Newsletter PSC

NEWSLETTER P.S.C. Ottobre 2017:

Pubblicato il 2 ottobre 2017 da - Newsletter PSC

 

IN BREVE

  • Un’altra (mini) proroga per lo spesometro: comunicazioni fino al 5 ottobre
  • La semplificazione delle comunicazioni INTRASTAT
  • Al via i nuovi ISA
  • Dichiarazione d’intento integrativa: escluso il caso di modifica del plafond
  • Bonus Cultura anche per i diciottenni del 2017
  • Ristrutturazioni edilizie: la guida aggiornata dall’Agenzia Entrate
  • Detrazioni 70% e 75% per interventi su parti comuni di edifici condominiali: l’invio della documentazione sul portale ENEA
  • Locazioni: disponibile il nuovo Modello RLI
  • Una nuova guida fiscale per gli italiani iscritti all’AIRE
  • Obbligo del POS per commercianti e professionisti
  • Il conto PayPal deve essere dichiarato
  • Dichiarazione di successione online: il nuovo modello utilizzabile dal 12 settembre
  • La fatturazione elettronica

 

APPROFONDIMENTI

  • Spesometro 2017: comunicazioni fino al 5 ottobre
  • Fatturazione elettronica: verso l’obbligo per le operazioni B2B

 

PRINCIPALI SCADENZE

 
 
 

 


IN BREVE

 

IVA

Un’altra (mini) proroga per lo spesometro: comunicazioni fino al 5 ottobre

Agenzia Entrate, Provvedimento 28 settembre 2017; Comunicato Stampa 25 settembre 2017

L’Agenzia Entrate ha comunicato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia Entrate pubblicato il 28 settembre 2017, che, in considerazione dei disagi sopravvenuti nei giorni precedenti nell’invio dei dati, saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017.

Inoltre, gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza.

È possibile che nelle prossime giornate venga concessa un’ulteriore proroga.

 

Vedi l’Approfondimento

 

 

IVA

La semplificazione delle comunicazioni INTRASTAT

Agenzia Entrate, Provvedimento 25 settembre 2017, n. 194409

L’Agenzia Entrate, con il provvedimento n. 194409 del 25 settembre 2017, ha definito e reso noto le misure di semplificazione in materia di comunicazione INTRASTAT, già previste per il 2017 ma poi prorogate al 2018 dal cosiddetto Decreto Milleproroghe.

A partire dal 2018 vengono aboliti i modelli INTRA trimestrali relativi agli acquisti di beni e servizi e i modelli mensili avranno valenza esclusivamente statistica.

Sono stati modificati anche i limiti (da 50.000 e 200.000 euro trimestrali per gli acquisti di beni e da 50.000 euro a 100.000 euro trimestrali per gli acquisti di servizi) per l’individuazione dei soggetti obbligati a presentare gli elenchi acquisti con periodicità mensile.

Vengono mantenuti i modelli per le cessioni di beni e di servizi, il cui limite è rimasto invariato a 50.000 euro.

È stata invece innalzata la soglia per l’invio a fini statistici della cessione di beni che è opzionale per chi non supera i 100.000 euro di operazioni trimestrali.

 

 

ACCERTAMENTO

Al via i nuovi ISA

Agenzia Entrate, Provvedimento 22 settembre 2017, n. 191552

L’Agenzia Entrate, con il provvedimento n. 191552 del 22 settembre 2017, ha individuato i primi 70 ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) destinati a sostituire gli studi di settore.

È stato reso noto che gli altri ISA saranno individuati entro gennaio 2018 e successivamente elaborati nel corso dell’anno; secondo l’Agenzia Entrate dal 2018 imprese e professionisti potranno avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una nuova metodologia statistico-economica che stabilirà il grado (scala da 1 a 10) di affidabilità/compliance.

I contribuenti che risulteranno “affidabili” agli ISA dovrebbero beneficiare di alcune agevolazioni: in particolare verranno esclusi gli accertamenti di tipo analitico-presuntivo e limitata l’applicazione degli accertamenti basati sulla determinazione sintetica del reddito.

È anche prevista la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero, entro i limiti previsti, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta.

Infine, è previsto l’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro.

 

 

IVA

Dichiarazione d’intento integrativa: escluso il caso di modifica del plafond

Le istruzioni al modello di dichiarazione di intento prevedono che “nell’ipotesi in cui, prima di effettuare l’operazione, si intenda rettificare o integrare i dati di una dichiarazione già presentata (ad esclusione dei dati relativi al plafond, indicati nel quadro A), è necessario inviare una nuova dichiarazione, barrando la casella “Integrativa” e indicando il numero di protocollo della dichiarazione che si intende integrare. La dichiarazione integrativa sostituisce la dichiarazione integrata”.

La Risoluzione n. 120/E del 22 dicembre 2016 precisa che “qualora l’esportatore abituale, nel medesimo periodo di riferimento, voglia acquistare senza Iva per un importo superiore a quello inserito nella dichiarazione d’intento presentata deve produrne una nuova, indicando l’ulteriore ammontare fino a concorrenza del quale si intende continuare ad utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza IVA”.

Quindi, in tutti i casi in cui un esportatore abituale intenda “rettificare” i dati relativi al plafond precedentemente indicati in una dichiarazione di intento dovrà procedere mediante:

  • la revoca della dichiarazione di intento qualora intenda ridurre l’importo del plafond;
  • l’emissione di una nuova dichiarazione di intento (non integrativa ma nuova) qualora intenda aumentare l’importo del plafond: in quel caso dovrà indicare nella nuova dichiarazione soltanto l’ulteriore ammontare fino a concorrenza del quale si intende continuare ad utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza IVA.

 

 

AGEVOLAZIONI

Bonus Cultura anche per i diciottenni del 2017

Sogei, Comunicato Stampa 20 settembre 2017

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 18 settembre 2017 il D.P.C.M. 4 agosto 2017, n. 136 secondo cui, già a partire dal 19 settembre 2017, anche i nati nel 1999 (diciottenni) potranno iscriversi sulla piattaforma “18App” per usufruire del bonus cultura.

Il predetto bonus consiste in una carta elettronica di 500 euro assegnata a tutti i giovani che compiono 18 anni nel 2017 residenti in Italia e in possesso di permesso di soggiorno se necessario.

La carta elettronica potrà essere utilizzata per l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali, musica registrata, corsi di musica, corsi di teatro, corsi di lingua straniera.

 

 

AGEVOLAZIONI

Ristrutturazioni edilizie: la guida aggiornata dall’Agenzia Entrate

Agenzia Entrate, Guida alle ristrutturazioni edilizie

L’Agenzia Entrate ha pubblicato sul proprio sito Internet la guida aggiornata al 22 settembre 2017 per le agevolazioni e detrazioni legate alle ristrutturazioni edilizie.

Gli aggiornamenti più recenti riguardano la proroga della maggiore detrazione (Irpef) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, le nuove detrazioni per l’acquisto di case antisismiche, i beneficiari del diritto alle detrazioni, le regole per la detrazione (IRPEF e IRES) delle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche e per la cessione del credito, le agevolazioni sull’acquisto del box auto, i pagamenti con bonifici e la proroga della detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

La guida è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

AGEVOLAZIONI

Detrazioni 70% e 75% per interventi su parti comuni di edifici condominiali: l’invio della documentazione sul portale ENEA

È attivo sul portale dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) il nuovo sito dedicato all’invio telematico della documentazione utile per usufruire delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente che, in seguito alla pubblicazione della Legge di Bilancio 2017, sono state prorogate, nella misura del 70 % e 75% per interventi realizzati su parti comuni di edifici condominiali, fino al 31 dicembre 2021.

Dal 19 settembre, quindi, è possibile inviare la documentazione necessaria per beneficiare delle suddette detrazioni, tramite il seguente sito http://finanziaria2017-condomini.enea.it/index.asp.

Per chi necessitasse di informazioni l’ENEA mette a disposizione un sito informativo.

 

 

IMMOBILI

Locazioni: disponibile il nuovo Modello RLI

L’Agenzia Entrate ha aggiornato i software di compilazione e di controllo RLI utili per la registrazione dei contratti di locazione. Dal 19 settembre, infatti, può essere utilizzato esclusivamente il nuovo modello, disponibile sul sito dell’Agenzia insieme alle istruzioni e alle specifiche tecniche, con il relativo software pubblicato nella stessa data.

Nel nuovo modello RLI “Richiesta di registrazione e adempimenti successivi – contratti di locazione e affitto di immobili”, approvato con provvedimento n. 112605 del 15 giugno 2017, confluiscono tutti gli adempimenti fiscali legati alla registrazione dei contratti di locazione e affitto immobiliare, e può essere utilizzato anche per esercitare l’opzione e la revoca della cedolare secca e per comunicare i dati catastali dell’immobile oggetto di locazione o affitto.

 

 

IMPOSTE DIRETTE

Una nuova guida fiscale per gli italiani iscritti all’AIRE

Agenzia Entrate, Guida Lavoratori italiani all’estero: come evitare la doppia tassazione e usufruire del credito d’imposta

L’Agenzia Entrate ha pubblicato una nuova Guida fiscale sui lavoratori italiani all’estero che illustra a tutti i contribuenti le regole fiscali che si applicano a chi lavora all’estero ma ha ancora la residenza in Italia e quelle valide per chi è iscritto all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Viene chiarito come evitare la doppia imposizione, come funziona il credito per le imposte pagate all’estero e quando è necessario iscriversi all’Aire.

La guida è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

PROFESSIONISTI

Obbligo del POS per commercianti e professionisti

Entro la fine di settembre doveva essere emanato il decreto attuativo per regolamentare nel dettaglio l’obbligo del POS (Point of sales) a carico di esercenti e professionisti per accettare i pagamenti non in contanti a partire da 5 euro. Nel momento in cui scriviamo non risulta però ancora emanato.

L’obbligo è stato riscritto dalla legge di Stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208), dopo che già era stato introdotto da un decreto del Governo Monti (D.L. n. 179/2012) e poi attuato da un decreto congiunto dell’Economia e dello Sviluppo economico.

Nella riscrittura è stata ridotta la soglia dell’obbligo da cui vanno accettati i pagamenti con carta o bancomat (da 30 a 5 euro, appunto) ed è stato previsto che venisse definita una sanzione per chi non si adegua.

La sanzione (che è in via di definizione nel citato decreto attuativo) dovrebbe essere pari a 30 euro per ciascuna violazione.

Potrebbero essere previsti esoneri per professionisti con attività circoscritta/limitata.

Tanto dovrà ancora essere definito, ma nel frattempo consigliamo a commercianti e professionisti che fossero ancora sprovvisti di POS di prendere contatti con i propri istituti bancari per avere un preventivo per l’installazione e il mantenimento dell’apparecchio e di rivolgersi eventualmente anche ai propri ordini territoriali o rappresentanti di categoria per venire a conoscenza di eventuali convenzioni.

 

 

DICHIARAZIONI

Il conto PayPal deve essere dichiarato

Il conto PayPal offre la possibilità, essendo associato ad una carta di credito ad una carta prepagata, di effettuare pagamenti per acquisti online o di inviare pagamenti ad un altro conto PayPal ed è ormai utilizzato da tantissimi utenti. PayPal è una società con sede legale in Lussemburgo, pertanto aprire un conto con PayPal significa, di fatto, aprire un conto corrente all’estero.

L’obbligo di compilazione del quadro RW, per investimenti patrimoniali e finanziari esteri detenuti da persone fisiche residenti in Italia, sussiste laddove lo stesso sia obbligatorio ai fini del calcolo dell’Ivafe, e cioè nel caso in cui la consistenza media sia superiore a 5.000 euro. Di conseguenza, andrà compilato il quadro RW ai fini Ivafe se il corrente estero in questione ha avuto giacenza media maggiore di 5.000 euro, ma nel corso dell’anno non ha superato come valore massimo i 15.000 euro.

Andrà altresì compilato, solo ai fini del monitoraggio e non Ivafe, se il conto corrente estero ha avuto giacenza media inferiore a 5.000 euro ma come valore massimo ha superato i 15.000 euro.

 

 

DICHIARAZIONI

Dichiarazione di successione online: il nuovo modello utilizzabile dal 12 settembre

Dal 12 settembre può essere utilizzato il nuovo modello di successione online, approvato, con le relative istruzioni per la compilazione, con il Provvedimento n. 112426 del 15 giugno 2017.

Il modello consente di:

  • compilare e trasmettere telematicamente la dichiarazione;
  • assolvere gli obblighi tributari;
  • calcolare le imposte ipotecarie, catastali e i tributi speciali da versare in autoliquidazione;
  • richiedere le volture catastali degli immobili.

L’Agenzia Entrate informa inoltre dell’aggiornamento dei software di compilazione e di controllo, utili per l’invio telematico della dichiarazione di successione.

IVA

La fatturazione elettronica

È in vigore dal 6 giugno 2014 l’obbligo di fatturazione elettronica per i fornitori di prestazioni e cessioni di beni nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale.

Dal 31 marzo 2015 la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria anche per i fornitori dei Comuni e di tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione (istituti scolastici pubblici, strutture sanitarie pubbliche, tribunali, ecc.).

I soggetti “obbligati” alla fatturazione elettronica sono quindi tutti i fornitori (imprese e professionisti) della Pubblica Amministrazione.

