nello stesso arco temporale. Valori di questo indice superiori a 1, rendono evidente la capacità prospettica di sostenibilità dei debiti su un orizzonte di 6 mesi, valori inferiori a 1 la relativa incapacità.

Se il patrimonio netto è positivo e se il Dscr non è disponibile oppure è ritenuto non sufficientemente affidabile per la inadeguata qualità dei dati prognostici, proseguono i dottori commercialisti, si adottano 5 indici, con soglie diverse a seconda del settore di attività:

  1. indice di sostenibilità degli oneri finanziari, in termini di rapporto tra gli oneri finanziari e il fatturato;
  2. 2. indice di adeguatezza patrimoniale, in termini di rapporto tra patrimonio netto e debiti totali;
  3. indice di ritorno liquido dell’attivo, in termini di rapporto da cash flow e attivo;
  4. 4. indice di liquidità, in termini di rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine;
  5. indice di indebitamento previdenziale e tributario, in termini di rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo.

L’avvertenza è però quella di considerare significativo il superamento di tutti e cinque gli indici. La considerazione di uno solo infatti permetterebbe una visione assolutamente parziale e fuorviante.

Sono stati altresì stabiliti dei valori soglia di allerta in base al settore in cui opera l’azienda.

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Martedì 15 ottobre 2019 Comunicazione contanti superiori 10.000 euro Invio all’Unità di informazione finanziaria dei dati relativi ai movimenti in contanti pari o superiori ai 10.000 euro al mese effettuati dai propri clienti relativamente al mese precedente. Banche, istituti di pagamento e di moneta elettronica e Poste Italiane.

 

Telematica
Mercoledì 16 ottobre 2019 Ritenuta locazioni brevi per intermediari e portali online Termine ultimo entro cui è possibile effettuare il versamento delle ritenute operate a settembre relativamente ai contratti di locazione “breve” per i quali l’intermediario immobiliare o il gestore del portale telematico è intervenuto nella fase di pagamento. Esercenti attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online, se intervengono nel pagamento o incassano i corrispettivi della locazione breve.

 

Telematica
Lunedì 21 ottobre 2019 Imposta di bollo su fatture elettroniche Versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre dell’anno. Soggetti obbligati all’emissione di fatture elettroniche soggette all’imposta di bollo. Mod. F24

Servizio Agenzia delle Entrate

Venerdì 25 ottobre 2019 Modello 730 – Integrativo

 

Presentazione al Centro di assistenza fiscale (CAF) del modello 730 “integrativo” da parte di coloro che hanno presentato il modello 730 e si accorgono di non aver fornito alcuni elementi da indicare nella dichiarazione che non incidono sulla determinazione dell’imposta o che comportano un rimborso o un minor debito fiscale. I contribuenti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale e hanno presentato il modello 730.

 

Consegna diretta al Centro di assistenza fiscale (CAF)

 

Giovedì 31 ottobre 2019 770/2019 Termine per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta e degli intermediari relativa all’anno 2018. Sostituti d’imposta e intermediari. Telematico
Giovedì 31 ottobre 2019 Adesione al servizio di consultazione fatture elettroniche Termine ultimo entro il quale è possibile aderire al servizio Fatture e corrispettivi per effettuare la consultazione delle fatture elettroniche. Contribuenti titolari di partita IVA, nonché i condomini e enti non commerciali che intendono fruire del servizio di consultazione delle fatture emesse/ricevute. Funzionalità resa disponibile nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate.

 

Giovedì 31 ottobre 2019 Comunicazione mensile dati fatture transfrontaliere (Esterometro) Comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere emesse e ricevute, delle note di variazione e delle bollette doganali, relative al mese di settembre. Operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica. Telematica
Lunedì 2 dicembre 2019 IRPEF, IRES, IRAP Termine per la trasmissione telematica:

·         della dichiarazione dei redditi/unificata persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare

·         della dichiarazione annuale IRAP di persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare.

Persone fisiche

Società di persone

Società di capitali

Telematico

 

Approfondisci

NEWSLETTER P.S.C. Settembre 2019:

IN BREVE

  • ISA: gli indici di affidabilità fiscale del contribuente
  • Codice della crisi e dell’insolvenza: obbligatoria l’adeguatezza degli assetti organizzativi dell’impresa
  • Imposte: saldo e acconto al 30 settembre 2019
  • Entro il 16 settembre l’invio della Comunicazione liquidazioni periodiche IVA del II trimestre 2019
  • Vendita a distanza di beni tramite piattaforme digitali: modalità e termini di trasmissione dei dati
  • Entro il 16 settembre l’obbligo di comunicazione dei dati per contanti oltre i 10mila euro al mese
  • Rimborso Iva assolta in altri Paesi Ue
  • Non decadono le agevolazioni “prima casa” in caso di cessione dell’immobile sulla base dell’accordo di separazione
  • Disabili: agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi
  • Redditi di capitale esclusi dal calcolo dei contributi INPS

 

APPROFONDIMENTI
  • Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)
  • L’adeguatezza degli assetti organizzativi alla luce del Codice della crisi e dell’insolvenza

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

 

IN BREVE

ACCERTAMENTO

ISA: gli indici di affidabilità fiscale del contribuente

Agenzia delle Entrate, Circolare 9 settembre 2019, n. 20/E

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) sono stati introdotti a decorrere dal periodo d’imposta 2018, in sostituzione degli studi di settore, con l’obiettivo di favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di basi imponibili per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni.

In particolare, gli ISA dovrebbero esprimere una misura di sintesi sul grado di affidabilità dei comportamenti fiscali dei contribuenti mediante una metodologia statistico-economica, alimentata da un sistema di indicatori elementari basato su dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, che consente di accedere a significativi benefici premiali, in relazione al punteggio ottenuto.

In estrema sintesi, gli ISA sono il risultato dalla media semplice di due indicatori:

  • indicatori elementari di affidabilità;
  • indicatori elementari di anomalia.

 

Molti sono i dubbi sorti in merito all’applicazione degli Indicatori; l’Agenzia Entrate ha pertanto emanato in data 9 settembre 2019 la Circolare n. 20/E al fine di fornire ulteriori chiarimenti.

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SOCIETÀ

Codice della crisi e dell’insolvenza: obbligatoria l’adeguatezza degli assetti organizzativi dell’impresa

L’art. 375 del Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è intervenuto modificando l’art. 2086 c.c., statuendo il dovere dell’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e di attivarsi per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Inoltre, il Codice prevede a carico degli amministratori l’obbligo di mantenere adeguati assetti organizzativi, valutandone l’adeguatezza almeno ogni sei mesi.

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VERSAMENTI

Imposte: saldo e acconto al 30 settembre 2019

Si ricorda che per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di IRAP, nonché dell’IVA, in scadenza dal 30 giugno al 30 settembre 2019 sono stati prorogati al 30 settembre 2019, o al 31 ottobre 2019 con la maggiorazione dello 0,40% (art. 12-quinquies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58).

 

IVA

Entro il 16 settembre l’invio della Comunicazione liquidazioni periodiche IVA del II trimestre 2019

Scade il 16 settembre 2019 il termine per l’invio della Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche dell’imposta relativa al II trimestre 2019.

La Comunicazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediario abilitato.

Qualora entro la scadenza prevista vengano presentate più comunicazioni, l’ultima sostituisce le precedenti.

Si ricorda che l’omessa, incompleta o infedele Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da 500 euro a 2.000 euro.

Per chi non disponesse di un proprio software (gestionale aggiornato alla nuova procedura), l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile gratuitamente sul proprio sito il software che consente la compilazione della comunicazione liquidazioni periodiche IVA.

L’applicazione mediante una serie di domande determina la struttura della comunicazione relativa alla tipologia dell’utente e predispone i quadri per la compilazione.

 

 

ADEMPIMENTI

Vendita a distanza di beni tramite piattaforme digitali: modalità e termini di trasmissione dei dati

Agenzia delle Entrate, Provvedimento 31 luglio 2019, n. 660061/2019

Il decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58) ha introdotto nuovi adempimenti in capo ai soggetti passivi che, attraverso la messa a disposizione di mercati digitali, vendono beni a distanza.

L’Agenzia Entrate, con Provvedimento n. 660061/2019 pubblicato il 31 luglio 2019 ha reso note le modalità operative ed i termini inerenti alle nuove comunicazioni trimestrali.

Il soggetto passivo che facilita – tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi – le vendite a distanza di beni importati all’interno dell’Unione Europea è tenuto a trasmettere in modalità telematica una serie di dati, entro il mese successivo a ciascun trimestre.

Il provvedimento delle Entrate ha disposto che la prima trasmissione deve essere effettuata entro il 31 ottobre 2019.

I dati da trasmettere sono:

  1. la denominazione o i dati anagrafici completi, inclusa la residenza o il domicilio, nonché l’identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite facilitate dall’interfaccia elettronica, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;
  2. il numero totale delle unità vendute in Italia;
  3. per le unità vendute in Italia il soggetto passivo deve comunicare, a sua scelta:
  • l’ammontare totale dei prezzi di vendita o
  • il prezzo medio di vendita, espresso in Euro.

 

 

ANTIRICICLAGGIO, ADEMPIMENTI

Entro il 16 settembre l’obbligo di comunicazione dei dati per contanti oltre i 10mila euro al mese

Entro il 16 settembre 2019 (in quanto il 15 cade di domenica) le banche, gli istituti di pagamento e di moneta elettronica e Poste Italiane dovranno trasmettere all’Unità di informazione finanziaria i dati relativi ai movimenti in contanti pari o superiori ai 10.000 euro al mese effettuati dai propri clienti relativamente ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.