Ma la strada è tracciata per una progressiva diffusione della fatturazione elettronica anche per i rapporti tra soggetti privati.

 

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APPROFONDIMENTI

 

IVA

Spesometro 2017: comunicazioni fino al 5 ottobre

L’Agenzia Entrate ha comunicato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia Entrate pubblicato il 28 settembre 2017, che, in considerazione dei disagi sopravvenuti nei giorni precedenti nell’invio dei dati, saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017.

Inoltre, gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza.

È possibile che nelle prossime giornate venga concessa un’ulteriore proroga.

La comunicazione dei delle fatture è stata introdotta dall’art. 4 del D.L. n. 193/2016, che è andato a sostituire l’art. 21 del D.L. n. 78/2010, che regolamentava lo spesometro annuale.

Solo per il 2017 la scadenza per l’invio dei dati è stata stabilita semestralmente (dal 2018 avrà cadenza trimestrale) e la prima scadenza era fissata per il 18 settembre 2017.

Una prima proroga fino al 28 settembre 2017 è stata disposta tramite comunicato stampa del MEF n. 147 del 1 settembre 2017 (seguito da pubblicazione del DPCM sulla Gazzetta Ufficiale n. 224) per venire incontro alle esigenze dei soggetti passivi IVA e degli intermediari abilitati, a fronte dei ritardi registrati nel rilascio di adeguati chiarimenti e di conseguenza dei software di compilazione e invio della comunicazione.

Successivamente, in data 25 settembre, l’Agenzia Entrate, tramite comunicato stampa, ha annunciato uno nuovo slittamento per il 5 ottobre.

Questo nuovo differimento del termine è dovuto ai tanti problemi riscontrati per l’invio dei dati, in primis proprio sul portale dell’Agenzia Entrate.

Dalla sera del 22 settembre, infatti, la piattaforma “fatture e corrispettivi” dell’Agenzia Entrate, è stata temporaneamente sospesa rendendo così impossibile l’accesso per l’invio dei dati richiesti dalla comunicazione. I canali di invio tramite i software gestionali degli intermediari o dei soggetti abilitati hanno continuato a funzionare, come ha ricordato l’Agenzia, ma è indubbio che le difficoltà siano numerose e che i chiarimenti e le soluzioni fornite, in tempi altresì ristretti, non si sono rivelati sufficienti.

È stato anche riscontrato un grave problema di privacy: dopo aver effettuato l’accesso al portale dell’Agenzia con le credenziali Entratel, si poteva accedere ai dati dello spesometro di un contribuente semplicemente inserendo il suo codice fiscale, mentre con il codice fiscale di un intermediario si potevano vedere i dati relativi a tutti i suoi clienti.

Per tutte queste ragioni è ipotizzabile un’ulteriore proroga o provvedimenti più a lungo termine e la disapplicazione di sanzioni per errori o ritardi riguardanti questo primo invio.

 

IVA

Fatturazione elettronica: verso l’obbligo per le operazioni B2B

È in vigore dal 6 giugno 2014 l’obbligo di fatturazione elettronica per i fornitori di prestazioni e cessioni di beni nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale.

Dal 31 marzo 2015 la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria anche per i fornitori dei Comuni e di tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione (istituti scolastici pubblici, strutture sanitarie pubbliche, tribunali, ecc.).

I soggetti “obbligati” alla fatturazione elettronica sono quindi tutti i fornitori (imprese e professionisti) della Pubblica Amministrazione.

Ma la strada è tracciata per una progressiva diffusione della fatturazione elettronica anche per i rapporti tra soggetti privati.

Negli ultimi anni l’Amministrazione Finanziaria ha incoraggiato il processo di digitalizzazione dei documenti fiscali con l’intenzione di arrivare presto ad un generalizzato obbligo di fatturazione elettronica per tutte le operazioni effettuate in ambito B2B.

Il D.Lgs. n.127 del 5 agosto 2015 ha previsto che dal 1° gennaio 2017 i soggetti passivi IVA possano utilizzare la fatturazione elettronica (fatturaPA) anche tra privati utilizzando il portale gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (che si affianca al Sistema di Interscambio).

Per le imprese e i professionisti (soggetti passivi IVA) che adottano la fatturazione elettronica è previsto l’esonero dalle seguenti comunicazioni:

  • comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (spesometro);
  • comunicazione delle operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA domiciliati in Stati “black list”;
  • comunicazione dei dati dei contratti stipulati dalle società di leasing (ovvero dai soggetti che svolgono attività di locazione e noleggio);
  • comunicazione degli acquisti effettuati presso operatori economici di San Marino con l’assolvimento dell’IVA mediante autofattura;
  • comunicazioni dei modelli INTRASTAT riepilogativi degli acquisti intracomunitari di beni e dei servizi ricevuti.

Un’ulteriore agevolazione riguarda la possibilità di ottenere il rimborso IVA in via prioritaria.

Infine, per i soggetti che esercitano l’opzione, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati di tutti i corrispettivi sostituiscono gli obblighi di:

  • certificazione dei corrispettivi mediante l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale;
  • registrazione sull’apposito registro dell’ammontare complessivo dei corrispettivi e delle relative imposte.

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Giovedì 5 ottobre 2017 Spesometro Termine ultimo (forse provvisorio) per l’invio telematico della comunicazione dati “spesometro” riferita al primo semestre 2017. Soggetti passivi IVA, con alcune esclusioni, Telematico
Mercoledì 25 ottobre 2017 Modello 730/2017 Termine per la presentazione al CAF della dichiarazione integrativa (mod. 730 integrativo) qualora dall’elaborazione della precedente dichiarazione siano riscontrati errori che non incidono sulla determinazione dell’imposta ovvero la cui correzione determina a favore del contribuente un rimborso o un minor debito. Contribuenti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale e hanno presentato il mod. 730. Telematico
Martedì 31 ottobre 2017 IRPEF, IRES, IRAP Termine per la trasmissione telematica:

·         della dichiarazione dei redditi/unificata persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare;

·         della dichiarazione annuale IRAP di persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare.

Persone fisiche, società di persone e società di capitali, con esercizio coincidente con l’anno solare. Telematico
Martedì 31 ottobre 2017 770/2017 Termine per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta e degli intermediari relativa all’anno 2016. Sostituti d’imposta e intermediari. Telematico

NEWSLETTER P.S.C. Settembre 2017:

Pubblicato il 7 settembre 2017 da - Newsletter PSC

IN BREVE
  • Comunicazione trimestrale delle liquidazioni IVA in scadenza al 18 settembre 2017
  • Posticipato al 28 settembre 2017 il termine per l’invio dello spesometro semestrale
  • Proroga della Voluntary Disclosure bis
  • Attivo il servizio per la Definizione agevolata delle controversie tributarie
  • Pubblicati gli elenchi definitivi per l’applicazione del regime “Split Payment”
  • Prorogato il termine per usufruire dell’iperammortamento
  • Dal 10 settembre la notifica di atti giudiziari può arrivare anche da poste private
  • Ravvedimento operoso per tardiva registrazione della proroga del contratto in “cedolare secca”
  • Istituito il codice tributo per il credito d’imposta per gli interventi di bonifica amianto
  • Pagamento differito dei diritti doganali con interessi allo 0,213%
  • La riforma delle Camere di Commercio

 

APPROFONDIMENTI
  • Comunicazione trimestrale dati liquidazioni IVA relativi al II trimestre 2017
  • Invio dello spesometro relativo al I semestre 2017

 

PRINCIPALI SCADENZE
 

IN BREVE

 

IVA

Comunicazione trimestrale delle liquidazioni IVA in scadenza al 18 settembre 2017

Scade il prossimo 16 settembre (termine posticipato al 18 settembre perché l’originaria scadenza, già rinviata a seguito della sospensione estiva dei termini, cade di sabato) il termine per inviare le Comunicazioni trimestrali dei dati IVA relativi al II trimestre 2017.

L’art. 4, comma 2, del Decreto Fiscale n. 193/2016, collegato alla Legge di Bilancio 2017, ha introdotto, a partire dal periodo d’imposta 2017, l’obbligo di comunicare trimestralmente i dati delle liquidazioni IVA periodiche (sia nel caso in cui l’imposta sia liquidata mensilmente che trimestralmente).

 

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Posticipato al 28 settembre 2017 il termine per l’invio dello spesometro semestrale

Mef, Comunicato Stampa 1 settembre 2017, n. 147

È stato pubblicato sul sito del MEF il Comunicato Stampa 1 settembre 2017, n. 147, che rende noto lo slittamento dal 16 settembre al 28 settembre 2017 del termine per effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre del 2017 (c.d. “spesometro”).

La proroga, prevista da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, sarà di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

 

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ANTIRICICLAGGIO

Proroga della Voluntary Disclosure bis

D.P.C.M. 28 luglio 2017

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 agosto il Decreto del Presidente dei Ministri che stabilisce la proroga al 2 ottobre 2017 (in realtà sarebbe 30 settembre, ma, poiché cade di sabato, slitta al lunedì successivo) del termine per aderire alla Voluntary Disclosure bis, inizialmente fissato per il 31 luglio scorso.

Si ricorda che la procedura permette di sanare le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016 con il pagamento di sanzioni in misura ridotta, relative a infedeltà dichiarative in materia di monitoraggio fiscale, imposte sui redditi e addizionali, imposte sostitutive, IRAP, IVA, dichiarazione dei sostituti di imposta.

Il 30 settembre 2017 è quindi il termine ultimo per aderire alla procedura di regolarizzazione.

 

 

RISCOSSIONE

Attivo il servizio per la Definizione agevolata delle controversie tributarie

Agenzia Entrate, Circolare 28 luglio 2017, n. 22/E

Il Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017, convertito con modificazioni con la legge n. 96 del 21 giugno 2017, ha introdotto la definizione agevolata delle controversie tributarie al fine di definire le liti con il Fisco ed estinguere il giudizio.

Con la circolare n. 22/E del 28 luglio 2017 l’Agenzia Entrate ha fornito chiarimenti in merito a effetti e modalità della procedura.

L’Agenzia ha reso noto, inoltre, che è stato attivato, sul proprio sito internet, il servizio per la definizione agevolata delle liti pendenti, al quale si accede dopo aver inserito le proprie credenziali per accedere ai servizi telematici.

Il servizio permette a tutti i contribuenti che hanno una controversia tributaria in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendente in ogni stato e grado di giudizio (compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio) nella quale il ricorso introduttivo sia stato notificato entro il 24 aprile 2017, di definirla in via agevolata.

 

 

IVA

Pubblicati gli elenchi definitivi per l’applicazione del regime “Split Payment”

Mef, Comunicato Stampa 4 agosto 2017

Il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in data 4 agosto 2017, ha pubblicato gli elenchi definitivi per il 2017 delle società nei cui confronti trova applicazione il meccanismo dello Split payment.

È stato rettificato il contenuto di alcuni degli elenchi delle società nei cui confronti trova applicazione il meccanismo dello Split payment. Si tratta, nello specifico degli elenchi relativi:

  • alle società controllate di diritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri e delle società controllate da queste ultime;
  • alle società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni e delle società controllate da queste ultime.

Le modifiche si sono rese necessarie a fronte di alcune segnalazioni che sono state effettuate successivamente alla pubblicazione degli elenchi avvenuta in data 26 luglio 2017.

Oltre a detti elenchi rettificati, il Dipartimento delle Finanze ha riconfermato invariati gli altri elenchi definitivi già divulgati lo scorso 26 luglio 2017.

 

 

IMPOSTE DIRETTE

Prorogato il termine per usufruire dell’iperammortamento

Legge 3 agosto 2017 n. 123, di conversione del D.L. 20 giugno 2017, n. 91

Con la legge n. 123 del 3 agosto 2017 è stata prevista una proroga per usufruire dell’iperammortamento introdotto con la legge di Bilancio 2017. Il termine entro il quale il bene dovrà essere consegnato è stato fissato al 30 settembre 2018; precedentemente il termine scadeva al 30 giugno 2018.

Resta comunque ferma la data del 31 dicembre 2017, entro la quale l’ordine dovrà essere accettato e dovrà essere versato un acconto di almeno il 20% del costo di acquisizione.

 

PROCESSO TRIBUTARIO

Dal 10 settembre la notifica di atti giudiziari può arrivare anche da poste private

Legge 4 agosto 2017, n. 124

La legge sulla Concorrenza 2017 (legge n. 124/2017) ha previsto che dal 10 settembre 2017, le notifiche degli atti giudiziari possono avvenire anche con soggetti diversi da Poste Italiane.

Dal prossimo 10 settembre diventeranno infatti legittime le notificazioni e le comunicazioni di atti giudiziari a mezzo posta effettuate da postini privati anche per consegnare multe stradali, citazioni e ricorsi, decreti ingiuntivi con l’ordine del giudice di pagare alla banca o a qualsiasi altro creditore, atti di precetto, sentenze, condanne.

 

 

IMPOSTE DIRETTE

Ravvedimento operoso per tardiva registrazione della proroga del contratto in “cedolare secca”

Agenzia Entrate, Risoluzione 1 settembre 2017, n. 115

L’Agenzia Entrate, con la Risoluzione n. 115 del 1° settembre 2017, ha chiarito che le sanzioni di 50 e 100 euro, applicabili ai sensi dell’art. 3, comma 3 del D.Lgs. 23/2011 così come modificato dall’art. 7 quater, comma 24, del D.L. 193/2016, in caso di mancata comunicazione della proroga, anche tacita, o della risoluzione del contratto di locazione con cedolare secca, sono ravvedibili tramite l’istituto del ravvedimento operoso.