I destinatari dell’obbligo devono inviare una comunicazione con cadenza mensile, entro il quindicesimo giorno del secondo mese successivo a quello di riferimento, contenente i dati relativi a ogni movimentazione di denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro eseguita nel corso del mese solare a valere su rapporti ovvero mediante operazioni occasionali, anche se realizzata attraverso più operazioni singolarmente pari o superiori a 1.000 euro.

 

 

IVA

Rimborso Iva assolta in altri Paesi Ue

La Direttiva n. 2008/9/UE del 12 febbraio 2008 prevede la possibilità, per le imprese che sostengono costi nei paesi aderenti la Comunità Europea, di chiedere il rimborso dell’IVA pagata all’estero su acquisti di prodotti e servizi. È possibile recuperare l’IVA pagata anche in Svizzera, Norvegia, Israele e Principato di Monaco, grazie ad accordi di reciprocità.

 

Indichiamo, a titolo esemplificativo, alcune tipologie di costi soggetti all’IVA nel Paese estero (e per i quali non è possibile ricorrere al consueto reverse charge):

  • servizi fieristici: biglietti ingresso, pass;
  • prestazioni e servizi relativi a beni immobili;
  • lavorazione su stampi o beni strumentali;
  • interventi su beni in garanzia e sostituzioni;
  • organizzazione di eventi;
  • spese di trasferta aziendali.

 

Dal 1° gennaio 2010 è in vigore una nuova disciplina in base alla quale per richiedere il rimborso dell’IVA allo Stato comunitario in cui è stata versata (o ai diversi Stati), il contribuente italiano deve presentare domanda di rimborso solo all’Agenzia delle Entrate (Direttiva n. 2008/9/CE del 12 febbraio 2008, recepita con D.Lgs. 11 febbraio 2010, n. 18).

Le istanze di rimborso devono essere presentate esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia Entrate (Entratel o Fisconline). Il termine previsto per la presentazione è il 30 settembre dell’anno solare successivo a quello per il quale si chiede la somma.

Le informazioni che devono essere indicate nella richiesta di rimborso possono variare a seconda del Paese a cui viene inviata l’istanza e sono riassunte in apposita tabella pubblicata sul sito internet dell’Agenzia Entrate.

L’operazione di controllo e gestione delle domande, prima della trasmissione allo Stato competente per il rimborso, è effettuata dal Centro Operativo di Pescara.

Le informazioni inerenti allo stato di lavorazione delle istanze, successivamente all’invio al competente Stato comunitario, dovranno però essere richieste all’amministrazione fiscale estera competente, i cui recapiti sono indicati nell’elenco delle amministrazioni fiscali estere. Le informazioni inerenti al rifiuto dell’istanza da parte dell’amministrazione fiscale estera, vanno preliminarmente chieste ad essa e solo successivamente al Centro Operativo di Pescara.

 

 

AGEVOLAZIONI

Non decadono le agevolazioni “prima casa” in caso di cessione dell’immobile sulla base dell’accordo di separazione

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 9 settembre 2019, n. 80/E

La cessione a terzi di un immobile oggetto di agevolazione “prima casa”, in virtù di una clausola contenuta nell’accordo di separazione omologato dal giudice, non comporta la decadenza dal relativo beneficio: lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 9 settembre 2019, n. 80/E.

Con tale risoluzione l’Agenzia ha rivisto i suoi precedenti orientamenti di prassi forniti con la circolare n. 27/E del 2012 sulle conseguenze fiscali della decadenza dell’agevolazione prima casa nell’ipotesi di cessione dell’immobile a terzi senza acquisto contestuale nell’anno.

Si ricorda inoltre che ai sensi dell’art. 19 della Legge 6 marzo 1987, n. 74, sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa gli atti stipulati in conseguenza del procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio e – a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale 10 maggio 1999, n. 154 – anche del procedimento di separazione personale tra coniugi, “senza alcuna distinzione tra atti eseguiti all’interno della famiglia e atti eseguiti nei confronti di terzi”.

 

 

AGEVOLAZIONI

Disabili: agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi

L’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad un quesito sulla propria rivista telematica, ha chiarito che le agevolazioni fiscali dedicate alle persone con disabilità per l’acquisto dei veicoli spetta anche se l’auto che si acquista è di tipo elettrico o ibrido, in presenza dei requisiti soggettivi e al ricorrere delle condizioni previste dalla normativa in materia.

Più in dettaglio:

  • per l’acquisto di veicoli elettrici la detrazione spettante è del 19%, determinata su un limite massimo di spesa di 18.075,99 euro. Non è possibile invece usufruire dell’aliquota Iva ridotta al 4%, in quanto la relativa normativa subordina l’agevolazione alla cilindrata del veicolo;
  • per l’acquisto di veicoli ibridi è possibile beneficiare della detrazione Irpef. Relativamente all’Iva, tuttavia, l’agevolazione spetta a condizione che la cilindrata del motore termico sia fino a 2.000 centimetri cubici, se alimentato a benzina, e a 2.800 centimetri cubici se alimentato a diesel.

 

 

LAVORO AUTONOMO, PREVIDENZA

Redditi di capitale esclusi dal calcolo dei contributi INPS

Corte di Cassazione, Sentenza 20 agosto 2019, n. 21540

La Suprema Corte, con la sentenza n. 21540, depositata il 20 agosto 2019, ha chiarito che ai fini del calcolo dei contributi previdenziali per i commercianti e gli artigiani non rientrano i redditi di partecipazione in società di capitali (Srl o Spa) eventualmente percepiti.

Poiché la normativa previdenziale individua, come base imponibile sulla quale calcolare i contributi, la totalità dei redditi d’impresa così come definita dalla disciplina fiscale e considerato che, secondo il testo unico delle imposte sui redditi, gli utili derivanti dalla mera partecipazione a società di capitali, senza prestazione di attività lavorativa, sono inclusi tra i redditi di capitale, ne consegue che questi ultimi non concorrono a costituire la base imponibile ai fini contributivi INPS.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

 ACCERTAMENTO

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) sono stati introdotti a decorrere dal periodo d’imposta 2018, in sostituzione degli studi di settore, con l’obiettivo di favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di basi imponibili per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni.

In particolare, gli ISA dovrebbero esprimere una misura di sintesi sul grado di affidabilità dei comportamenti fiscali dei contribuenti mediante una metodologia statistico-economica, alimentata da un sistema di indicatori elementari basato su dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, che consente di accedere a significativi benefici premiali, in relazione al punteggio ottenuto.

In estrema sintesi, gli ISA sono il risultato dalla media semplice di due indicatori:

  • indicatori elementari di affidabilità;
  • indicatori elementari di anomalia.

 

Si ricorda che il giudizio di sintesi sull’affidabilità fiscale del contribuente può variare da 1 a 10.

I contribuenti che risultano “affidabili” hanno accesso a significativi benefici premiali, in relazione al punteggio ottenuto.

Rispetto agli studi di settore, anche in caso di voti molto bassi, non vi potrà mai essere un accertamento basato sui maggiori ricavi o compensi necessari al raggiungimento di un punteggio di affidabilità fiscale (oltre 6 su una scala di 10) poiché le risultanze negative, dei punteggi ISA serviranno all’Agenzia Entrate e la Guardia di Finanza Fisco unicamente per le attività di analisi del rischio e selezione delle posizioni su cui concentrare la loro azione.

Qualora dall’applicazione degli ISA non si raggiunga il livello di affidabilità desiderato, al contribuente è comunque concessa la possibilità di adeguarsi in dichiarazione dei redditi, indicando degli ulteriori componenti positivi. Non è necessario ottenere il voto massimo di 10; è ammesso anche un adeguamento ad un voto intermedio.

I dati che stanno alla base del calcolo dell’indice sintetico di affidabilità fiscale hanno origini diverse:

  • alcuni sono indicati direttamente dal contribuente in dichiarazione dei redditi;
  • altri, invece, devono elaborati dall’Amministrazione Finanziaria; il contribuente deve quindi “estrarli” dall’archivio dell’Anagrafe tributaria (tramite del cassetto fiscale o con conferimento di apposita delega all’intermediario abilitato) e importarli nella dichiarazione dei redditi.

 

La verifica dell’esattezza dei dati “pre-calcolati” rappresenta un passaggio fondamentale per la corretta applicazione degli ISA. Se i dati in possesso del contribuente fossero diversi rispetto a quelli presenti negli archivi del Fisco, potrebbero verificarsi due situazioni:

  1. se i dati presenti negli archivi dell’Agenzia delle entrate sono corretti, il contribuente potrà adeguare quelli in suo possesso, lasciando invariati i dati estratti con il file in formato XML;
  2. invece, se i dati a disposizione degli archivi del Fisco non sono corretti, il contribuente potrà procedere ad una “forzatura” degli stessi, in modo da allineare i due archivi. In questo caso, il contribuente potrà utilizzare il campo “annotazioni” per indicare le ragioni della rettifica. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate potrebbe anche avviare le opportune operazioni di verifica.

 

Con la Circolare n. 20/E del 9 settembre 2019, l’Agenzia ha recentemente pubblicato nuovi chiarimenti per rispondere ai numerosi dubbi sorti in merito all’applicazione degli Indici per il periodo d’imposta 2018. La circolare raccoglie infatti i quesiti e le relative risposte fornite in occasione di incontri e convegni sull’argomento. Tra le diverse casistiche esaminate vi sono l’errata indicazione dell’anno di inizio attività, i dati precalcolati incompleti o diversi da quelli risultati dalle precedenti dichiarazioni, l’incidenza dei costi residuali di gestione, la corrispondenza del numero totale degli incarichi dei professionisti con il modello CU.

 

 

SOCIETÀ

L’adeguatezza degli assetti organizzativi dell’impresa alla luce del Codice della crisi e dell’insolvenza

L’art. 375 del nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è intervenuto modificando l’art. 2086 c.c., statuendo il dovere dell’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e di attivarsi per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Inoltre, il Codice prevede a carico degli amministratori l’obbligo di mantenere adeguati assetti organizzativi, valutandone l’adeguatezza almeno ogni sei mesi.

 

Attenzione: Considerato che le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 16 marzo 2019, è auspicabile che entro il prossimo 16 settembre tutte le società effettuino una prima valutazione dell’adeguatezza dei propri assetti organizzativi di cui si trovi evidenza in un verbale dello stesso consiglio.

 

Gli adeguati assetti organizzativi devono consentire, sotto il profilo strutturale ed operativo, il monitoraggio continuo dell’equilibrio finanziario.

Potrebbe risultare utile e opportuno recepire un modello di organizzazione aziendale ormai riconosciuto a livello internazionale e accettato e sperimentato anche nel nostro ordinamento, ossia il CoSo Report e il framework dedicato all’Enterprise Risk Management, ovviamente opportunamente adattato alle dimensioni e natura delle società italiane. Nel modello organizzativo sarebbe utile la presenza di almeno 5 elementi costituenti:

  1. ambiente di controllo;
  2. risk assessment;
  3. attività di controllo;
  4. flussi informativi;
  5. monitoring.

Per l’applicazione di un simile modello organizzativo in imprese piccole e medie, si potrebbe auspicare uno standard minimale del processo di controllo interno, che almeno preveda:

  • la costruzione di budget previsionali;
  • la costruzione di cash flow periodici;
  • la valutazione costante degli scostamenti tra dati previsionali e consuntivi;
  • l’analisi dei costi;
  • il monitoraggio continuo di due grandezze segnaletiche quali il MOL (Margine Operativo Lordo) e la PFN (Posizione Finanziaria Netta).

 

Occorre sensibilizzare sempre più le piccole e medie aziende italiane sull’importanza del recepimento della contabilità analitica industriale, quale strumento di adeguata gestione. In tale modo si potrebbe perfezionare la necessità dell’esistenza di due diverse tipologie di controlli societari ossia:

  1. i controlli per la gestione, costituiti dall’adozione da parte degli amministratori di strumenti di prevenzione della crisi e salvaguardia della continuità aziendale di cui la definizione degli adeguati assetti organizzativi sono componente rilevante;
  2. i controlli sulla gestione avente carattere di verifica, correzione, censura, che competono agli organi non gestori (sindaci, revisori) e a risorse specifiche fra cui agli internal auditor.

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 16 settembre 2019 Comunicazione liquidazioni periodiche IVA Termine per la trasmissione telematica all’Agenzia Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato, dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative al II trimestre. Soggetti passivi IVA obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA.

 

Telematica
Lunedì 16 settembre 2019 Comunicazione dei dati per contanti oltre i 10mila euro al mese

 

Termine per la trasmissione all’Unità di informazione finanziaria dei dati relativi ai movimenti in contanti pari o superiori ai 10.000 euro al mese effettuati dai propri clienti relativamente ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio. Banche, istituti di pagamento e di moneta elettronica e Poste Italiane. Telematica
Lunedì 30 settembre 2019 Comunicazione dati fatture transfrontaliere (esterometro) Comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere emesse e ricevute, delle note di variazione e delle bollette doganali, relative al mese di agosto. Operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica. Telematica
Lunedì 30 settembre 2019
Trasmissione telematica corrispettivi
Invio dei dati dei corrispettivi giornalieri relativi al mese di agosto. Commercianti ed esercenti che effettuano attività di commercio al minuto e assimilate con un volume di affari, nel 2018, superiore a 400mila euro. Telematica
Lunedì 30 settembre 2019 Rimborso IVA Rimborso dell’IVA pagata all’estero su acquisti di prodotti e servizi. Soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato con imposta assolta in un altro Stato membro in relazione a beni e servizi ivi acquistati o importati. Telematica
Lunedì 30 settembre 2019 (*) IRPEF e addizionali/ IRES/ IRAP/ Diritto camerale Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione REDDITI PF/SP/SC 2019) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari).

Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2019).

Versamento diritto annuale 2019.

Per i soggetti interessati dagli ISA
(*) Termine prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2019 dall’art. 12-quinquies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58.

 

Approfondisci

NEWSLETTER P.S.C. Agosto 2019:

                          
IN BREVE
  • La sospensione feriale dei termini
  • Corrispettivi giornalieri: disponibili i nuovi servizi per gli operatori senza registratore telematico
  • Holding industriali: la comunicazione all’Archivio Rapporti Finanziari
  • Start-up e PMI innovative: il MISE sollecita gli adempimenti pubblicitari obbligatori
  • Sisma bonus e ristrutturazioni edilizie: online le guide sulle detrazioni fiscali aggiornate
  • L’analisi online della Centrale Rischi Banca d’Italia
  • Proroga al 30 giugno 2020 per gli adeguamenti degli statuti del Terzo settore ed Imprese sociali
  • Agenzie viaggio: escursione turistica con voucher soggetta a fattura elettronica
  • Escluso dall’obbligo di applicare le ritenute il soggetto non residente privo di stabile organizzazione
  • Garage nel medesimo comune: permangono le agevolazioni “prima casa”

 

APPROFONDIMENTI
·         La sospensione feriale dei termini 2019

·         La comunicazione all’Archivio Rapporti Finanziari delle Holding industriali

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

 

IN BREVE

PROCESSO TRIBUTARIO, SCADENZE

La sospensione feriale dei termini

La sospensione feriale dei termini processuali opererà dal 1° al 31 agosto, sia con riferimento ai termini relativi al contenzioso tributario sia per i termini per reclamo e mediazione, ma non opera per gli avvisi di liquidazione, per le cartelle di pagamento e per le fasi cautelari del processo. Inoltre:

  • dal 20 agosto sono sospese le scadenze tributarie, mentre
  • dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi i termini per la trasmissione all’Agenzia Entrate delle informazioni e dei documenti richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle Entrate.

Vedi l’Approfondimento

 

IVA, ADEMPIMENTI

Corrispettivi giornalieri: disponibili i nuovi servizi per gli operatori senza registratore telematico

Sono disponibili nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” i nuovi servizi per l’invio telematico dei corrispettivi da parte degli operatori che, nei primi sei mesi dall’introduzione dell’obbligo – vale a dire nel periodo transitorio previsto dal decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla legge 28 giugno 2019, n. 58) – non abbiano la disponibilità di un registratore telematico.

I servizi, attivati dall’Agenzia delle Entrate in attuazione delle disposizioni del Provvedimento direttoriale 4 luglio 2019, n. 236086, sono i seguenti:

  1. un primo servizio web consente l’upload di un file con i dati dei corrispettivi complessivi di una singola giornata, distinti per aliquota Iva o senza distinzione tra imponibile e imposta (regime di ventilazione), oppure di un file compresso con i file dei dati dei corrispettivi delle singole giornate;
  2. un secondo servizio, disponibile sempre online, consente in alternativa la compilazione dei dati dei corrispettivi complessivi giornalieri, sempre distinti per aliquota Iva o con l’indicazione del regime di ventilazione;
  3. un terzo servizio che permette l’invio dei dati dei corrispettivi giornalieri tramite protocollo https o sftp.

I dati dei corrispettivi giornalieri possono essere inviati, con i diversi servizi disponibili, direttamente dal contribuente o da un intermediario abilitato. In quest’ultimo caso, gli intermediari incaricati della trasmissione telematica rilasciano al contribuente copia della comunicazione trasmessa e della ricevuta, che ne attesta il ricevimento da parte dell’Agenzia delle Entrate e costituisce prova dell’avvenuta presentazione.

Si avvisa inoltre che la trasmissione dei corrispettivi di luglio dovrà essere effettuata entro il prossimo 2 settembre (in quanto il 31 agosto cade di sabato).

 

SOCIETÀ

Holding industriali: la comunicazione all’Archivio Rapporti Finanziari

Per le holding industriali, che quindi esercitano, in via esclusiva o prevalente, non nei confronti del pubblico, l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari, vi è un nuovo obbligo: la comunicazione dei rapporti finanziari allo specifico Archivio.

Il nuovo obbligo decorre dall’approvazione del bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2018: i dati mensili devono essere comunicati entro il termine del mese successivo a quello di approvazione del bilancio.

Vedi l’Approfondimento

 

IMPRESE

Start-up e PMI innovative: il MISE sollecita gli adempimenti pubblicitari obbligatori

Mise, Circolare 15 luglio 2019, n. 3722/C

Il Ministero dello Sviluppo Economico – facendo seguito alla Circolare n. 3718/C del 10 aprile 2019, con la quale sono stati forniti chiarimenti sulla nuova disciplina pubblicitaria dettata dall’art. 3, commi 1-sexies e 1-septies della legge n. 12/2019, di conversione del D.L. n. 135/2019 –  ha emanato la circolare n. 3722/C del 15 luglio 2019 con la quale sollecita le Start-up e le PMI innovative ad adempiere al deposito della attestazione di conferma dei requisiti essenziali.