L’Agenzia ha altresì rammentato che non è necessario inviare raccomanda al conduttore per la rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione se il contratto di locazione prorogato già contiene già la rinuncia all’aggiornamento del canone.

 

 

AGEVOLAZIONI

Istituito il codice tributo per il credito d’imposta per gli interventi di bonifica amianto

Agenzia Entrate, Risoluzione 8 agosto 2017, n. 109/E

L’Agenzia Entrate con la Risoluzione n. 109/E dell’8 agosto 2017 ha istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d’imposta relativo agli interventi di bonifica dall’amianto, ai sensi dell’art. 56, comma 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 221.

È previsto infatti un credito d’imposta ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano nell’anno 2016 interventi di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia Entrate.

È stato quindi istituito il codice tributo “6877” denominato “Credito d’imposta per interventi di bonifica dall’amianto – articolo 56, comma 1, legge 28 dicembre 2015, n. 221”.

Nel modello F24 il codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

 

 

DOGANE

Pagamento differito dei diritti doganali con interessi allo 0,213%

D.M. 3 agosto 2017

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito, tramite decreto ministeriale semestrale, che il saggio di interesse da applicare per il periodo 13 luglio 2017-12 gennaio 2018 ai pagamenti differiti dei diritti doganali, effettuati oltre i 30 giorni, è pari allo 0,213%.

 

 

IMPRESE

La riforma delle Camere di Commercio

Mef, Comunicato Stampa 8 agosto 2017

Con un comunicato stampa dell’8 agosto 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico, ha reso noto che è stato firmato il Decreto per la riforma ed il riordino delle Camere di Commercio.

Con gli accorpamenti e la rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, il numero delle Camere di Commercio passerà da 95 a 60, così come viene ridefinito il numero delle Aziende speciali, che passano dalle 96 attuali a 58.

La riforma mira ad un maggior dinamismo dell’intero sistema imprenditoriale, ridefinendone i punti di riferimento sul territorio, in ragione degli obiettivi e delle strategie comuni.

L’elenco delle nuove Camere di Commercio divise per regione:

 

Regione Camere di Commercio
Valle d’Aosta
  • Camera Valdostana
Piemonte
  • Torino
  • Cuneo
  • Biella e Vercelli-Novara-Verbano Cusio Ossola
  • Alessandria-Asti
Liguria
  • Genova
  • Riviere di Liguria (Imperia, La Spezia, Savona)
Lombardia
  • Brescia
  • Bergamo
  • Varese
  • Camera metropolitana di Milano-Monza Brianza-Lodi
  • Cremona-Mantova-Pavia
  • Como-Lecco
  • Sondrio
Trentino Aldo Adige
  • Bolzano
  • Trento
Veneto
  • Padova
  • Verona
  • Vicenza
  • Venezia Rovigo-Delta Lagunare
  • Treviso-Belluno
Friuli-Venezia Giulia
  • Venezia Giulia (Trieste-Gorizia)
  • Pordenone-Udine
Emilia Romagna
  • Bologna
  • Modena
  • Camera della Romagna-Forlì-Cesena e Rimini
  • Camera dell’Emilia (Parma, Piacenza, Reggio Emilia)
  • Ferrara-Ravenna
Toscana
  • Firenze
  • Camera della Maremma e del Tirreno (Livorno-Grosseto)
  • Lucca-Massa Carrara-Pisa
  • Arezzo-Siena
  • Pistoia-Prato
Umbria
  • Camera dell’Umbria (Perugia-Terni)
Marche
  • Ancona-Ascoli Piceno-Fermo-Macerata-Pesaro e Urbino
Lazio
  • Roma
  • Frosinone-Latina
  • Rieti-Viterbo
Abruzzo
  • Chieti e Pescara
  • Camera del Gran Sasso d’Italia (L’Aquila e Teramo)
Molise
  • Camera del Molise (Campobasso-Isernia)
Campania
  • Napoli
  • Salerno Caserta
  • Camera dell’Irpinia-Sannio (Avellino e Benevento)
Puglia
  • Bari
  • Lecce
  • Foggia
  • Brindisi-Taranto
Basilicata
  • Camera della Basilicata (Potenza-Matera)
Calabria
  • Cosenza
  • Reggio Calabria
  • Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia
Sardegna
  • Nuoro-Sassari
  • Cagliari-Oristano
Sicilia
  • Palermo e Enna
  • Agrigento-Caltanissetta-Trapani
  • Messina
  • Catania

 

 

 

APPROFONDIMENTI

 

IVA

Comunicazione trimestrale dati liquidazioni IVA relativi al II trimestre 2017

Scade il prossimo 16 settembre (termine posticipato al 18 settembre perché l’originaria scadenza, già rinviata a seguito della sospensione estiva dei termini, cade di sabato) il termine per inviare le Comunicazioni trimestrali dei dati IVA relativi al II trimestre 2017.

L’art. 4, comma 2, del Decreto Fiscale n. 193/2016, collegato alla Legge di Bilancio 2017, ha introdotto, a partire dal periodo d’imposta 2017, l’obbligo di comunicare trimestralmente i dati delle liquidazioni IVA periodiche (sia nel caso in cui l’imposta sia liquidata mensilmente che trimestralmente).

La Comunicazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediario abilitato, ma l’invio seguirà una strada del tutto nuova. Non sarà infatti più utilizzabile, per questo adempimento, il portale Entratel.

L’invio della Comunicazione trimestrale deve avvenire entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre: per il II trimestre 2017 il termine è fissato nel 18 settembre 2017 (a seguito della sospensione estiva dei termini).

Qualora entro la scadenza vengano presentate più comunicazioni, l’ultima sostituisce le precedenti.

L’omessa, incompleta o infedele Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da 500 euro a 2.000 euro.

Per chi non disponesse di un proprio software (gestionale aggiornato alla nuova procedura), l’Agenzia Entrate ha reso disponibile il software Ivp17 che consente la compilazione della comunicazione liquidazioni periodiche IVA.

L’applicazione mediante una serie di domande determina la struttura della comunicazione relativa alla tipologia dell’utente e predispone i quadri per la compilazione. Il software è disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia Entrate.

 

 

IVA

Invio dello spesometro relativo al I semestre 2017

È stato pubblicato sul sito del MEF il Comunicato Stampa 1 settembre 2017, n. 147, che rende noto lo slittamento dal 16 settembre al 28 settembre 2017 del termine per effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre del 2017 (c.d. “spesometro”).

La proroga, prevista da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, sarà di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Si ricorda che l’obbligo di comunicazione riguarda le operazioni rilevanti ai fini IVA per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura ed è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate.

Devono essere trasmesse le informazioni che riguardano le singole fatture emesse e ricevute.

Per le operazioni di minore importo (fatture emesse o ricevute di importo inferiore a 300 euro), per le quali è prevista la possibilità di annotare il documento riepilogativo (art. 6, comma 1, D.P.R. n. 695/1996), devono essere comunicati i dati per singola fattura.

Al momento non è previsto alcun esonero per i soggetti obbligati alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria.

Anche gli enti non commerciali rientrano tra i soggetti obbligati all’invio della comunicazione, per le sole operazioni rilevanti ai fini IVA; se invece le fatture passive sono riferibili ad acquisti che riguardano attività istituzionali e commerciali, l’obbligo si ritiene assolto con l’invio degli importi riguardanti gli acquisti per attività commerciali.

Sono esclusi dall’obbligo di comunicazione:

  • i dati relativi ad altri documenti diversi dalle fatture e dalle bollette doganali, come ad esempio le schede carburanti;
  • i dati delle fatture emesse e ricevute per cui il soggetto passivo ha optato per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate ex art. 1, comma 3, e art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 127/2015.

 

Sono esonerati dall’obbligo di comunicazione i contribuenti che si avvalgono del regime di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98 (regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) e i contribuenti che si avvalgono del regime forfettario di cui all’art. 1, commi 54 e ss., della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

I dati delle fatture emesse e ricevute in formato elettronico, trasmesse attraverso l’SDI (Sistema Di Interscambio), non devono essere trasmesse in quanto già comunicate all’Amministrazione; se più comodo il soggetto passivo può comunque effettuare la comunicazione.

La comunicazione deve essere effettuata obbligatoriamente in forma analitica; a differenza di quanto previsto per lo spesometro annuale non è più possibile inviare i dati in forma aggregata.

Nella comunicazione, gli elementi informativi da comunicare, per ciascuna cessione o prestazione per la quale sussiste l’obbligo di emissione della fattura, sono:

  1. anno di riferimento;
  2. numero della fattura;
  3. base imponibile;
  4. aliquota;
  5. imposta;
  6. tipologia dell’operazione, o natura dell’operazione, che deve essere valorizzato se l’operazione non ha esposizione dell’IVA, indicando lo specifico motivo per cui l’imposta

non è stata indicata in fattura, secondo i seguenti codici:

 

Codice Tipologia dell’operazione Note
N1 Operazioni escluse Art. 15, D.P.R. n. 633/1972
N2 Operazioni non soggette Operazioni non soggette ad IVA per mancanza di uno o più presupposti d’imposta, ad esempio prestazioni di servizi extra-UE
N3 Operazioni non imponibili Operazioni tra cui esportazioni o cessioni di beni intra-UE
N4 Operazioni esenti Art. 10, D.P.R. n. 633/1972
N5 Regime del margine Il campo imponibile/importo deve riportare il valore comprensivo di IVA
N6 Reverse charge / Inversione contabile Operazioni in reverse charge e acquisti intra
N7 Operazioni con IVA assolta in altro Stato UE  

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 18 settembre 2017 Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVA Termine ultimo per la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA effettuate nel secondo trimestre del 2017, da effettuare utilizzando il modello “Comunicazione liquidazioni periodiche IVA “ Soggetti passivi IVA Telematica
Giovedì 28 settembre 2017 Comunicazione dati fatture emesse e ricevute (nuovo spesometro) Termine ultimo per comunicare all’Agenzia Entrate i dati delle fatture emesse e ricevute nel primo semestre solare del 2017. Soggetti passivi IVA Telematica
Sabato 30 settembre 2017 Assegnazione e cessione agevolata beni immobili o beni mobili iscritti a pubblici registri Termine ultimo per effettuare l’assegnazione/cessione agevolata ai soci di beni immobili non strumentali/beni mobili iscritti in Pubblici registri

 

Società di capitale o persone che hanno effettuato l’assegnazione/cessione agevolata dei beni ai soci  
Lunedì 2 ottobre 2017 Voluntary Disclosure bis Termine ultimo per la presentazione e l’integrazione dell’istanza per l’adesione alla procedura di collaborazione volontaria. Soggetti interessati

 

Telematica
Lunedì 2 ottobre 2017 Voluntary Disclosure bis Termine ultimo per il versamento in autoliquidazione delle somme dovute, a titolo di imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni in base ai dati contenuti nell’istanza presentata. Soggetti interessati

 

 
Martedì 31 ottobre 2017 IRPEF, IRES, IRAP Termine per la trasmissione telematica:

·         della dichiarazione dei redditi/unificata persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare;

·         della dichiarazione annuale IRAP di persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare.

Persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare Telematica
Martedì 31 ottobre 2017 770/2017 Termine per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta e degli intermediari relativa all’anno 2016. Sostituti d’imposta e intermediari Telematica

 

NEWSLETTER P.S.C. Agosto 2017:

Pubblicato il 9 agosto 2017 da - Newsletter PSC

IN BREVE
  • Differimento al 20 agosto dei versamenti delle imposte con la maggiorazione dello 0,40%
  • Differimento al 31 ottobre 2017 del termine di presentazione del mod. 770/2017 e dei Modelli redditi e Irap
  • Presentazione mod. 770/2017 da parte delle P.A.: i chiarimenti dell’Agenzia Entrate
  • Sospensione dei termini nel periodo feriale
  • Modificati gli elenchi dei destinatari soggetti a split payment
  • “L’Agenzia ti scrive”: guida delle Entrate su come regolarizzare eventuali errori nella dichiarazione presentata nel 2014
  • Liti fiscali pendenti: approvato il modello di domanda di definizione agevolata
  • Ridefiniti i criteri per il rilascio del DURC con l’adesione alla definizione agevolata
  • Per la deducibilità spese costi carburante la scheda deve essere “regolare”
  • InfoCamere dà il via ai pagamenti e all’acquisto online delle marche da bollo digitali con carte di credito o debito
  • Attivo il servizio per la consultazione telematica della banca dati catastale
APPROFONDIMENTI
  • Le nuove scadenze per i versamenti delle imposte dopo la proroga
  • La sospensione feriale dei termini

 

PRINCIPALI SCADENZE

 


IN BREVE

 

VERSAMENTI

Differimento al 20 agosto dei versamenti delle imposte con la maggiorazione dello 0,40%

D.P.C.M. 20 luglio 2017; Mef, Comunicato Stampa 26 luglio 2017

Il D.P.C.M. 20 luglio 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 2017, ha “ufficializzato” la proroga per i titolari di reddito d’impresa del versamento delle imposte sui redditi al 20 luglio senza maggiorazione e al 21 agosto (il 20 cade di domenica) con la maggiorazione dello 0,40%.