Il sollecito da parte del Ministero deriva dal fatto che, dai rilievi effettuati, si è riscontrato che gli adempimenti sopra richiamati – che dovevano essere esauriti per la maggior parte dei soggetti iscritti al 30 giugno scorso – sono stati ottemperati alla data attuale solo dal 64,5% delle Startup e dal 69,8% delle PMI. In termini assoluti, mancano all’appello 3.155 startup e 343 PMI innovative.

Il Mise aveva indicato quale termine ultimo il 31 luglio. Si sollecita comunque chi non avesse ancora adempiuto a compiere quanto dovuto, ricordando che il mancato aggiornamento del possesso dei requisiti comporta la cancellazione d’ufficio dalla Sezione speciale del Registro delle imprese con la conseguente perdita di tutti i benefici connessi.

 

AGEVOLAZIONI

Sisma bonus e ristrutturazioni edilizie: online le guide sulle detrazioni fiscali aggiornate

Guida Sisma bonus: le detrazioni per interventi antisismici; Guida Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali

Sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate sono stati pubblicati gli aggiornamenti a luglio 2019 delle Guide fiscali riguardanti le agevolazioni per interventi antisismici e ristrutturazioni edilizie.

Sisma bonus: le detrazioni per gli interventi antisismici

L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta del 50% per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, calcolata su un importo complessivo pari a 96mila euro per unità immobiliare e per ciascun anno, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. A seconda del risultato ottenuto con l’esecuzione dei lavori, della zona sismica in cui si trova l’immobile e della tipologia di edificio, sono tuttavia concesse detrazioni differenti che possono arrivare fino all’85%.

Nella nuova versione della Guida tutte le informazioni utili per poter accedere al beneficio.

Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali

Gli aggiornamenti più recenti riguardano:

  • la proroga della maggiore detrazione Irpef;
  • i beneficiari del diritto alle detrazioni;
  • la comunicazione all’Enea dei lavori effettuati.

 

IMPRESE

L’analisi online della Centrale Rischi Banca d’Italia

Le Banche, ma anche i nuovi Fintech, decidono se erogare o meno credito ed a che costo in funzione di come vengono gestiti gli affidamenti concessi dal sistema del credito nel suo complesso. Presidiare le valutazioni della Centrale Rischi è quindi di fondamentale importanza.

Tramite l’analisi della Centrale Rischi Banca d’Italia è possibile conoscere ed analizzare in via preventiva un giudizio sulla propria “qualità”, l’intero ammontare degli affidamenti, gli sconfini effettuati negli ultimi 36 mesi, l’intero importo delle garanzie e fidejussioni, le banche e le finanziarie che segnalano l’impresa, la presenza di sconfini con indice di gravità (past due), la presenza di derivati.

Lo strumento si rende molto utile anche alla luce dei nuovi obblighi posti a carico degli imprenditori e degli organi di controllo dal nuovo Codice sulla Crisi d’impresa (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14).

 

TERZO SETTORE

Proroga al 30 giugno 2020 per gli adeguamenti degli statuti del Terzo settore ed Imprese sociali

È stato prorogato dal 3 agosto 2019 al 30 giugno 2020 il termine entro cui le ONLUS, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale potranno adeguare i loro statuti al Codice del Terzo settore con maggioranze semplificate, ossia con le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria. La stessa proroga è prevista anche per le imprese sociali, per conformare, con forme e modalità agevolate, gli statuti alla nuova normativa dettata dal D.Lgs. n. 112/2017.

Queste le novità introdotte dal D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito in legge 28 giugno 2019, n. 58 (c.d. “Decreto Crescita”), in deroga, rispettivamente, a quanto previsto dall’art. 101, comma 2, del codice del Terzo settore, di cui al D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 e a quanto previsto dall’art. 17, comma 3, del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112.

Non sussiste nessun obbligo di adeguamento statutario in capo alle cooperative sociali e ai loro consorzi, i quali, ai sensi del comma 4, dell’art. 1, del D.Lgs. n. 112/2017 “acquisiscono di diritto la qualifica di imprese sociali”.

 

FATTURA ELETTRONICA, ADEMPIMENTI

Agenzie viaggio: escursione turistica con voucher soggetta a fattura elettronica

Agenzia delle Entrate, Risposta ad istanza di interpello 26 luglio 2019, n. 324

Con la Risposta all’istanza di interpello 26 luglio 2019, n. 324, l’Agenzia Entrate ha fornito chiarimenti in merito agli obblighi di certificazione dei corrispettivi per le escursioni organizzate tramite un’agenzia di viaggio che rilascia ai clienti un voucher.

Il caso esaminato si riferisce ad una società, con volume d’affari superiore a 400.000 euro annui, che svolge attività di trasporto di persone e organizza anche tour tramite una propria agenzia di viaggio. All’atto della presentazione dei voucher in precedenza emessi dall’agenzia, la società rilascia a quest’ultima una ricevuta/scontrino fiscale con l’indicazione di “corrispettivo non pagato”.

Alla luce delle modifiche riguardanti la certificazione fiscale dei corrispettivi, di cui all’art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 127/2015, alla società è sorto il dubbio se sia ancora possibile emettere ricevute/scontrini fiscali non pagati alla presentazione dei voucher.

Tutti i soggetti che effettuano le operazioni di commercio al minuto e quelle ad esse assimilate – tra cui rientra anche, l’attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuata dalle agenzie di viaggi – memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai propri corrispettivi giornalieri.

L’obbligo in questione decorre dal 1° gennaio 2020, ma è anticipato al 1° luglio 2019 per coloro che hanno un volume d’affari superiore a 400.000 euro annui.

L’Agenzia ha, pertanto, chiarito che la società, avendo un volume d’affari superiore al limite previsto, dal 1° luglio 2019 deve procedere alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei corrispettivi.

 

IRPEF, RITENUTE

Escluso dall’obbligo di applicare le ritenute il soggetto non residente privo di stabile organizzazione

Agenzia delle Entrate, Risposta ad istanza di interpello 24 luglio 2019, n. 312

L’Agenzia Entrate, con la Risposta all’istanza di interpello 24 luglio 2019, n. 312, ha precisato che il soggetto non residente privo di stabile organizzazione in Italia, non riveste il ruolo di sostituto d’imposta e quindi non è tenuto ad applicare le ritenute sui corrispettivi erogati al proprio dipendente in Italia.

In linea di principio anche i soggetti non residenti nel territorio dello Stato rivestono la qualifica di sostituti d’imposta. Tuttavia gli enti e le società non residenti assumono la qualifica di sostituto d’imposta limitatamente ai redditi corrisposti da una loro stabile organizzazione o base fissa in Italia.

Le società non residenti, infatti, in linea di principio, ne sono oggettivamente escluse in ragione della delimitazione territoriale della potestà tributaria dello Stato.

Ne consegue che, in assenza di stabile organizzazione in Italia, la società non residente non rivestendo il ruolo di sostituto d’imposta, non è tenuta ad applicare le ritenute sui corrispettivi erogati al proprio dipendente in Italia.

Resta inteso che, ove il personale dipendente assunto in Italia disponga del potere di concludere contratti in nome della società, e di fatto lo eserciti, si dovrà valutare se la società medesima disponga, nel territorio dello Stato, di una stabile organizzazione, anche in assenza di una struttura fissa.

 

IMMOBILI, AGEVOLAZIONI

Garage nel medesimo comune: permangono le agevolazioni “prima casa”

Agenzia delle Entrate, Risposta ad istanza di interpello 15 luglio 2019, n. 241

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’istanza di interpello 15 luglio 2019, n. 241 ha chiarito che il possesso nello stesso Comune di un’altra unità immobiliare censita in una categoria diversa da quelle abitative, come ad esempio il garage (C/6), non osta al riconoscimento delle agevolazioni “prima casa” per l’acquisto dell’abitazione. I due immobili presentano infatti natura e destinazione d’uso diverse.

Al riguardo, si ricorda che la Nota II-bis in calce all’art. 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, dispone:

b) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare”;

“c) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui al presente articolo (…)”.

 

Pertanto osta alle agevolazioni in commento la titolarità dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di un’altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare; i benefici fiscali in esame non possono essere riconosciuti qualora il contribuente sia titolare, per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione oppure nuda proprietà su altro immobile ad uso abitativo, acquistato usufruendo del regime agevolato “prima casa”.

 

 

APPROFONDIMENTI

PROCESSO TRIBUTARIO, SCADENZE

La sospensione feriale dei termini 2019

La sospensione feriale dei termini processuali opererà dal 1° al 31 agosto, sia con riferimento ai termini relativi al contenzioso tributario sia per i termini per reclamo e mediazione, ma non opera per gli avvisi di liquidazione, per le cartelle di pagamento e per le fasi cautelari del processo. Inoltre:

  • dal 20 agosto sono sospese le scadenze tributarie, mentre
  • dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi i termini per la trasmissione all’Agenzia Entrate delle informazioni e dei documenti richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle Entrate.

In particolare, nell’ambito del contenzioso tributario, la sospensione feriale coinvolge tutti i termini degli adempimenti processuali:

  • è sospeso il termine di 60 giorni per la proposizione del ricorso e, se il decorso del termine inizia durante il periodo di sospensione, l’inizio del termine è prorogato alla fine del periodo stesso;
  • sono altresì sospesi i termini per la costituzione in giudizio del ricorrente, della parte resistente;
  • sono sospesi i termini di impugnazione delle sentenze, i termini per il deposito di documenti, repliche e memorie.

La sospensione dei termini non si applica invece alla notifica degli avvisi di accertamento, degli avvisi di liquidazione e delle cartelle di pagamento da parte dell’Agenzia.