La proroga per il versamento senza maggiorazione è però arrivata a tempo scaduto.

Successivamente il MEF con un comunicato stampa del 26 luglio 2017 ha esteso la proroga anche ai lavoratori autonomi.

 

 

DICHIARAZIONI

Differimento al 31 ottobre 2017 del termine di presentazione del mod. 770/2017 e dei modelli Redditi e Irap

Mef, Comunicato Stampa 26 luglio 2017, n. 131; D.P.C.M. 26 luglio 2017

La scadenza per la presentazione del Modello 770/2017 e dei Modelli Redditi e Irap è stata prorogata al 31 ottobre 2017.

A renderlo noto il MEF con un comunicato stampa n. 131 del 26 luglio, che è stato poi ufficializzato dal D.P.C.M. 26 luglio 2017, pubblicato in G.U. n. 175 del 28 luglio 2017.

 

Presentazione mod. 770/2017 da parte delle P.A.: i chiarimenti dell’Agenzia Entrate

Agenzia Entrate, Risoluzione 20 luglio 2017, n. 95/E

Con il Provvedimento 16 gennaio 2017, n. 10047 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello 770/2017.

Nelle istruzioni di compilazione, con riferimento alle Amministrazioni dello Stato, che ricordiamo rientrano tra i soggetti obbligati alla presentazione del modello 770, è stato precisato che quest’ultime non sono tenute alla compilazione dei quadri ST, SV e SX qualora abbiano effettuato i versamenti esclusivamente tramite Tesoreria.

In merito a questo, alcune Amministrazioni dello Stato che hanno già inviato le certificazioni uniche entro lo scorso 7 marzo hanno chiesto se, in mancanza di altre informazioni da comunicare all’Agenzia, siano comunque tenute all’invio del solo frontespizio del modello 770/2017.

Con la Risoluzione n. 95/E del 20 luglio 2017 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le Amministrazioni dello Stato che si trovassero nelle condizioni di cui sopra, che si siano avvalse esclusivamente della Tesoreria, e che quindi non abbiano effettuato versamenti tramite il modello F24 o F24EP, non sono obbligate ad inviare il modello 770 con il solo frontespizio, avendo esaurito l’adempimento dichiarativo dei sostituti d’imposta con l’invio telematico delle citate certificazioni uniche.

 

 

ADEMPIMENTI, SCADENZE

Sospensione dei termini nel periodo feriale

La sospensione feriale dei termini processuali sarà operata dal 1° al 31 agosto. La sospensione dei termini vale sia per il contenzioso tributario che per i termini per reclamo e mediazione, ma non opera per gli avvisi di liquidazione, per le cartelle di pagamento e per le fasi cautelari del processo.

Le scadenze tributarie sono prorogate al 20 agosto, mentre dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi i termini per la trasmissione all’Agenzia Entrate delle informazioni e dei documenti richiesti ai contribuenti dall’Agenzia.

 

 

IVA

Modificati gli elenchi dei destinatari soggetti a split payment

MEF, D.M. 13 luglio 2017; Comunicato Stampa 26 luglio 2017

Il Dipartimento delle Finanze ha emanato un nuovo decreto, in data 13 luglio 2017, in materia di split payment, che modifica in parte quello del 27 giugno 2017. Le correzioni riguardano i soggetti che, per le fatture emesse dal 1° luglio scorso, sono destinatari delle norme di cui all’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972.

La modifica principale riguarda l’individuazione delle pubbliche amministrazioni destinatarie del meccanismo della scissione dei pagamenti, che coincidono ora con quelle amministrazioni che applicano le norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria.

In particolare, in merito alle Amministrazioni soggette alla disciplina dello split payment, inizialmente era stato stabilito di fare riferimento all’elenco ISTAT pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre di ciascun anno, con effetti a valere nell’anno successivo (art. 5-bis del D.M. 23 gennaio 2015).

Successivamente, con l’emanazione del D.M. 13 luglio 2017, le suddette disposizioni sono state modificate ed è stato disposto che le pubbliche amministrazioni soggette alla disciplina di cui all’art. 17-ter, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972 coincidono con i soggetti destinatari delle norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria ai sensi dell’art. 1, commi 209 – 214, della legge n. 244/2007. Si tratta, dunque, non soltanto delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, individuate annualmente dall’ISTAT, ma anche delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001 (es. istituti autonomi case popolari) e delle amministrazioni autonome.

Per individuare le pubbliche amministrazioni soggette a split payment, i cedenti o prestatori possono fare riferimento all’Indice c.d. “IPA”, accessibile dal sito www.indicepa.gov.it. In ogni caso, restano esclusi dalla disciplina in argomento i soggetti classificati nella categoria dei “Gestori di pubblici servizi”, ancorché ricompresi nell’IPA.

Le nuove disposizioni si applicano alle fatture per le quali l’esigibilità si verifica a partire dal giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale; è stata prevista anche una clausola di salvaguardia, in base alla quale sono fatti salvi i comportamenti dei soggetti che si sono adeguati alla precedente versione del decreto in relazione alle fatture per le quali l’esigibilità dell’imposta si è verificata dal 1° luglio 2017 fino alla data di pubblicazione del decreto del 13 luglio 2017.

È terminato anche il periodo di interlocuzione tra società e MEF e sono stati pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze in data 26 luglio 2017 i nuovi elenchi definitivi delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni e delle società quotate incluse nell’indice FTSE MIB, i quali tengono conto delle segnalazioni dei contribuenti.

 

 

ACCERTAMENTO

“L’Agenzia ti scrive”: guida delle Entrate su come regolarizzare eventuali errori nella dichiarazione presentata nel 2014

Nella sezione “Guide Fiscali” del sito internet dell’Agenzia Entrate è stata pubblicata la guida “L’Agenzia ti scrive: lettera di invito a regolarizzare possibili errori” – un vademecum con cui le Entrate intendono favorire la collaborazione tra il contribuente ed il Fisco promuovendo l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari – che contiene informazioni utili alle persone fisiche che ricevono lettere di compliance da parte dell’Agenzia, per verificare se nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2014 (redditi del 2013) hanno indicato correttamente tutti i dati reddituali.

L’Agenzia comunica che la lettera viene inviata ai contribuenti che non avrebbero dichiarato, o lo avrebbero fatto in modo parziale, un reddito derivante da un contratto di locazione di un immobile, un reddito da lavoro dipendente, una plusvalenza, un reddito di partecipazione in società, ecc.

In questo modo il contribuente, prima che gli venga notificato un avviso di accertamento, ha la possibilità di regolarizzare l’errore o l’omissione attraverso il ravvedimento operoso.

Non si tratta quindi, sottolineano le Entrate, di un accertamento, ma di un invito a verificare la propria posizione fiscale ed eventualmente mettersi in regola con il pagamento delle imposte.

 

 

SANATORIE

Liti fiscali pendenti: approvato il modello di domanda di definizione agevolata

Agenzia delle Entrate, Provvedimento del 21 luglio 2017, n. 140316; Circolare 28 luglio 2017, n. 22/E

Con il Provvedimento del 21 luglio 2017, n. 140316 l’Agenzia Entrate ha approvato il modello di domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie e le relative istruzioni di compilazione; successivamente in data 28 luglio, con la circolare n. 22/E, ha fornito chiarimenti in merito a effetti e modalità della procedura.

I contribuenti interessati dovranno presentare all’Agenzia Entrate, entro il 2 ottobre 2017, per ciascuna controversia tributaria autonoma (relativa al singolo atto impugnato), una distinta domanda di definizione esente dall’imposta di bollo.

La trasmissione telematica della domanda dovrà essere effettuata utilizzando un servizio di compilazione online accessibile gratuitamente, a breve, dai canali Entratel o Fisconline attraverso il sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Le Entrate ricordano che la chiusura riguarda non solo le controversie instaurate avverso avvisi di accertamento e atti di irrogazione delle sanzioni, ma anche quelle inerenti agli avvisi di liquidazione e ai ruoli. Sono invece escluse le liti relative al rifiuto alla restituzione di tributi, quelle di valore indeterminabile, come, ad esempio, per il classamento degli immobili e, più in generale, quelle per le quali manchino importi da versare da parte del contribuente.

Oltre alla presentazione della domanda, i contribuenti devono versare gli importi contenuti nell’atto impugnato, contestati nel ricorso di primo grado, e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, al netto delle sanzioni collegate ai tributi e degli interessi di mora.

Se la lite riguarda solo interessi di mora o sanzioni non collegate ai tributi, la definizione può essere effettuata versando il 40% degli importi contestati.

Per i contribuenti che hanno deciso di avvalersi della rottamazione delle cartelle introdotta dal D.L. n. 193/2016 è possibile anche accedere alla definizione agevolata delle liti rispettando le regole di ogni singola definizione.

 

 

SANATORIE

Ridefiniti i criteri per il rilascio del DURC con l’adesione alla definizione agevolata

D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, in legge 21 giugno 2017, n. 96

È stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23 giugno 2017 la “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”.

Il provvedimento, contenente una serie di interventi in materia di lavoro, ha ridefinito i criteri per il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) nel caso di definizione agevolata dei debiti contributivi attraverso la rottamazione delle cartelle. In tale ipotesi il DURC viene rilasciato, sussistendo tutti gli altri requisiti di regolarità, a seguito della presentazione da parte del debitore della dichiarazione di volersi avvalere di tale procedura.

Si ricorda che la c.d. “rottamazione dei ruoli” consente la definizione agevolata di somme iscritte a ruolo, con conseguente sospensione dei termini di prescrizione/decadenza con riguardo alle somme per le quali è stata presentata dichiarazione di accesso alla procedura e impossibilità per l’agente della riscossione di avviare nuove azioni esecutive.

Il D.L. n. 50/2017, all’art. 54, ha precisato che in caso di definizione agevolata di debiti contributivi è possibile ottenere il DURC dal momento in cui viene presentata la dichiarazione di adesione alla rottamazione dei ruoli.

Con tale precisazione viene superato ciò che aveva affermato l’NPS con messaggio n. 824/2017 ovvero che per il rilascio del DURC positivo non era sufficiente la sola presentazione dell’istanza ma era necessario che il contribuente fosse ammesso alla definizione agevolata e in particolare all’atto del pagamento della prima rata, in caso di adempimento in modalità rateale, o dell’intero importo, in caso di adempimento in un’unica soluzione.

Sia l’INPS, con circolare n. 80 del 2 maggio 2017, sia l’INAIL, con circolare n. 18 del 24 aprile 2017, hanno recepito la modifica apportata dalla manovra correttiva; pertanto, a far data dal 24 aprile 2017 (data di entrata in vigore del D.L. n. 50/2017), entrambi gli istituti, nel caso in cui i debiti contributivi iscritti a ruolo siano stati oggetto di dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, attesteranno la regolarità contributiva.

Si precisa che in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata o di una delle rate previste dal piano di rottamazione, i DURC rilasciati saranno annullati dagli enti preposti alla verifica. A tal fine, l’agente della riscossione comunica agli Enti il regolare versamento delle rate accordate.

I medesimi enti provvedono a rendere disponibile in apposita sezione del servizio “DURC on line” l’elenco dei Durc annullati per tale motivo.

 

 

IMPOSTE DIRETTE

Per la deducibilità spese costi carburante la scheda deve essere “regolare”

Corte di Cassazione, Sentenza 7 luglio 2017, n. 16809

La Quinta sezione della Corte di Cassazione Civile, con la sentenza n. 16809 del 7 luglio 2017, ha chiarito che, ai fini della deducibilità dei costi carburante, come prevede il Regolamento approvato con il D.P.R. n.444 del 1997, la relativa scheda deve:

  • contenere tutti i dati indicati nell’art. 2 del Regolamento;
  • recare la firma di convalida dell’addetto al distributore apposta all’atto di ogni rifornimento (art.3);
  • contenere l’annotazione del numero dei chilometri percorsi dal veicolo alla fine del mese o del trimestre (art. 4).

La Cassazione precisa inoltre che l’adempimento di tali prescrizioni “costituisce condizione imprescindibile sia per la deducibilità del costo ai fini della determinazione del reddito di impresa o di lavoro autonomo, sia ai fini della detraibilità dell’Iva assolta sugli acquisti di carburante; gli adempimenti prescritti non ammettono equipollenti e non possono essere sostituito dalla mera contabilizzazione delle operazioni nelle scritture contabili dell’impresa”.

 

 

VERSAMENTI

InfoCamere dà il via ai pagamenti e all’acquisto online delle marche da bollo digitali con carte di credito o debito

L’Istituto di Pagamento di InfoCamere tramite PagoPA, la piattaforma tecnologica fornita dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), ha abilitato i versamenti a favore della Pubblica Amministrazione utilizzando carte di credito o di debito. Acquistare online la marca da bollo digitale ed effettuare versamenti alla Pubblica Amministrazione ora è possibile anche senza aprire ICONTO.

Come primo Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP) abilitato al servizio @e.bollo (sviluppato dall’Agenzia Entrate con la collaborazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale), l’Istituto di Pagamento di InfoCamere consente a tutti i cittadini, con pochi click, di effettuare pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, ivi inclusa la marca da bollo digitale.