I versamenti tramite F24 e gli adempimenti fiscali che scadono tra il 1° e il 20 agosto possono essere adempiuti entro il termine del 20 agosto senza l’applicazione di alcuna maggiorazione.

Si ricorda infine, come già sopra accennato, che il D.L. n. 193/2016 ha stabilito che “i termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle Entrate o da altri enti impositori sono sospesi dal 1° agosto al 4 settembre, esclusi quelli relativi alle richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica, nonché delle procedure di rimborso ai fini dell’imposta sul valore aggiunto”.

La sospensione dovrebbe valere in ogni ipotesi di accertamento a tavolino, e quindi negli accertamenti parziali, da studi di settore, sulle percentuali di ricarico, sulle indagini finanziarie, sul redditometro e così via.

La sospensione sopra descritta è valida anche per i documenti richiesti in seguito alla liquidazione automatica e al controllo formale delle dichiarazioni, dopo l’avviso bonario. Si tratta, in sostanza, di questionari e di inviti a comparire.

 

SOCIETÀ

La comunicazione all’Archivio Rapporti Finanziari delle Holding industriali

Per le holding industriali, che quindi esercitano, in via esclusiva o prevalente, non nei confronti del pubblico, l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari, vi è un nuovo obbligo: la comunicazione dei rapporti finanziari allo specifico Archivio.

Il nuovo obbligo decorre dall’approvazione del bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2018: i dati mensili devono essere comunicati entro il termine del mese successivo a quello di approvazione del bilancio.

Le holding industriali si identificano nei soggetti che esercitano in via esclusiva o prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari, svolgendo tale attività non nei confronti del pubblico.

La prevalenza si verifica in base ai dati dell’ultimo bilancio approvato: l’ammontare complessivo delle partecipazioni e degli altri elementi patrimoniali intercorrenti, unitariamente considerati, deve essere superiore al 50% del totale dell’attivo patrimoniale.

In caso di esito positivo del test, scattano gli obblighi di comunicazione all’Archivio dei rapporti dell’Anagrafe tributaria.

I dati oggetto di comunicazione, le modalità di trasmissione e i termini di invio sono stati individuati dal Provvedimento del direttore dell’Agenzia Entrate n. 9647 del 19 gennaio 2007, n. 31934 del 29 febbraio 2008 e n. 18269 del 10 febbraio 2015.

I dati devono essere trasmessi direttamente dalle società obbligate alle comunicazioni dei dati, e non attraverso intermediari per le attività di assistenza fiscale e di trasmissione delle dichiarazioni, utilizzando il canale SID (Sistema di interscambio dei dati).

I principali rapporti da comunicare sono quelli aventi ad oggetto:

  • le partecipazioni;
  • i finanziamenti ricevuti dai soci della holding e quelli effettuati dalla holding alle società partecipate;
  • i prestiti obbligazionari, sia quelli emessi dalla holding e sottoscritti da terzi, sia quelli emessi dalle partecipate o da terzi, e sottoscritti dalle holding medesime;
  • il c.d. “cash pooling”;
  • il rilascio di garanzie a terzi a favore di società partecipate ed il rilascio di garanzie da parte di terzi nell’interesse della holding a favore dell’intermediario presso cui viene acceso il rapporto di finanziamento (fatta eccezione per le garanzie già comprese nel contratto stesso di finanziamento).

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

Gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme di cui agli artt. 17 e 20, comma 4, del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, cioè i versamenti unitari con il modello F24 di imposte, contributi dovuti all’Inps e altre somme a favore dello Stato, delle Regioni e degli enti previdenziali, che hanno scadenza dal 1° al 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione (art. 3-quater del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44).

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Martedì 20 agosto 2019 IVA I contribuenti Iva mensili sono tenuti alla liquidazione e versamento dell’Iva relativa al mese precedente.

I contribuenti Iva trimestrali sono tenuti alla liquidazione e versamento dell’Iva relativa al II trimestre dell’anno 2019.

Soggetti Iva mensili/trimestrali. Mod. F 24
Martedì 20 agosto 2019 Artigiani e commercianti – Contribuzione Versamento della rata dei contributi 2019 dovuti sul minimale del reddito – Periodo contributivo II trimestre. Artigiani e Commercianti,

Iscritti alla Gestione separata Inps

 

Mod. F 24 on line
Lunedì 16 settembre 2019 Liquidazioni periodiche IVA Termine per la trasmissione telematica all’Agenzia Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato, dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative al II trimestre. Soggetti passivi IVA obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA. Telematico
Lunedì 30 settembre 2019 (*) IRPEF e addizionali/ IRES/ IRAP/ Diritto camerale Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione REDDITI PF/SP/SC 2019) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari).

Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2019).

Versamento diritto annuale 2019.

Per i soggetti interessati dagli ISA. Mod. F 24
(*) Termine prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2019 dall’art. 12-quinquies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58.

 

Approfondisci

NEWSLETTER P.S.C. Luglio 2019:

IN BREVE
  • Il “Decreto Crescita” è legge, in vigore nuove agevolazioni e semplificazioni fiscali
  • Proroga dei versamenti al 30 settembre per i “soggetti ISA”
  • Corrispettivi telematici: nuove disposizioni da Entrate e “Decreto Crescita”
  • Operativo il servizio di consultazione delle proprie fatture elettroniche: possibile aderire fino al 31 ottobre 2019
  • Le deleghe agli intermediari per il servizio “Fatture e Corrispettivi”
  • Fattura elettronica: novità da Entrate e “Decreto Crescita”
  • La numerazione progressiva delle fatture differite
  • Scadenze IMU/TASI e ravvedimento operoso
  • Invio telematico dei corrispettivi: volume d’affari da calcolare per intero
  • Scade il 31 luglio il termine per il versamento del contributo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato
  • La Cassazione boccia il transfer price domestico
  • L’APP OmiMobile dell’Agenzia Entrate
APPROFONDIMENTI
  • Fattura elettronica 2019: nuovi chiarimenti e modalità operative
  • Sanzioni IMU/TASI e ravvedimento

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

IN BREVE

IMPRESE, PROFESSIONISTI

Il decreto “Crescita” è legge, in vigore nuove agevolazioni e semplificazioni fiscali

D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, in legge 28 giugno 2019 n. 58

Sabato 29 giugno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto decreto “Crescita” (D.L. n. 34/2019) convertito in legge 28 giugno 2019 n. 58.

Diverse le novità previste in materia di agevolazioni e semplificazioni fiscali, di cui si riporta una sintesi:

 

  • reintroduzione del superammortamento nella misura del 130% per gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° aprile 2019 e fino al 31 dicembre 2019. La maggiorazione è ammessa anche qualora il bene venga consegnato entro il 30 giugno 2020 (sempreché entro il 31 dicembre 2019, l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione);
  • soppressione della mini-Ires, introdotta dalla legge di Bilancio 2019. Contestualmente si prevede l’introduzione di un’agevolazione Ires finalizzata ad incentivare il reimpiego degli utili in azienda;
  • incremento della deducibilità dell’Imu dovuta sui beni strumentali, dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo, nelle seguenti misure:
dal 2019 50%
dal 2020 60%
dal 2022 70%
dal 2023 100%
  • slittamento dal 30 settembre al 30 novembre i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e Irap;
  • proroga al 30 settembre dei termini per i versamenti delle imposte dirette, dell’Irap e dell’Iva, in scadenza tra il 30 giugno e il 30 settembre 2019, per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito;
  • soppressione della norma in base al quale, in caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga, anche tacita, o alla risoluzione del contratto di locazione per il quale è stata esercitata l’opzione per l’applicazione della cedolare secca, entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento, si applicava la sanzione nella misura fissa pari a 100 euro, ridotta a 50 euro se la comunicazione era presentata con ritardo non superiore a 30 giorni;
  • per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2020 sarà possibile usufruire della detassazione dei canoni non percepiti senza dover attendere la conclusione del procedimento di convalida di sfratto, ma provandone la mancata corresponsione mediante l’ingiunzione di pagamento o l’intimazione di sfratto per morosità;
  • l’amministrazione finanziaria non potrà chiedere ai contribuenti, in sede di controllo formale delle dichiarazioni dei redditi, certificazioni e documenti relativi a informazioni disponibili nell’Anagrafe tributaria o dati trasmessi da parte di soggetti terzi in ottemperanza a obblighi dichiarativi, certificativi o comunicativi (ci si riferisce per esempio a tutti i dati acquisiti per la predisposizione della dichiarazione precompilata);
  • è consentito il ravvedimento operoso con versamento frazionato dell’imposta o versamento “tardivo” dell’imposta frazionata (cd. ravvedimento parziale). Si tratta in questo caso di una norma di interpretazione autentica e, quindi, con efficacia retroattiva;
  • fino al 31 dicembre 2021, per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare anche in caso di operazioni esenti da IVA (art. 10, D.P.R. n. 633/1972), che, entro i successivi 10 anni, provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi, conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, nonché all’alienazione degli stessi, si applicano l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna;
  • il sismabonus è esteso ai comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico nelle zone 2 e 3;
  • è previsto l’obbligo di fatturazione elettronica anche nei rapporti commerciali tra Italia e San Marino;
  • è consentita la cessione del credito IVA anche trimestrale, oltre che di quello annuale;
  • a decorrere dal 2020, l’intento di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’imposta deve risultare da apposita dichiarazione, redatta in conformità al modello approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, trasmessa per via telematica all’Agenzia medesima, che rilascia ricevuta telematica con indicazione del protocollo di ricezione;
  • viene esteso a tutti i registri contabili (attualmente previsto per i soli registri IVA) aggiornati con sistemi elettronici, in qualsiasi supporto, l’obbligo di stampa cartacea soltanto all’atto del controllo;
  • dal 1° gennaio 2020 l’Agenzia Entrate, già in fase di ricezione delle fatture elettroniche, verificherà con procedure automatizzate la corretta annotazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, avendo riguardo alla natura e all’importo delle operazioni indicate nelle fatture stesse. In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’imposta resa nota dall’Agenzia delle Entrate si applica la sanzione del 30% del dovuto;
  • si riaprono al 31 luglio 2019 i termini per aderire alla rottamazione ter delle cartelle esattoriali, ovvero la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017, e al saldo e stralcio dei debiti fiscali e contributivi delle persone fisiche in difficoltà economica, affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017.

 

VERSAMENTI

Proroga dei versamenti al 30 settembre per i “soggetti ISA”

D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, in legge 28 giugno 2019 n. 58; Agenzia delle Entrate, Risoluzione 28 giugno 2019, n. 64/E

L’art. 12-quinquies del decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34), recentemente convertito in legge 28 giugno 2019, n. 58 ha disposto la proroga al 30 settembre 2019 dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA che sarebbero scaduti dal 30 giugno al 30 settembre 2019, “per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale … e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze”.

In merito all’individuazione dei soggetti interessati dalla proroga, l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 28 giugno 2019, n. 64/E ha precisato che la stessa si applica a tutti i contribuenti che, contestualmente:

  • esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, tali attività prescindendo dal fatto che gli stessi applichino o meno gli ISA;
  • dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione.

In presenza di tali condizioni, la medesima proroga riguarda anche i contribuenti che, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018:

  • applicano il regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015);
  • applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modifiche dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111;
  • determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari;
  • dichiarano altre cause di esclusione dagli ISA.

 

IVA, ADEMPIMENTI

Corrispettivi telematici: nuove disposizioni da Entrate e “Decreto Crescita”

D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, in legge 28 giugno 2019 n. 58; Agenzia delle Entrate, Circolare 29 giugno 2019, n. 15/E

Con la conversione in legge del “Decreto Crescita” (D.L. n. 34/2019) è stata disposta la possibilità di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i corrispettivi giornalieri entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.

Rimangono comunque gli obblighi di memorizzazione giornaliera dei dati relativi ai corrispettivi nonché i termini di effettuazione delle liquidazioni periodiche Iva.

Inoltre nel primo semestre di applicazione dell’obbligo (e quindi dal 1° luglio per i soggetti con volume di affari superiore a 400.000 euro), non si applicano le sanzioni previste in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’Iva.

La Circolare 29 giugno 2019, n. 15/E, emanata dall’Agenzia Entrate, ha precisato inoltre che i contribuenti che non siano ancora in possesso di un registratore telematico, possono assolvere all’obbligo di trasmissione dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri, entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (secondo le modalità che saranno stabilite con apposito provvedimento). In questo caso, temporaneamente.

In via transitoria, quindi, potranno essere ancora utilizzati i registratori di cassa già in uso oppure le ricevute fiscali (di cui all’art. 12, comma 1, della Legge 30 dicembre 1991, n. 413 e al D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696). Questo sarà possibile fino al momento di attivazione del registratore telematico e, in ogni caso, non oltre la scadenza del semestre di cui sopra.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre reso noto che – all’interno dell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, sul sito delle Entrate – è ora attivo il nuovo servizio per i corrispettivi telematici “Documento commerciale online”, utilizzabile da pc, tablet e smartphone.

Tramite la procedura web, i soggetti interessati potranno predisporre online un documento commerciale, memorizzare e inviare all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi di ogni singola operazione effettuata stampare il documento e consegnarlo al cliente su carta oppur inviarlo via email o con altra modalità elettronica e ricercare e visualizzare i documenti commerciali mediante una specifica funzionalità online messa a disposizione all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”.

 

IVA, ADEMPIMENTI

Operativo il servizio di consultazione delle proprie fatture elettroniche: possibile aderire fino al 31 ottobre 2019

Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa 1 luglio 2019

È operativo dal 1° luglio 2019, sul portale Fatture e Corrispettivi del sito dell’Agenzia delle Entrate, il servizio per la consultazione e acquisizione delle proprie fatture elettroniche, emesse e ricevute: lo ha reso noto la stessa Agenzia attraverso un comunicato stampa.

Al riguardo è stato precisato che l’adesione potrà essere effettuata fino al prossimo 31 ottobre 2019, con effetto per tutte le fatture emesse e ricevute dal 1° gennaio 2019. In caso di adesione dopo tale data, saranno consultabili solo le fatture emesse e ricevute dal giorno successivo all’adesione.

In caso di mancata adesione, dopo il 31 ottobre le fatture elettroniche non saranno più consultabili ed entro il 30 dicembre 2019 l’Agenzia provvederà a cancellare i file xml.

Per l’attivazione del servizio – dal quale è sempre possibile recedere – è necessario sottoscrivere un apposito accordo con l’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia ricorda infine che la stessa possibilità è prevista anche per i consumatori finali (per le fatture ricevute), che possono sottoscrivere l’adesione al servizio all’interno dell’area riservata dove è disponibile anche la dichiarazione precompilata. In tal caso, peraltro, le fatture elettroniche ricevute saranno visualizzabili dal 1° novembre.

 

IVA, ADEMPIMENTI

Le deleghe agli intermediari per il servizio “Fatture e Corrispettivi”

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 26 giugno 2019, n. 62/E

Con la Risoluzione n. 62/E del 26 giugno 2019, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che è stata prevista l’introduzione di una specifica funzionalità – disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia dal 1° luglio 2019 – per consentire all’operatore IVA, o ad un intermediario appositamente delegato, ovvero al consumatore finale di aderire espressamente al servizio di “consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”.

Conseguentemente è stato aggiornato il modulo per il conferimento/revoca delle deleghe agli intermediari per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica.

Le deleghe conferite agli intermediari in un momento antecedente al 21 dicembre 2018 non consentono agli stessi di effettuare l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici per conto dei propri clienti; per poter effettuare le suddette operazioni è necessario, pertanto, che gli intermediari delegati al servizio di consultazione prima del 21 dicembre 2018 acquisiscano nuovamente la delega al servizio di consultazione.

Si ricorda che la funzionalità per aderire al servizio è disponibile a decorrere dal 1° luglio 2019 ed è possibile effettuare l’adesione fino al 31 ottobre 2019.

 

IVA, ADEMPIMENTI

Fattura elettronica: novità da Entrate e “Decreto Crescita”

D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, in legge 28 giugno 2019 n. 58; Agenzia delle Entrate, Circolare 17 giugno 2019, n. 14/E

L’Agenzia delle Entrate, in data 17 giugno 2019, ha emanato la Circolare n. 14/E/2019 con cui ha fornito “Chiarimenti in tema di documentazione di operazioni rilevanti ai fini IVA, alla luce dei recenti interventi normativi in tema di fatturazione elettronica”.

Il documento esamina, in particolare, la fatturazione elettronica nell’ambito delle prestazioni sanitarie, le novità in tema di emissione del documento, le sanzioni applicabili, l’applicazione dell’imposta di bollo, l’inversione contabile/autofatture.

Altre novità sono entrate in vigore per effetto della conversione in legge del “Decreto Crescita” (D.L. 30 aprile 2019 n. 34, convertito in legge n. 58/2019).

 Vedi l’Approfondimento

 

IVA, ADEMPIMENTI

La numerazione progressiva delle fatture differite

Agenzia delle Entrate, Circolare 17 giugno 2019, n. 14/E

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 14/E/2019, ha fornito dei chiarimenti in merito all’emissione delle fatture alla luce della modifica del regime sanzionatorio a partire dal 1° luglio 2019.

Da tale data, infatti, le fatture elettroniche immediate inviate tramite SdI, dovranno essere emesse entro 12 giorni (termine previsto dalla legge di conversione del Decreto Crescita) dal momento di effettuazione dell’operazione; non occorrerà in tal modo indicare nel documento due date laddove il giorno di effettuazione dell’operazione e quello di emissione della fattura non coincidano tenendo conto che è attribuita “data certa” all’invio da parte della stessa all’Amministrazione Finanziaria.

La medesima circolare ha sollevato però parecchi dubbi in merito alla gestione della fattura differita.

Il quadro normativo vigente prima dell’introduzione della fattura elettronica (art. 21, comma 4, lett. a, D.P.R. n. 633/1972) prevede già un differimento del momento di emissione del documento rispetto a quello di effettuazione dell’operazione, a condizione che tale ultimo momento sia attestato tramite documento di trasporto o altro documento di accompagnamento dei beni. La citata norma prevede infatti che la fattura possa essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna, consentendo quindi al soggetto cedente di emettere un solo documento in cui raggruppa tutte le consegne effettuate nel corso di un mese solare.

La circolare n. 14/E/2019, nell’esempio proposto, a fronte di tre cessioni eseguite in data 2, 10 e 28 settembre 2019, ha precisato che la fattura differita può essere generata ed inviata allo Sdi in uno dei qualsiasi giorni che vanno dal 1° al 15 ottobre 2019 indicando nel campo “Data” il 28 settembre 2019 (data dell’ultima operazione).

Ovviamente l’indicazione della data dell’ultima operazione può creare delle criticità ai fini del rispetto della progressività del numero di emissione.