Il servizio, che consente di assolvere l’imposta in modalità telematica, è già disponibile per alcuni tra gli oltre 3.500 Comuni che si avvalgono della piattaforma SUAP delle Camere di Commercio ed è prevista l’estensione ad ulteriori 750 Comuni accreditati al servizio PagoPA.

A beneficiare dell’introduzione dei pagamenti con carte di credito/debito saranno anche i servizi gestiti dal sistema camerale italiano con il portale Impresa in un giorno (Sportello Unico per le Attività Produttive e Registro degli Operatori della Comunicazione di AGCOM) ed il portale Diritto Annuale per il versamento del diritto annuo alle Camere di Commercio.

 

 

CATASTO

Attivo il servizio per la consultazione telematica della banca dati catastale

Dal 19 luglio è attivo il servizio “Visura catastale telematica”, utile per la consultazione telematica della banca dati catastale e tramite il quale è possibile acquisire:

  • i dati identificativi e reddituali dei beni immobili (terreni e fabbricati);
  • i dati anagrafici delle persone, fisiche o giuridiche, intestatarie dei beni immobili;
  • i dati grafici dei terreni (mappa catastale).

Le visure saranno fornite su file in formato pdf.

È possibile richiedere:

  • visure attuali per soggetto, ossia limitata agli immobili su cui il soggetto cercato risulti all’attualità titolare di diritti reali (non è al momento previsto il rilascio della visura per soggetto storica);
  • visure, attuali o storiche, di un immobile (censito al catasto dei Terreni o al Catasto dei Fabbricati), impostando la ricerca attraverso gli identificativi catastali;
  • visure della mappa, di una particella censita al Catasto dei Terreni, impostando la ricerca attraverso gli identificativi catastali.

Per accedere al servizio è necessario registrarsi ai servizi finanziari online di Poste Italiane S.p.A., che consentono di effettuare il pagamento telematico del servizio.

 

 


 

APPROFONDIMENTI

 

VERSAMENTI

Le nuove scadenze per i versamenti delle imposte dopo la proroga

Il D.P.C.M. del 20 luglio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 2017, ha “ufficializzato” la proroga per i titolari di reddito d’impresa del versamento delle imposte sui redditi al 20 luglio senza maggiorazione e al 21 agosto (il 20 cade di domenica) con la maggiorazione dello 0,40%.

La proroga per il versamento senza maggiorazione è però arrivata a tempo scaduto. Quest’anno, infatti, per effetto delle modifiche apportate dal D.L. n. 193/2016, convertito con la legge 225/2016, la scadenza delle imposte sul reddito era fissata al 30 giugno 2017, con possibilità di versamento al 31 luglio maggiorando l’importo dello 0,40%.

Successivamente il MEF con il comunicato stampa n. 131 del 26 luglio 2017 ha esteso la proroga anche ai lavoratori autonomi.

Il D.P.C.M. 20 luglio 2017 citava solamente i redditi derivanti dalla dichiarazione dei redditi per il periodo 2016, ovvero IRPEF, IRES, le imposte sostitutive dei minimi e dei forfettari, mentre l’IRAP, l’IVIE e l’IVAFE, il saldo IVA 2016, i contributi INPS e il diritto annuale della camera di commercio sembravano esclusi dalla proroga.

Successivamente, con il comunicato stampa n. 131 del 26 luglio 2017, il MEF ha chiarito che, da un punto di vista oggettivo, la proroga riguarda anche i versamenti relativi al saldo per il 2016 e al primo acconto per il 2017 dell’IRAP, delle imposte sostitutive (es. contribuenti “minimi” e “forfetari”, cedolare secca), dell’IVIE e dell’IVAFE, al saldo per il 2016 e al primo acconto per il 2017 dei contributi INPS degli artigiani e commercianti, per il reddito eccedente il minimale, nonché dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata ex lege n. 335/1995, all’acconto del 20% sui redditi a tassazione separata (se non soggetti a ritenuta), al saldo per il 2016 del contributo di solidarietà del 3%, dovuto sul reddito IRPEF superiore ai 300.000 euro, al saldo IVA per il 2016, se è stato differito rispetto alla scadenza ordinaria del 16 marzo 2017, all’IVA per l’adeguamento 2016 agli studi di settore.

Da un punto di vista soggettivo, la proroga che inizialmente riguardava solo i titolari di reddito d’impresa (imprese individuali, società di persone, società di capitali) e non soggetti diversi, come i professionisti ed i lavoratori autonomi, è stata poi estesa anche ai lavoratori autonomi tramite comunicato del MEF.

Nel caso in cui si sia optato per la rateizzazione degli importi da versare, il termine di versamento del saldo o del primo acconto è differito al 20 luglio o al 21 agosto (con la maggiorazione dello 0,4%); le rate successive alla prima, per i titolari di partita IVA, scadranno invece il giorno 16 di ciascun mese. Per i contribuenti senza partita IVA, invece, scadranno alla fine di ciascun mese.

L’ultimo versamento rateale deve essere effettuato entro novembre 2017 e quindi il contribuente che vuole rateizzare i versamenti rientranti nella proroga, deve rimodulare la rateazione riducendo il numero delle rate e considerando come momento di inizio della rateazione, il termine prorogato.

Un contribuente che versa la prima rata il 21 agosto 2017, se è titolare di partita IVA, deve quindi versare la seconda rata entro il 18 settembre (poiché il giorno 16 cade di sabato), mentre se non è titolare di partita IVA la seconda rata scade il 31 agosto.

È tuttavia possibile che il contribuente, pur rientrando nell’ambito applicativo della proroga, decida di non usufruirne, eseguendo i pagamenti alle scadenze fissate per i soggetti che non sono destinatari del suddetto differimento.

 

 

 

ADEMPIMENTI, SCADENZE

La sospensione feriale dei termini

La sospensione feriale dei termini processuali sarà operata dal 1° al 31 agosto. La sospensione dei termini vale sia per il contenzioso tributario che per i termini per reclamo e mediazione, ma non opera per gli avvisi di liquidazione, per le cartelle di pagamento e per le fasi cautelari del processo.

Le scadenze tributarie sono prorogate al 20 agosto, mentre dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi i termini per la trasmissione all’Agenzia Entrate delle informazioni e dei documenti richiesti ai contribuenti dall’Agenzia.

In particolare, nell’ambito del contenzioso tributario, la sospensione feriale coinvolge tutti i termini degli adempimenti processuali: è sospeso il termine di 60 giorni per la proposizione del ricorso e, se il decorso del termine inizia durante il periodo di sospensione, l’inizio del termine è prorogato alla fine del periodo stesso; sono altresì sospesi i termini per la costituzione in giudizio del ricorrente, della parte resistente; sono sospesi i termini di impugnazione delle sentenze, i termini per il deposito di documenti, repliche e memorie.

La sospensione dei termini non si applica invece alla notifica degli avvisi di accertamento, degli avvisi di liquidazione e delle cartelle di pagamento da parte dell’Agenzia.

I versamenti tramite F24 e gli adempimenti fiscali che scadono tra il 1° e il 20 agosto possono essere adempiuti entro il termine del 20 agosto senza l’applicazione di alcuna maggiorazione (quest’anno il termine sarà il 21 agosto perché il 20 cade di domenica).

Si ricorda infine, come già sopra accennato, che il D.L. n. 193/2016 ha stabilito che “i termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle entrate o da altri enti impositori sono sospesi dal 1° agosto al 4 settembre, esclusi quelli relativi alle richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica, nonché delle procedure di rimborso ai fini dell’imposta sul valore aggiunto”.

La sospensione dovrebbe valere in ogni ipotesi di accertamento a tavolino, e quindi negli accertamenti parziali, da studi di settore, sulle percentuali di ricarico, sulle indagini finanziarie, sul redditometro e così via.

La sospensione sopra descritta è valida anche per i documenti richiesti in seguito alla liquidazione automatica e al controllo formale delle dichiarazioni, dopo l’avviso bonario. Si tratta, in sostanza, di questionari e di inviti a comparire.

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 21 agosto 2017 IRPEF e addizionali Versamento, con maggiorazione 0,40%,  dell’imposta a saldo 2016 e del primo acconto 2017 (risultante dalla dichiarazione REDDITI PF/SP 2017 per i titolari di reddito d’impresa o lavoratori autonomi) Mod. F 24
Lunedì 21 agosto 2017 IRES Versamento, con maggiorazione 0,40%,   dell’imposta a saldo 2016 e del primo acconto 2017 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2017 SOGGETTI IRES) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari) Mod. F 24
Lunedì 21 agosto 2017 IRAP Versamento, con maggiorazione 0,40%,   dell’imposta a saldo 2016 e del primo acconto 2017 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2017 per i titolari di reddito d’impresa o lavoratori autonomi) Mod. F 24
Lunedì 21 agosto 2017 Diritto camerale Versamento, con maggiorazione 0,40%,   diritto annuale 2017 Imprese, Società di capitali, Società di persone Mod. F 24 on line
Lunedì 21 agosto 2017 INPS Versamento, con maggiorazione 0,40%:

·         contributi IVS – Artigiani e Commercianti – saldo anno precedente e prima rata acconto anno corrente sul reddito eccedente il minimale;

·         Gestione Separata INPS Professionisti – saldo anno precedente e prima rata acconto previdenziale anno corrente

Artigiani e Commercianti, Professionisti iscritti alla Gestione separata Inps Mod. F 24 on line
Sabato 30 settembre 2017 (*) Voluntary disclosure-bis Termine ultimo per l’integrazione di istanze, documenti e informazioni per la procedura di collaborazione volontaria Contribuenti interessati Presentazione telematica integrazione delle istanze, documenti e informazioni
Sabato 30 settembre 2017 (*) Voluntary disclosure-bis Termine per provvedere spontaneamente al versamento delle somme dovute, a titolo di imposte per la procedura di collaborazione volontaria Contribuenti interessati
(*) Salvo proroga.

 

NEWSLETTER P.S.C. Luglio 2017:

Pubblicato il 10 luglio 2017 da - Newsletter PSC

IN BREVE
·         Pubblicati gli elenchi per identificare le società soggetti a split payment

·         L’utilizzo crediti in compensazione dopo la conversione in legge del DL 50/2017: visto di conformità e F24

·         Versamenti IVA: chiarimenti delle Entrate sulle novità introdotte dal Decreto Fiscale

·         Scadenze IMU/TASI e ravvedimento operoso

·         Diritto camerale annuale: attenzione alle richieste di pagamento non provenienti dalle Camere di Commercio

·         In arrivo altre 100mila lettere per la compliance

·         Proroga degli iper-ammortamenti fino al 31 luglio 2018

·         Startup innovative: prevista la proroga di un anno del periodo agevolativo

·         Nuovo modello RLI per i contratti di locazione

·         Approvati i criteri per l’individuazione degli elementi di incoerenza nelle Dichiarazioni 730/2017

·         La mancata presentazione F24 a zero

·         Pubblicato il nuovo Decreto Antiriciclaggio

 

APPROFONDIMENTI
·         Sanzioni TASI e IMU e ravvedimento

·         L’Agenzia Entrate preannuncia altre 100mila lettere per la compliance

 

PRINCIPALI SCADENZE

IN BREVE

IVA

Pubblicati gli elenchi per identificare le società soggetti a split payment

Comunicato Stampa 28 giugno 2017; D.M. 27 giugno 2017

Con l’art. 1 del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, il meccanismo della scissione dei pagamenti (split payment) è stato esteso, con effetti dal 1° luglio 2017, anche a:

  1. tutte le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, individuate ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196;
  2. le società controllate, ai sensi dell’art. 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (controllo di diritto), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
  3. le società controllate, ai sensi dell’art. 2359, primo comma, n. 2), del codice civile (controllo di fatto), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
  4. le società controllate, ai sensi dell’art. 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (controllo di diritto), direttamente dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni;
  5. le società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’art. 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (controllo di diritto), dalle società di cui sopra;
  6. le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

 

In questo contesto, il Dipartimento delle finanze, per assicurare una maggiore certezza giuridica agli operatori, ha svolto una ricognizione delle amministrazioni pubbliche e delle società destinatarie della disciplina sulla scissione dei pagamenti predisponendone i seguenti elenchi:

  1. elenco delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto consolidato;
  2. elenco delle società controllate di diritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri e delle società controllate da queste ultime;
  3. elenco delle società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri e delle società controllate da queste ultime;
  4. elenco delle società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni e delle società controllate da queste ultime;
  5. elenco delle società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

I soggetti interessati possono segnalare eventuali mancate o errate inclusioni negli elenchi entro il 6 luglio 2017.

 

Con il D.M. 27 giugno 2017, pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze e ora in Gazzetta Ufficiale, sono state disciplinate le modalità attuative della nuova normativa.

 

IVA

L’utilizzo dei crediti in compensazione dopo la conversione in legge del D.L. n. 50/2017: visto di conformità e F24

D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni in legge 21 giugno 2017, n. 96

Con la definitiva conversione in legge del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, sono stati confermati, e in alcuni casi aumentati, i vincoli in materia di compensazione dei crediti fiscali.

In particolare, è stata confermata la riduzione da 15.000 a 5.000 euro del limite oltre il quale per utilizzare in compensazione orizzontale i crediti erariali è obbligatoria l’apposizione del visto di conformità.

La novità riguarda i crediti relativi:

  • alle imposte dirette sui redditi (IRPEF e IRES) e alle relative addizionali;
  • alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito;
  • all’IRAP;
  • alle ritenute alla fonte;
  • al credito IVA annuale.

Per le start up innovative la soglia è stata, invece, mantenuta a 50.000 euro in relazione ai crediti IVA annuali, per il periodo di iscrizione nella sezione speciale del Registro Imprese.

In sede di conversione del Decreto sono state inoltre introdotte novità in tema di crediti IVA trimestrali: la compensazione orizzontale dei crediti IVA infrannuali, a seguito della presentazione del Modello IVA TR, per importi superiori a 5.000 euro, necessiterà anch’essa del visto di conformità.

È stato altresì modificato il momento da cui è possibile fruire del credito IVA; la compensazione può essere effettuata a partire dal 10° giorno successivo a quello di presentazione della Dichiarazione IVA annuale o del Modello IVA TR; precedentemente il termine era fissato al 16° giorno del mese successivo a quello di presentazione dei modelli.

Ricordiamo che in alternativa all’apposizione del visto di conformità rimane valida la possibilità per i soggetti sottoposti alla revisione legale dei conti, ex art. 2409-bis c.c., di avvalersi della sottoscrizione dei soggetti che effettuano il controllo contabile.

In caso di violazione dei nuovi obblighi in materia di compensazione l’Agenzia Entrate procederà al recupero dei crediti utilizzati in violazione delle nuove modalità, dei relativi interessi e l’irrogazione delle sanzioni.

 

 

IVA

Versamenti IVA: chiarimenti delle Entrate sulle novità introdotte dal Decreto Fiscale

Agenzia Entrate, Risoluzione 20 giugno 2017, n. 73/E

Con la Risoluzione n. 73/E del 20 giugno 2017 l’Agenzia Entrate ha fornito chiarimenti in materia di IVA, in merito, nello specifico:

  • ai soggetti che hanno la possibilità di far slittare il pagamento del saldo IVA al 30 giugno;
  • alla rateazione del debito IVA in caso di versamento differito;
  • alla compensazione con i crediti delle imposte dirette.

 

Relativamente al differimento del pagamento del saldo IVA viene confermato che il pagamento può essere differito al 30 giugno anche per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare.

È stata anche confermata la possibilità di compensare il debito IVA con i crediti delle imposte dirette che emergono dalla dichiarazione annuale dei redditi e di applicare la maggiorazione dello 0,40% soltanto alla parte del debito non compensata.

La legge di conversione della Manovra correttiva (legge n. 96/2017) ha previsto anche che i contribuenti possano utilizzare in compensazione i crediti IVA annuali e infrannuali a partire dal 10° giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza e, quindi, non sarà più necessario attendere il 16 del mese successivo all’invio.

 

 

TRIBUTI LOCALI

Scadenze IMU/TASI e ravvedimento operoso

Il 16 giugno 2017 è scaduto il termine per il versamento della prima rata di IMU e TASI. È però ancora possibile effettuare il versamento mediante ravvedimento operoso.

In particolare, per quanto riguarda il ravvedimento operoso IMU/TASI (e TARI), il D.Lgs. n. 158/2015 prevede, all’art. 15, comma 1, lettera o), la riscrittura dell’art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997 che stabilisce la sanzione da applicare per omessi o parziali versamenti in misura pari al 30%, con riduzione a metà per versamenti effettuati nei primi 90 giorni dopo la scadenza.

 

Vedi l’Approfondimento

 

 

SOCIETÀ

Diritto camerale annuale: attenzione alle richieste di pagamento non provenienti dalle Camere di Commercio

D.M. 22 maggio 2017

Anche quest’anno, purtroppo, sono state segnalate diverse lettere pervenute alle imprese iscritte alla CCIAA da fantomatici “enti camerali” o “registri telematici”; nelle lettere viene richiesto il pagamento di un bollettino di conto corrente postale che, in realtà, non si riferisce ad un tributo obbligatorio, bensì ad una semplice iscrizione in elenchi o annuari economici con eventuale invio di pubblicazioni.

Si ribadisce che il versamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio deve essere effettuato esclusivamente con modello F24 telematico.

Si ricorda, inoltre, che la scadenza per il pagamento del Diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio è il 30 giugno, termine per il pagamento del saldo e primo acconto sui redditi, o il 31 luglio, con l’applicazione della maggiorazione dello 0,40%.

Le misure del Diritto Camerale, a decorrere dal 2017, coincidono con quelle stabilite dal D.M. 21 aprile 2011 ridotte del 50%.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con D.M. 22 maggio 2017, ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha però autorizzato l’aumento della misura del Diritto annuale del 20% per il triennio 2017-2019. Le Camere di Commercio che hanno usufruito di tale aumento sono in tutto 79.

 

 

ACCERTAMENTO

In arrivo altre 100mila lettere per la compliance

Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa 5 giugno 2017

L’Agenzia Entrate ha preannunciato l’invio di 100mila lettere ad altrettanti contribuenti in relazione a redditi 2013 che risultano non dichiarati, in tutto o in parte.

Le lettere viaggeranno per posta elettronica certificata o per posta ordinaria nei casi di indirizzo Pec non attivo o non registrato nell’Ini-Pec.

Vedi l’Approfondimento

 

 

AGEVOLAZIONI

Proroga degli iper-ammortamenti fino al 31 luglio 2018

D.L. 20 giugno 2017, n. 91

Il D.L. 20 giugno 2017, n. 91, il cosiddetto “Decreto Sud”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 20 giugno 2017, ha prorogato di un mese l’agevolazione degli iper-ammortamenti, al fine di servirsi della maggiorazione del 150% del costo di acquisto per i beni altamente tecnologici, elencati nell’allegato A alla legge n. 232/2016.

La maggiorazione riguarda gli investimenti effettuati al 31 dicembre 2017, ovvero al 30 giugno 2018, se entro il 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia stato effettuato il pagamento per almeno il 20% del costo di acquisizione.

Ora l’agevolazione si applica agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2017, ovvero entro il 31 luglio 2018, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Si ricorda che per i beni realizzati mediante contratti di appalto il relativo contratto deve risultare sottoscritto da entrambe le parti e deve essere effettuato il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo complessivo previsto nel contratto. In tal caso l’agevolazione spetterà anche per i contratti di appalto per i quali il momento di effettuazione dell’investimento (data di ultimazione della prestazione o, in caso di SAL, data in cui l’opera o la porzione d’opera risulta verificata e accettata dal committente) si sia verificato oltre il 31 dicembre 2017 ed entro il 31 luglio 2018.

 

 

AGEVOLAZIONI

Startup innovative: prevista la proroga di un anno del periodo agevolativo

D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni in legge 21 giugno 2017, n. 96

La legge 21 giugno 2017, n. 96, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23 giugno 2017, di conversione con modificazioni del D.L. 24 aprile 2017, n. 50 (cosiddetta “Manovra correttiva 2017”), ha previsto che il regime agevolativo di cui godono le Start-up innovative si applichi per cinque anni e non più per quattro anni.

La modifica, introdotta nel corso dell’iter di conversione della Manovra correttiva 2017, elimina lo sfasamento temporale esistente tra la durata massima della qualifica di Start up innovativa (5 anni) e la durata massima dell’intero pacchetto di agevolazioni previsto a favore di tale società (4 anni), che aveva generato alcuni dubbi circa la corretta applicabilità del limite temporale del regime agevolato.

Dopo oltre 2 anni, la durata del regime agevolato previsto dall’art. 31, comma 4, del D.L. n. 179/2012 viene adeguata alla durata dello status di Startup innovativa come allungata dal D.L. n. 3/2015 (c.d. “Decreto Investment Compact”).

 

 

IMMOBILI

Nuovo modello RLI per i contratti di locazione

Provvedimento 15 giugno 2017, n. 112605

L’Agenzia Entrate, con Provvedimento n. 112605 del 15 giugno 2017, ha approvato il modello per la richiesta di registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili (modello RLI) e per gli adempimenti successivi. Sono inoltre state approvate le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

Il modello RLI è utilizzato per richiedere la registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili ed eventuali proroghe, cessioni, subentro e risoluzioni con il calcolo delle relative imposte e di eventuali interessi e sanzioni, nonché per l’esercizio dell’opzione o della revoca della cedolare secca.

Il nuovo modello sostituisce il precedente, approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio 2014, n. 2970, a decorrere dal 19 settembre 2017.

Fino a tale data, pertanto, dovrà essere utilizzato il modello attualmente in uso.

 

 

 

DICHIARAZIONI

Approvati i criteri per l’individuazione degli elementi di incoerenza nelle Dichiarazioni 730/2017

Provvedimento 9 giugno 2017, n. 108815

Con il Provvedimento 9 giugno 2017, n. 108815 sono stati approvati i criteri per l’individuazione degli elementi di incoerenza delle dichiarazioni dei redditi modello 730/2017, con esito a rimborso, che l’Agenzia delle Entrate utilizzerà per i controlli preventivi delle suddette dichiarazioni, presentate dai contribuenti direttamente o tramite il sostituto d’imposta e con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata.

Gli elementi di incoerenza che faranno partire i controlli saranno individuati nello scostamento per importi significativi dei dati risultanti nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche, nelle dichiarazioni dell’anno precedente, o nella presenza di altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle certificazioni uniche, nelle situazioni di rischio individuate in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti.

Stessi criteri di incoerenza saranno applicati, in cooperazione con l’Inps, alle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti con il modello 730 ai Centri di assistenza fiscale (CAF) e ai professionisti abilitati.

 

 

RISCOSSIONE E VERSAMENTI

La mancata presentazione del modello F24 a zero

Si ricorda che con riferimento all’omessa presentazione del modello di versamento F24 con saldo zero (per effetto di compensazioni), si applica la sanzione di 100 euro, ridotta a 50 euro se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi (art. 15, comma 2-bis, D.Lgs. n. 471/1997).

È possibile regolarizzare la violazione mediante il ravvedimento operoso (ex art. 13, D.Lgs. n. 472/1997), presentando il modello F24 a zero e versando la sanzione in misura ridotta. In particolare (come ribadito dalla Risoluzione n. 36/E del 20 marzo 2017) se la delega di pagamento a saldo zero viene presentata con un ritardo non superiore a cinque giorni lavorativi, ai fini del ravvedimento è dovuta una sanzione ridotta pari a 5,56 euro, corrispondente a 1/9 di 50 euro.

 

 

ANTIRICICLAGGIO

Pubblicato il nuovo Decreto Antiriciclaggio

D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2017 il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, recante “Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo”.

Il D.Lgs. n. 90/2017 si compone di 10 articoli e interviene in materia di antiriciclaggio, in particolar modo in tema di analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, verifica della clientela, esecuzione degli obblighi da parte di terzi, obblighi di segnalazione, di astensione e di comunicazione, disposizioni specifiche per i soggetti convenzionati e gli agenti di prestatori di servizi di pagamento e istituti di moneta elettronica, whistleblowing, limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore e di prestatori di servizio di gioco.

Il Decreto, che detta disposizioni più severe in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento delle attività terroristiche, recepisce la direttiva UE 2015/849 (IV direttiva antiriciclaggio), che ha introdotto disposizioni volte ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo.

I destinatari della normativa antiriciclaggio sono le persone fisiche e giuridiche che operano in campo finanziario e i professionisti tenuti all’osservanza di specifici obblighi di verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo all’unità di informazione finanziaria (UIF) che provvede alla relativa analisi.

 

APPROFONDIMENTI

TRIBUTI LOCALI

Sanzioni TASI e IMU e ravvedimento

In caso di omesso o insufficiente versamento della TASI o dell’IMU si applica l’art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997 che prevede per chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione, una sanzione amministrativa pari al 30% di ogni importo non versato.

Con il D.Lgs. n. 158/2015, è stato riformato il sistema sanzionatorio penale e amministrativo con decorrenza dal 1° gennaio 2017, anticipato al 1°gennaio 2016 dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) al comma 133.

Per quanto riguarda il ravvedimento operoso IMU/TASI (e TARI) il D.Lgs. n. 158/2015 prevede all’art. 15, comma 1, lettera o), la riscrittura dell’art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997 che stabilisce la sanzione da applicare per omessi o parziali versamenti in misura pari al 30%, con riduzione a metà per versamenti effettuati nei primi 90 giorni dopo la scadenza.

In caso di accertamento notificato al contribuente, le sanzioni sono ridotte ad un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi.

In ogni caso, anche per la TASI e l’IMU è ammesso il ravvedimento operoso:

  • entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine originario con sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo: dallo 0,1% per un giorno di ritardo fino al 1,40% per 14 giorni;
  • decorsi i 14 giorni, resterà la possibilità di sanare il versamento entro il trentesimo giorno dalla scadenza originaria con la sanzione ridotta al 1,5%;
  • decorsi i 30 giorni e fino al novantesimo giorno dalla scadenza originaria con la sanzione ridotta al 1,67%;
  • decorsi i 90 giorni, resterà la possibilità di sanare il versamento entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione o, in mancanza di dichiarazione, entro un anno dalla scadenza del versamento originario, con la sanzione ridotta al 3,75% (un ottavo del 30%).

Quindi per la scadenza dell’acconto (16 giugno) è possibile usufruire del ravvedimento operoso fino al 30 giugno dell’anno successivo mentre per il saldo è possibile usufruire del ravvedimento fino al 16 dicembre dell’anno successivo.