Tale procedura nella quotidianità non potrà trovare accoglimento, si ritiene pertanto di poter indicare in ogni caso la data dell’ultimo giorno del mese nella fattura differita (30 settembre 2019 nell’esempio), in quanto laddove la circolare n. 14/E/2019 commenta le regole della fattura differita precisa che è “possibile” inserire la data di effettuazione dell’ultima operazione, stabilendo quindi che si tratta di una facoltà.

Indicando la data dell’ultimo giorno del mese si rispetta comunque il corretto periodo di imputazione del debito IVA, ragione per cui non si intravedono problemi nell’adottare tale procedura che consentirebbe alle imprese di inserire un’unica data per tutte le fatture differite emesse nel corso dello stesso mese solare.

 

TRIBUTI LOCALI

Scadenze IMU/TASI e ravvedimento operoso

Il 17 giugno 2019 (il 16 cadeva di domenica) è scaduto il termine per il versamento della prima rata di IMU e TASI.

È però ancora possibile effettuare il versamento mediante ravvedimento operoso. In particolare per quanto riguarda il ravvedimento operoso IMU/TASI (e TARI) il D.Lgs. n. 158/2015 prevede all’art. 15, comma 1, lettera o), la riscrittura dell’art. 13 del D.Lgs n. 471/1997 che stabilisce la sanzione da applicare per omessi o parziali versamenti in misura pari al 30% con riduzione a metà per versamenti effettuati nei primi 90 giorni dopo la scadenza.

Vedi l’Approfondimento

 

IVA, ADEMPIMENTI

Invio telematico dei corrispettivi: volume d’affari da calcolare per intero

Agenzia delle Entrate, Risposta a istanza di interpello 26 giugno 2019 n. 209

Nella Risposta all’istanza di interpello n. 209/2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulle modalità per definire la corretta determinazione del volume di affari al fine di verificare quando scatta il termine temporale (1° luglio 2019 o 1° gennaio 2020) dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

Ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015 (“Trasmissione telematica delle operazioni Iva e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici”) a partire dal 1° gennaio 2020 i commercianti al minuto e attività assimilate (art. 22 del D.P.R. n. 633/1972) hanno l’obbligo di memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati dei corrispettivi giornalieri. L’obbligo di trasmissione online è anticipato al 1° luglio 2019 per coloro che hanno un volume d’affari superiore a 400mila euro l’anno e per il periodo d’imposta 2019 restano valide le opzioni esercitate entro il 31 dicembre 2018.

L’Agenzia, richiamando la risoluzione n. 47/E dell’8 maggio 2019 ha confermato che per volume d’affari si intende quello complessivo del soggetto passivo d’imposta e non quello relativo a una o più tra le varie attività svolte dallo stesso. Infatti, “per volume d’affari del contribuente s’intende l’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi dallo stesso effettuate, registrate o soggette a registrazione con riferimento a un anno solare […]”.

Ne consegue che la decorrenza dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi è subordinata al volume d’affari complessivo realizzato nel periodo d’imposta precedente.

Si ricorda tuttavia che il servizio mensa “marginale” non è soggetto a memorizzazione e trasmissione elettronica dei corrispettivi (fino al 31 dicembre 2019) (Risposta ad istanza di interpello 27 maggio 2019, n. 159).

 

ACCERTAMENTO

La Cassazione boccia il transfer price domestico

Corte di Cassazione, Sentenza 25 giugno 2019, n. 16948

Con la sentenza n. 16948, depositata il 25 giugno 2019, la Corte di Cassazione ha ribadito che l’istituto del transfer price non si applica alle operazioni compiute da parte di società entro i confini nazionali.

Dopo aver richiamato i differenti orientamenti in merito alla configurabilità dell’istituto, la sentenza chiarisce che la valutazione dello scostamento del valore dell’operazione da quello normale (art. 9 TUIR), che prescinde dalla capacità di produrre reddito e da qualsiasi obbligo negoziale, non può fondare alcuna analisi di elusività della transazione per le operazioni tra società appartenenti al medesimo gruppo nazionale.

In via del tutto residuale, la suddetta discrepanza potrà solo essere considerata alla stregua di un mero indizio per la verifica dell’anti-economicità dell’operazione.

L’esclusione dell’applicazione dell’istituto in esame è stata confermata anche dal D.Lgs. n. 147/2015.

Il caso in esame si riferiva ad una operazione eseguita tra società dello stesso gruppo, sul territorio nazionale, e rispondeva ad una strategia economica diretta a raggiungere un risultato nell’interesse di tutte le società del gruppo.

 

VERSAMENTI

Scade il 31 luglio il termine per il versamento del contributo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato

Dal 1° luglio, ed entro il 31 luglio 2019, le società con ricavi maggiori di 50 milioni di euro sono tenute al versamento del contributo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

All’onere derivante dal funzionamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato si provvede infatti mediante un contributo di importo pari allo 0,08 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato dalle società di capitale, con ricavi totali superiori a 50 milioni di euro, fermi restando i criteri stabiliti dal comma 2 dell’art. 16 della legge n. 287/1990.

La soglia massima di contribuzione a carico di ciascuna impresa non può essere superiore a cento volte la misura minima.

Il pagamento può avvenire tramite MAV, PagoPA o bonifico bancario.

 

IMMOBILI

L’APP OmiMobile dell’Agenzia Entrate

Negli store digitali Apple Store e Google Play è disponibile la nuova App OmiMobile, applicazione dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate realizzata da Sogei, per la consultazione delle quotazioni OMI di compravendite e locazioni di immobili a destinazione residenziale, commerciale, terziaria o produttiva.

L’app, scaricabile sugli smartphone e tablet con sistema operativo Ios o Android, permette la navigazione su mappa e la ricerca dell’immobile per indirizzo o utilizzando la posizione dell’utente. Oltre alla navigazione cartografica, l’applicazione consente anche ricerche testuali e in assenza di geolocalizzazione del dispositivo.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

IVA, ADEMPIMENTI

Fattura elettronica 2019: nuovi chiarimenti e modalità operative

L’Agenzia delle Entrate, in data 17 giugno 2019, ha emanato la Circolare n. 14/E/2019 con cui ha fornito “Chiarimenti in tema di documentazione di operazioni rilevanti ai fini IVA, alla luce dei recenti interventi normativi in tema di fatturazione elettronica”.

Altre novità sono entrate in vigore per effetto della conversione in legge del “Decreto Crescita” (D.L. 30 aprile 2019 n. 34, convertito in legge n. 58/2019).

Il documento di prassi esamina, in particolare:

  • la fatturazione elettronica nell’ambito delle prestazioni sanitarie;
  • le novità in tema di emissione del documento;
  • le sanzioni applicabili;
  • l’applicazione dell’imposta di bollo;
  • l’inversione contabile/autofatture.

 

Si ricorda che, in linea generale, la fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (“SdI”) è, dal 1° gennaio 2019, l’unica modalità ammessa per documentare cessioni e prestazioni rilevanti ai fini IVA.

 

Fattura elettronica e prestazioni sanitarie

Il tema delle prestazioni sanitarie si è delineato fin dall’origine molto complesso e ha subìto, nel corso delle prime settimane dell’anno 2019, diversi cambiamenti.

Inizialmente, era stato previsto che, per l’anno 2019, operasse l’esonero dall’obbligo della fatturazione elettronica per i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria (“Sistema TS”), ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, con riferimento alle fatture i cui dati sarebbero stati inviati al Sistema TS.

Successivamente, una modifica ne ha previsto il divieto, disponendo che, per l’anno 2019, “i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria […] non possono emettere fatture elettroniche, con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria […]”.

Infine, un’ulteriore modifica ha esteso il divieto di fatturazione elettronica anche ai soggetti che erogano prestazioni sanitarie i cui dati non devono essere inviati al Sistema TS.

In quest’ultimo caso, considerato che il divieto di fatturazione elettronica per le fattispecie in esame è entrato in vigore dopo il 1° gennaio 2019 – data di avvio dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica – alcuni operatori potrebbero aver già emesso fatture elettroniche attraverso lo SdI. In tali casi, l’Agenzia delle Entrate procederà alla cancellazione dei file xml delle fatture già pervenute in caso di mancata adesione al servizio di consultazione, ovvero al servizio di conservazione, da parte del cedente/prestatore.

I predetti divieti operano, per l’anno 2019, anche con riferimento alle fatture relative a prestazioni sanitarie per le quali i cittadini hanno manifestato l’opposizione all’utilizzo dei dati ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.

 

Emissione delle fatture elettroniche entro 12 giorni

Dal 1° luglio 2019 sarà possibile emettere la fattura entro 12 giorni (termine così stabilito dalla legge di conversione del “Decreto Crescita”) dalla data di effettuazione dell’operazione, che sarà la data esposta in fattura.

Tale disposto riguarderà tutte le fatture, elettroniche e non.

Esempio: a fronte di una cessione effettuata in data 28 settembre 2019, la fattura “immediata” che la documenta potrà essere:

·         emessa (ossia generata e inviata allo SdI) il medesimo giorno, così che “data dell’operazione” e “data di emissione” coincidano ed il campo “Data” della sezione “Dati Generali” sia compilato con lo stesso valore (28 settembre 2019);

·         generata il giorno dell’operazione e trasmessa allo SdI entro i 12 giorni successivi (in ipotesi l’8 ottobre 2019), valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) sempre con la data dell’operazione (in ipotesi il 28 settembre 2019);

·         generata e inviata allo SdI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra l’operazione (28 settembre 2019) e il termine ultimo di emissione (8 ottobre 2019), valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) sempre con la data dell’operazione (28 settembre 2019).

Viene quindi superato il concetto di “doppia data” esposta in fattura, in quanto la data fattura è la data di effettuazione dell’operazione e la data di emissione è invece attestata inequivocabilmente dal SdI al momento della trasmissione del documento stesso.