Alcuni Comuni per regolamento permettono comunque il ravvedimento entro il 31 Dicembre dell’anno successivo alla scadenza.

Dopo il termine previsto dal ravvedimento operoso si applica la sanzione del 30% dell’imposta e il contribuente non può più utilizzare il ravvedimento operoso. In tal caso, per regolarizzare la propria situazione è necessario rivolgersi all’Ufficio Tributi del proprio Comune.

 

ATTENZIONE: il cosiddetto “ravvedimento lunghissimo”, che prevede la possibilità di ulteriore ravvedimento fino a 2 e 5 anni, si applica solo per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate e non per i tributi locali come IMU e TASI.

 

Dal 1° gennaio 2017 il tasso di interesse legale per la determinazione degli interessi dovuti in caso di ravvedimento operoso è pari allo 0,1% annuo.

A decorrere dall’anno 2014 deve essere presentata anche la Dichiarazione TASI, anch’essa al Comune in cui sono ubicati gli immobili. Il Dipartimento delle Finanze, con la circolare 3 giugno 2015, n. 2, ha però precisato che non è necessaria la predisposizione di uno specifico modello di dichiarazione per la tassa sui servizi indivisibili (TASI), ma è possibile utilizzare la dichiarazione IMU anche per assolvere gli adempimenti dichiarativi TASI.

Con riferimento alla Dichiarazione IMU/TASI è sanzionata:

  • la mancata presentazione della dichiarazione IMU entro i termini ordinari, regolarizzata entro i seguenti 90 giorni (dichiarazione “tardiva”);
  • la presentazione di una dichiarazione IMU infedele, ovvero contenente dati non reali o errori che possono anche incidere sulla determinazione del tributo;
  • la mancata esibizione o trasmissione agli organi accertatori di atti e documenti utili ai fini dell’attività di accertamento.

 

L’omessa presentazione della dichiarazione IMU è punita con la sanzione percentuale che va dal 100 al 200% del tributo dovuto, con un minimo di euro 51,00 (art. 14, comma 1, del D.Lgs. n. 504/1992).

 

La presentazione di una Dichiarazione IMU infedele, contenente dati non corrispondenti a quelli reali, è sanzionata:

  • con una sanzione amministrativa in percentuale, compresa tra il 50 ed il 100% della maggiore imposta dovuta (art. 14, comma 2, del D.Lgs. n. 504/1992) se l’errore incide sulla determinazione dell’imposta;
  • con una sanzione fissa, compresa tra euro 51,00 ed euro 258,00 (art. 14, comma 3, del D.Lgs. n. 504/1992) negli altri casi.

Anche in questi casi è possibile attivarsi beneficiando delle riduzioni di sanzione previste dal ravvedimento operoso.

 

 

ACCERTAMENTO

L’Agenzia Entrate preannuncia altre 100mila lettere per la compliance

Agenzia Entrate ha preannunciato l’invio di 100mila lettere ad altrettanti contribuenti in relazione a redditi 2013 che le risultano non dichiarati, in tutto o in parte. Le lettere viaggeranno per posta elettronica certificata o per posta ordinaria nei casi di indirizzo Pec non attivo o non registrato nell’Ini-Pec.

Anche in questa occasione le lettere per la compliance non sono avvisi di accertamento, ma semplici comunicazioni con le quali l’Agenzia Entrate informa che, dall’incrocio delle informazioni presenti nelle proprie banche dati, risultano delle somme non dichiarate, in tutto o in parte.

In particolare, le lettere saranno indirizzate a contribuenti persone fisiche e originate da anomalie relative a:

  • redditi dei fabbricati, derivanti dalla locazione di immobili, imponibili a tassazione ordinaria o soggetti a cedolare secca;
  • redditi di lavoro dipendente e assimilati, compresi gli assegni periodici corrisposti dal coniuge o ex coniuge;
  • redditi prodotti in forma associata derivanti dalla partecipazione in società di persone o in associazioni tra artisti e professionisti e redditi derivanti dalla partecipazione in società a responsabilità limitata in trasparenza;
  • redditi di capitale derivanti dalla partecipazione qualificata in società di capitali;
  • redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e professionale;
  • alcuni tipi di redditi diversi e redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e non professionale;
  • redditi d’impresa con riferimento alle rate annuali delle plusvalenze/sopravvenienze attive.

 

Le lettere di compliance conterranno:

  • l’identificativo della comunicazione;
  • i dati presenti in Anagrafe tributaria riguardanti i contratti di locazione registrati, i redditi corrisposti per le diverse categorie reddituali, i soggetti che si sono avvalsi della facoltà di rateizzare la plusvalenza/sopravvenienza maturata;
  • gli estremi del modello di dichiarazione presentato, in cui non risultano dichiarati in tutto o in parte i redditi percepiti ovvero l’importo della rata annuale di plusvalenze/sopravvenienze;
  • il reddito e/o la rata annuale parzialmente o totalmente omessi.

 

I destinatari delle lettere potranno giustificare l’anomalia riscontrata o, qualora riconoscessero l’errore segnalato, presentare una dichiarazione integrativa beneficiando delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso.

 

Con questa nuova tornata di comunicazioni, sono previste novità sul fronte dell’assistenza: i destinatari di queste lettere, troveranno nel proprio “cassetto fiscale” la dichiarazione 2014 (con i redditi 2013), pronta da integrare sulla base di un prospetto precompilato (disponibile solo per alcuni tipi di reddito) o del prospetto di dettaglio. Potranno quindi effettuare le correzioni in modalità assistita, inviare l’integrativa e stampare l’F24 per versare gli importi dovuti.

Nei casi in cui l’anomalia riscontrata riguardasse redditi di lavoro dipendente e assegni periodici (quadro RC), redditi di partecipazione (se non è stato compilato il quadro RH) e altri redditi (se nel quadro RL del modello Unico Persone fisiche o nel quadro D del modello 730 non sono stati dichiarati redditi di capitale), sarà disponibile on line anche il prospetto precompilato del quadro da rettificare o integrare.

I destinatari di queste comunicazioni potranno in ogni caso continuare a rivolgersi alla Direzione Provinciale di competenza o a uno degli uffici territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia Entrate oppure chiedere chiarimenti a uno dei Centri di assistenza multicanale (Cam) dell’Agenzia, che rispondono ai numeri 848.800.444 da telefono fisso e 06.96668907 da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal gestore), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore – comunicazione direzione centrale accertamento”.

PRINCIPALI SCADENZE

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Venerdì 7 luglio 2017 Dichiarazione 730/2017 Presentazione (ove previsto) della Dichiarazione 730/2017 da parte del sostituto di imposta, CAF o professionista abilitato Lavoratori dipendenti e pensionati / sostituto d’imposta, professionista abilitato, CAF. Telematica
Lunedì 24 luglio 2017 Dichiarazione precompilata 730/2017 Presentazione (ove previsto) della Dichiarazione precompilata 730/2017 da parte diretta del contribuente. Lavoratori dipendenti e pensionati Telematica
Lunedì 31 luglio 2017 IRPEF e addizionali Versamento con maggiorazione dello 0,4% dell’imposta a saldo 2016 e del primo acconto 2017 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2017 PERSONE FISICHE/SOCIETÀ DI PERSONE e dalla dichiarazione Mod. 730 relativo a soggetti privi di sostituto d’imposta). Persone fisiche, società semplici, società di persone e soggetti equiparati. Mod. F 24
Lunedì 31 luglio 2017 IRES Versamento con maggiorazione dello 0,4% dell’imposta a saldo 2016 e del primo acconto 2017 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2017 SOGGETTI IRES) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari) Soggetti IRES Mod. F 24
Lunedì 31 luglio 2017 IRAP Versamento con maggiorazione dello 0,4% dell’imposta a saldo 2016 e del primo acconto 2017 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2017). Persone fisiche, società semplici, società di persone e soggetti equiparati Mod. F 24
Lunedì 31 luglio 2017 Diritto camerale Versamento con maggiorazione dello 0,4% del diritto annuale 2017 Soggetti (imprese e società) iscritti o annotati nel registro imprese e che esercitano attività economiche Mod. F 24 on line
Lunedì 31 luglio 2017 Modello 770/2017 Presentazione del Modello 770/2017da parte dei sostituti d’imposta per le ritenute operate Sostituti d’imposta Telematica

NEWSLETTER P.S.C. Maggio 2017:

Pubblicato il 4 maggio 2017 da - Newsletter PSC

IN BREVE
·         Le novità della Manovra correttiva 2017

·         La cedolare secca sulle locazioni “brevi”

·         Termini abbreviati per la detrazione dell’IVA

·         La Comunicazione trimestrale delle liquidazioni IVA

·         Spesometro e ravvedimento operoso

·         Comunicazioni Intrastat e ravvedimento operoso

·         La riduzione del limite per la compensazione di imposte dirette e IRAP a 5.000 euro

·         Regime di cassa per le società in contabilità semplificata: le registrazioni

·         Soglia dei 500 euro per le ritenute applicate dai condomini

·         Aggiornati i coefficienti per i fabbricati “D” delle imprese per IMU e TASI

·         La detraibilità delle spese di istruzione non universitarie

 

APPROFONDIMENTI
·         Split Payment allargato dal 1° luglio 2017

·         Adempimenti Intrastat, sanzioni e ravvedimento operoso

·         La definizione agevolata delle controversie tributarie (rottamazione liti fiscali)

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

 

MANOVRA CORRETTIVA

Le novità della Manovra correttiva 2017

D.L. 24 aprile 2017, n. 50

Il D.L. n. 50 del 24 aprile 2017 (la cosiddetta “Manovrina”) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 e sono così entrate in vigore le misure approvate dal Consiglio dei Ministri in data 11 aprile 2017.

Le principali misure contenute nella manovra sono le seguenti:

  • Estensione del meccanismo dello Split Payment (scissione dei pagamenti), anche per le prestazioni di lavoro autonomo, alle operazioni effettuate nei confronti di:
    •  società controllate direttamente della Presidenza del consiglio dei Ministri e dei Ministeri;
    • di società controllate direttamente da regioni, provincie, città metropolitane, comuni o unioni di comuni;
    • di società controllate direttamente o indirettamente dalle società di cui sopra;
    • di società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana.

La norma si applica dalle operazioni per le quali la fatturazione avviene a partire dal 1° luglio 2017.
Lo Split Payment è un diverso meccanismo di riscossione dell’imposta da parte dell’erario che implica la necessità di modificare le modalità di emissione delle fatture e della liquidazione dell’IVA. L’IVA sarà sempre esposta in fattura dal cedente/prestatore, ma non verrà da questi incassata e non genererà imposta da versare all’Erario.

Vedi l’Approfondimento

 

  • Rottamazione delle liti pendenti. Le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia Entrate, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, possono essere definite col pagamento di tutti gli importi indicati nell’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo. Possono essere definite le controversie con costituzione in giudizio in primo grado del ricorrente avvenuta entro il 31 dicembre 2016 per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva. Analogamente a quanto avvenuto con la “rottamazione dei ruoli”, la definizione prevede lo stralcio di sanzioni e interessi di mora.
    La domanda deve essere presentata entro il 30 settembre 2017.

Vedi l’Approfondimento

 

  • Locazioni “brevi” con cedolare secca, dal 1° giugno 2017 sarà possibile tassare a cedolare secca, con l’aliquota del 21%, i redditi derivanti dai contratti di locazioni a breve. (Vedi Notizia)
  • Termini abbreviati per la detrazione dell’IVA, nel limite massimo del termine per la presentazione della Dichiarazione IVA relativa all’anno in cui è sorto il diritto all’esigibilità.
    Riduzione del limite per la compensazione di imposte dirette e IRAP. La compensazione orizzontale deve essere accompagnata dal visto di conformità per importi a partire da 5.000 euro (il limite era prima fissato in 15.000 euro). Anche per l’IVA il limite è stato portato a 5.000 euro.
  • Reclamo e mediazione. Il limite fino al quale è obbligatorio l’istituto del reclamo/mediazione è stato innalzato da 20.000 a 50.000 euro. Il nuovo limite si applica agli atti impugnabili notificati a partire dal 1° gennaio 2018.
  • Riduzione dell’agevolazione ACE, prevedendo che per la base di calcolo occorre prendere a riferimento, non più gli incrementi netti del patrimonio rispetto a quelli esistenti al 31 dicembre 2010, ma gli incrementi netti rispetto alla dotazione esistente alla chiusura del quinto esercizio precedente. La modifica andrà considerata anche ai fini del calcolo degli acconti IRES dovuti per il 2017.
  • Trattamento fiscale degli utili maturati in vigenza dell’opzione IRI in sede di uscita dal regime. In caso di fuoriuscita dal regime opzionale IRI, anche per cessazione dell’attività, le somme prelevate a carico delle riserve di utili formate nei periodi di imposta di applicazione del regime, nei limiti in cui le stesse sono state assoggettate a tassazione separata, concorrono a formare il reddito complessivo dell’imprenditore, dei collaboratori e dei soci. A questi soggetti, al fine di evitare la doppia imposizione degli utili, è riconosciuto un credito d’imposta pari all’imposta.