 

La circolare chiarisce anche come comportarsi in caso di “fatturazione differita” precisando che il termine previsto ordinariamente per l’emissione della fattura non ha creato una nuova od alternativa modalità di emissione differita dei documenti, restando vigenti, anche dal 1° luglio 2019, le prescrizioni contenute nelle successive lettere, da a) a d), dell’art. 21, comma 4, del decreto IVA.

Ciò significa, non solo che le ipotesi ed i termini ivi individuati per l’emissione delle fatture restano inalterati, ma che laddove la norma già contempli l’obbligo di un riferimento certo al momento di effettuazione dell’operazione, come nei casi di cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta dal documento di trasporto o consegna, sia possibile indicare una sola data, ossia, per le fatture elettroniche via SdI, quella dell’ultima operazione.

Volendo esemplificare, prosegue la Circolare, qualora per tre cessioni effettuate nei confronti dello stesso soggetto avvenute in data 2, 10 e 28 settembre 2019, con consegna al cessionario accompagnata dai rispettivi documenti di trasporto, si voglia emettere un’unica fattura ex art. 21, comma 4, lettera a), del decreto IVA, si potrà generare ed inviare la stessa allo SdI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra il 1° ed il 15 ottobre 2019, valorizzando la data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) con la data dell’ultima operazione (28 settembre 2019).

Questa interpretazione genera però diversi problemi. In molti casi il contribuente non conosce la data dell’ultima operazione, se non a fine mese, ma se nel frattempo avesse emesso fatture immediate in data successiva a quella dell’ultima operazione, verrebbe meno l’ordine cronologico.

 

Attenzione: Dal 1° luglio 2019 terminerà per i contribuenti a liquidazione IVA trimestrale il periodo transitorio che permetteva la trasmissione del documento SdI entro il termine di liquidazione IVA in assenza di sanzioni. I contribuenti a liquidazione IVA mensile, invece, potranno giovarsi di un abbattimento delle sanzioni dell’80%, se la trasmissione avviene comunque entro il termine della liquidazione IVA successiva, per le operazioni compiute entro il 30 settembre 2019.

 

La Circolare distingue poi i casi di autofattura, reverse charge interno, esterno e fattura emessa “per nome e per conto”.

In merito al reverse charge interno (es. art. 17, comma 6, lett. a), D.P.R. n. 633/1972), il documento di prassi non riporta alcun riferimento all’utilizzo delle procedure “tradizionali” di integrazione della fattura elettronica; nel caso si operi un’inversione contabile, il cedente/prestatore emette una fattura, senza addebito dell’imposta, per documentare l’operazione, mentre al cessionario/committente spetta l’onere dell’assolvimento dell’IVA.

Su questo punto ci si attendeva da parte dell’Amministrazione un esplicita indicazione su come operare, anche secondo modalità “tradizionali”, ovvero, integrando la fattura elettronica originaria, attraverso un documento in formato analogico, contenente aliquota e imposta, ed effettuando le opportune annotazioni nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi) e in quello degli acquisti. L’Agenzia richiama, invece, i propri precedenti chiarimenti di prassi, affermando che “a fronte dell’immodificabilità” della fattura elettronica ricevuta, “il cessionario/committente può – senza procedere alla sua materializzazione analogica e dopo aver predisposto un altro documento, da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della fattura stessa – inviare tale documento allo SdI”.

Tale indicazione è stata fornita al fine di consentire di “ridurre gli oneri di consultazione e conservazione”, ma per alcuni soggetti potrebbe risultare più agevole la predisposizione e conservazione di un documento cartaceo.

Assosoftware, ai tempi dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, aveva suggerito di indicare nella registrazione contabile l’Identificativo univoco assegnato dal Sistema di Interscambio (SdI). La corretta tenuta dei registri IVA (riportante anche questo codice) avrebbe permesso così di dimostrarne l’integrazione ex lege e di evitare di produrre ulteriore documentazione non necessaria.

Tale impostazione non è mai stata però confermata dall’Amministrazione.

 

TRIBUTI LOCALI

Sanzioni IMU/TASI e ravvedimento

Il 17 giugno 2019 (il 16 cadeva di domenica) è scaduto il termine per il versamento della prima rata di IMU e TASI.

È però ancora possibile effettuare il versamento mediante ravvedimento operoso. In particolare per quanto riguarda il ravvedimento operoso IMU/TASI (e TARI).

In caso di omesso o insufficiente versamento della TASI o dell’IMU si applica l’art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997 che prevede che chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione, è soggetto a sanzione amministrativa pari al 30% di ogni importo non versato.

 

In caso di accertamento notificato al contribuente, le sanzioni sono ridotte ad un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi.

In ogni caso, anche per la TASI e l’IMU è ammesso il ravvedimento operoso:

  • entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine originario con sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo: dallo 0,1% per un giorno di ritardo fino al 1,40% per 14 giorni;
  • decorsi i 14 giorni, resterà la possibilità di sanare il versamento entro il trentesimo giorno dalla scadenza originaria con la sanzione ridotta al 1,5%;
  • decorsi i 30 giorni e fino al novantesimo giorno dalla scadenza originaria con la sanzione ridotta al 1,67%;
  • decorsi i 90 giorni, resterà la possibilità di sanare il versamento entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione o, in mancanza di Dichiarazione, entro un anno dalla scadenza del versamento originario, con la sanzione ridotta al 3,75% (un ottavo del 30%)

 

Quindi per la scadenza dell’acconto (16 giugno) è possibile usufruire del Ravvedimento operoso fino al 30 giugno dell’anno successivo mentre per il saldo è possibile usufruire del ravvedimento fino al 16 dicembre dell’anno successivo. Alcuni Comuni per regolamento permettono comunque il ravvedimento entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla scadenza.

Dopo il termine previsto dal Ravvedimento operoso si applica la sanzione del 30% dell’imposta e il contribuente non può più utilizzare il ravvedimento operoso. In tal caso per regolarizzare la propria situazione è necessario rivolgersi all’Ufficio Tributi del proprio Comune.

 

Attenzione: il cosiddetto “ravvedimento lunghissimo”, che prevede la possibilità di ulteriore ravvedimento fino a 2 e 5 anni, si applica solo per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate e non per i tributi locali come IMU e TASI.

 

Dal 1° gennaio 2019 il tasso di interesse legale per la determinazione degli interessi dovuti in caso di ravvedimento operoso è pari allo 0,8% annuo.

Già a decorrere dall’anno 2014 deve essere presentata anche la Dichiarazione TASI, anch’essa al Comune in cui sono ubicati gli immobili. Il Dipartimento delle Finanze, con la Circolare 3 giugno 2015, n. 2, aveva però precisato che non è necessaria la predisposizione di uno specifico modello di dichiarazione per la tassa sui servizi indivisibili (TASI), ma può essere utilizzare la dichiarazione IMU per assolvere gli adempimenti dichiarativi TASI.

In riferimento alla Dichiarazione IMU/TASI è sanzionata:

  • la mancata presentazione della dichiarazione IMU entro i termini ordinari, regolarizzata entro i seguenti 90 giorni (dichiarazione “tardiva”);
  • la presentazione di una dichiarazione IMU infedele, ovvero contenente dati non reali o errori che possono anche incidere sulla determinazione del tributo;
  • la mancata esibizione o trasmissione agli organi accertatori di atti e documenti utili ai fini dell’attività di accertamento.

L’omessa presentazione della dichiarazione IMU è punita con la sanzione percentuale che va dal 100 al 200% del tributo dovuto, con un minimo di € 51,00 (art. 14, comma 1, del D.Lgs. n. 504/1992).

La presentazione di una Dichiarazione IMU infedele, contenente dati non corrispondenti a quelli reali, è sanzionata:

  • con una sanzione amministrativa in percentuale, compresa tra il 50 ed il 100% della maggiore imposta dovuta (art. 14, comma 2, del D.Lgs. n. 504/1992) se l’errore incide sulla determinazione dell’imposta;
  • con una sanzione fissa, compresa tra € 51,00 ed € 258,00 (art. 14, comma 3, del D.Lgs. n. 504/1992) negli altri casi.

Anche in questi casi è possibile attivarsi beneficiando delle riduzioni di sanzione previste dal ravvedimento operoso.

 

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 8 luglio 2019
(il 7 cade di domenica)
Dichiarazione 730/2019 Presentazione (ove previsto) della Dichiarazione 730/2019 da parte del sostituto di imposta. Sostituti d’imposta, Caf e professionisti abilitati

 

Telematica
Martedì 23 luglio 2019 Dichiarazione precompilata 730/2019 Presentazione (ove previsto) della Dichiarazione precompilata 730/2019 da parte diretta del contribuente, o da parte di CAF-intermediario. Lavoratori dipendenti e pensionati, Caf e professionisti abilitati

 

Telematica
Mercoledì 31 luglio 2019 Contributo Autorità garante concorrenza Versamento del contributo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Le società con ricavi maggiori di 50 milioni di euro MAV, PagoPA, bonifico.
Lunedì 30 settembre 2019 (*) IRPEF e addizionali/ IRES/ IRAP/ Diritto camerale Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2019 SOGGETTI IRES) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari).

Versamento dell’imposta a saldo 2018 e del primo acconto 2019 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2019).

Versamento diritto annuale camerale 2019.

Per i soggetti interessati dagli ISA Mod. F24
(*) Termine prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2019 dall’art. 12-quinquies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni in legge 28 giugno 2019, n. 58.

 

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