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

IMMOBILI

La cedolare secca sulle locazioni “brevi”

D.L. 24 aprile 2017, n. 50

Il Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017 (la cosiddetta “Manovrina”) ha stabilito che dal 1° giugno 2017 sarà possibile tassare a cedolare secca, con l’aliquota del 21%, i redditi derivanti dai contratti di locazioni a breve. Per locazione “breve” si intendono i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite agenzie immobiliari, che prevedono eventualmente anche la fornitura del cambio della biancheria e la pulizia dei locali.

Poiché la norma fa riferimento alla data di stipula del contratto e non alla sua decorrenza, le nuove regole dovranno applicarsi a tutti gli accordi sottoscritti a partire dal 1° giugno 2017, indipendentemente dal prodursi degli effetti.

La norma impone ai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche tramite portali online (è il caso del portale Airbnb), di trasmettere i dati relativi alle locazioni brevi concluse per mezzo del loro intervento. Questi intermediari sono quindi tenuti a operare, quali sostituti d’imposta, la ritenuta pari al 21% sull’ammontare dei canoni e corrispettivi all’atto dell’accredito, versarla ed effettuare la certificazione.

L’omessa o incompleta comunicazione è punita con una sanzione da 250 a 2.000 euro, ridotta alla metà se la trasmissione avviene entro i 15 giorni successivi alla scadenza o se vengono corretti i dati inviati entro i termini.

Si ricorda che l’applicazione della cedolare secca avviene solo tramite opzione e che può applicarsi anche ai corrispettivi lordi derivanti dai contratti di sublocazione ed ai contratti aventi ad oggetto il godimento dell’immobile a favore di terzi.

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

IVA

Termini abbreviati per la detrazione dell’IVA

D.L. 24 aprile 2017, n. 50

Il Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017 ha stabilito che il diritto alla detrazione dell’IVA può essere esercitato al più tardi con la Dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto. In precedenza il termine si estendeva fino alla Dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello di costituzione del diritto.

Dal 24 aprile 2017 il diritto alla detrazione dell’IVA potrà essere esercitato quindi fino al momento di invio del modello relativo “all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto”, quindi, per il 2017 fino a 4 mesi dopo il 31 dicembre dell’anno dell’esigibilità (30 aprile 2018).

Il Decreto Legge non contiene, ad oggi, alcuna disciplina transitoria per gli anni passati: conseguentemente, dal 24 aprile 2017 non dovrebbe essere più possibile detrarre l’IVA delle fatture datate 2015 o 2016 salvo modifiche, in sede di conversione del D.L. in esame, che prevedano una disposizione transitoria ovvero una tempistica più ampia per la detrazione IVA.

La restrizione del termine entro cui è possibile detrarre l’IVA è stata stabilita in relazione alla lotta all’evasione nel settore IVA, perseguita anche tramite l’istituzione delle nuove comunicazioni IVA periodiche introdotte dal D.L. n. 193/2016. L’incrocio automatizzato dei dati di cessioni e acquisti trasmessi dal contribuente potrebbe risultare infatti inefficace a causa della discrasia presente, prima dell’entrata in vigore del D.L. n. 50/2017, nei termini di registrazione e quindi di comunicazione delle fatture da parte dei fornitori e da parte dei clienti.

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

 

IVA

La Comunicazione trimestrale delle liquidazioni IVA

L’art. 4, comma 2, del Decreto Fiscale n. 193/2016, collegato alla Legge di Bilancio 2017, ha introdotto, a partire dal periodo d’imposta 2017, l’obbligo di comunicare trimestralmente i dati delle liquidazioni IVA periodiche (sia nel caso in cui l’imposta sia liquidata mensilmente che trimestralmente).

Sono obbligati alla Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute tutti i soggetti passivi IVA, ossia tutti gli operatori economici esercenti attività di impresa, arte o professione ai sensi degli artt. 4 e 5 del D.P.R. n. 633/1972. Sono invece esonerati i soggetti che non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione IVA annuale e all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, sempre che durante l’anno non vengano meno le condizioni di esonero.

Tra i soggetti esonerati ricordiamo:

  • i soggetti passivi IVA che per l’anno d’imposta hanno registrato esclusivamente operazioni esenti ai fini IVA;
  • i soggetti passivi IVA che si avvalgono del regime forfetario ex lege n. 190/2014 o del regime vantaggio di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011 (i cosiddetti “forfettari” e “minimi”);
  • gli enti (es. associazioni sportive) che operano in regime ex lege n. 398/1991;
  • i produttori agricoli in regime di esonero ex art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972.

La Comunicazione deve essere effettuata anche se rileva un’imposta a credito.

 

L’invio della Comunicazione trimestrale deve avvenire entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre:

  • per il I trimestre 2017 il termine è fissato nel 31 maggio 2017;
  • per il II trimestre 2017 il termine è fissato nel 18 settembre 2017 (a seguito della sospensione estiva dei termini);
  • per il III trimestre 2017 il termine è fissato nel 30 novembre 2017;
  • per il IV trimestre 2017 il termine è fissato nel 28 febbraio 2018.

Qualora entro la scadenza vengano presentate più comunicazioni, l’ultima sostituisce le precedenti.

L’omessa, incompleta o infedele Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da 500 euro a 2.000 euro. La sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Si considerano tempestive le Comunicazioni trasmesse entro i termini prescritti, ma scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i cinque giorni successivi alla data contenuta nella Comunicazione dell’Agenzia Entrate che attesta il motivo dello scarto.

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

IVA

Spesometro e ravvedimento operoso

È scaduto da poco il termine per la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA relative al 2016 (c.d. spesometro). Per i contribuenti a liquidazione IVA mensile la scadenza era il 10 aprile, mentre per quelli a liquidazione era il 20 aprile.

In caso di spesometro non trasmesso, ovvero trasmesso in ritardo o contenente dati incompleti o non veritieri, si applica la sanzione amministrativa prevista dall’art. 11, comma 1, lettera a), D.Lgs. n. 471/1997, che, tenendo conto delle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 158/2015 al regime sanzionatorio (in vigore dal 1/1/2016), va da 250 euro a 2.000 euro.

Tuttavia per rimediare agli errori o omissioni è possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso, previsto dall’art. 13 del DLgs.472/97.

In tal caso si può beneficiare di sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie, e più precisamente:

  • 1/9 del minimo se la presentazione avviene entro 90 giorni dalla scadenza;
  • 1/8 del minimo se la presentazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione;
  • 1/7 del minimo se la presentazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione;
  • 1/6 del minimo se la presentazione avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione;
  • 1/5 del minimo se la presentazione avviene a seguito di processo verbale di constatazione della violazione e prima che sia notificato il susseguente atto dall’Ufficio.

Non si ritiene applicabile la disposizione di cui all’art. 13, comma 1, lett. c), del D.Lgs. n. 472/1997 (riduzione a 1/10) poiché espressamente riferito a dichiarazioni.

La sanzione deve essere versata attraverso il modello F24, indicando il codice tributo 8911.
Il provvedimento attuativo del 2 agosto 2013 n. 94908 non prevede più la possibilità di trasmettere, senza l’applicazione di sanzioni, una comunicazione sostitutiva entro 30 giorni dalla scadenza del termine. Tale regolarizzazione era invece espressamente prevista dal primo provvedimento attuativo dello spesometro (n. 184182/2010).

Con il comunicato stampa del 24 marzo 2017 l’Agenzia Entrate ha preannunciato l’invio (tramite PEC) di 28.440 comunicazioni e inviti preventivi proprio per segnalare discordanze e incongruenze emerse grazie all’incrocio dei dati da spesometro con quelli riportati in dichiarazione dai contribuenti per il periodo d’imposta 2014.

Il contribuente potrà rimediare ad eventuali errori avvalendosi del ravvedimento (art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997), anche nel caso in cui la violazione sia già stata constatata o siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche.

Per le imprese e i professionisti che non daranno seguito all’invito contenuto in queste lettere sulle operazioni IVA 2014, i controlli partiranno nell’ultimo trimestre del 2017.

Come indicato nelle comunicazioni inviate a dicembre 2016, a partire dal mese di aprile inizieranno invece i controlli per coloro che non hanno dato seguito agli inviti dell’Agenzia che segnalavano le anomalie emerse dallo Spesometro 2013.

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

IVA

Comunicazioni Intrastat e ravvedimento operoso

È scaduto il 26 aprile il termine per la presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat riferiti al primo trimestre o al mese di marzo 2017 ed assume particolare importanza cercare di chiarire il quadro normativo dal punto di vista degli adempimenti e delle sanzioni applicabili nel caso di violazione degli obblighi.

Originariamente, l’art. 4 del D.L. n. 193/2016, collegato alla Legge di Bilancio 2017, aveva previsto la soppressione, a partire dal 1° gennaio 2017, dell’obbligo di presentazione degli Intrastat relativi agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti IVA comunitari.
Successivamente, tramite l’art. 13, comma 4 ter, del D.L. n. 244/2016, convertito in legge (Decreto Milleproroghe), il quadro normativo è stato nuovamente modificato, ripristinando l’obbligo delle comunicazioni Intrastat fino al 31 dicembre 2017 ed annullando quanto previsto dal D.L. n. 193/2016.

Vedi l’Approfondimento

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

RISCOSSIONE E VERSAMENTI

La riduzione del limite per la compensazione di imposte dirette e IRAP a 5.000 euro

D.L. 24 aprile 2017, n. 50

Il Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017 (la cosiddetta “Manovrina”) ha stabilito che in materia di compensazioni, la soglia per l’apposizione del visto di conformità (o la firma del Collegio sindacale) si abbassa da 15.000 a 5.000 euro.

Nel caso in cui si utilizzino in compensazione dei crediti in violazione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità o della sottoscrizione della Dichiarazione, o nel caso in cui si utilizzino crediti con visto di conformità o sottoscrizione apposti da soggetti non abilitati, l’Amministrazione procederà a recuperare i crediti utilizzati e ad irrogare sanzioni ed interessi.

Non sono previste novità sul modello IVA TR in caso di utilizzo del credito IVA trimestrale in compensazione orizzontale, per il quale non vi è obbligo di apporre il visto di conformità; va invece apposto in caso di rimborsi superiori a 30.000 euro.

È stato altresì introdotto l’obbligo di utilizzare i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia Entrate per i soggetti IVA che vogliono compensare il credito IVA annuale o di periodi inferiori (precedentemente vi era il limite di esenzione fino a 5.000 euro) o i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all’IRAP e ai crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della Dichiarazione dei redditi.

Il Decreto Legge non contiene specifiche disposizioni sulla decorrenza della norma, pertanto si ritiene entrata in vigore da subito.

Si ricorda che non è possibile utilizzare la compensazione in caso di iscrizione a ruolo di importi a seguito di mancato pagamento delle somme dovute entro il termine assegnato dall’Ufficio.

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

 

SCRITTURE CONTABILI

Regime di cassa per le società in contabilità semplificata: le registrazioni

Nel regime di cassa, nell’ipotesi in cui l’incasso o il pagamento non avvenga nell’anno di registrazione del documento contabile, il comma 4, secondo periodo, dell’art. 18 D.P.R. n. 600 del 1973, stabilisce che, in luogo delle singole annotazioni sui registri Iva, sia riportato l’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti, con l’indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono.

In un’ottica di semplificazione però, il successivo comma 5, consente al contribuente di non effettuare tali annotazioni, esercitando una specifica opzione, vincolante per almeno un triennio. Tale scelta implica che il ricavo si intenda incassato e il pagamento effettuato alla data di registrazione del documento contabile.

Ne consegue che laddove il contribuente registri la fattura di acquisto entro i termini previsti dall’art. 19 del D.P.R. n. 633 del 1972 per la detrazione dell’imposta attribuitagli in rivalsa, ai fini delle imposte sul reddito tale data di registrazione coinciderà con la presunta data dell’avvenuto pagamento.

Si ricorda infine che, per le imprese minori, esonerate dalla tenuta delle scritture contabili, vi è la possibilità di annotare cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepiti indicando per ciascun incasso: il relativo importo, le generalità, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento, gli estremi della fattura o altro documento emesso. In un diverso registro i medesimi soggetti hanno l’obbligo di annotare le spese sostenute nell’esercizio.

Tali registri possono essere sostituiti dai registri IVA, laddove il contribuente indichi separatamente le operazioni non soggette a registrazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto ed effettui l’annotazione dell’importo complessivo dei mancati incassi e pagamenti e delle fatture cui gli stessi si riferiscono al fine di determinare il reddito di impresa in base al principio di cassa. Dette annotazioni devono essere eseguite entro i termini di presentazione della dichiarazione delle imposte sui redditi. Al momento dell’effettivo incasso e pagamento i ricavi ed i costi devono essere registrati separatamente ai sensi dell’art. 22, comma 1, ultimo periodo, del D.P.R. n. 600 del 1973.

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

CONDOMINIO

Soglia dei 500 euro per le ritenute applicate dai condomini

La legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di Bilancio 2017) ha modificato la disciplina dei versamenti delle ritenute Irpef operate dal condominio quale di sostituto d’imposta nei confronti dell’appaltatore. In particolare ha stabilito che le ritenute operate dai condomini vanno versate quando raggiungono la soglia di 500 euro; in caso contrario, i termini di versamento sono il 30 giugno e il 20 dicembre di ogni anno.

La nuova norma è entrata in vigore il 1° gennaio 2017.

L’Agenzia Entrate, con la sua circolare n. 8 del 7 aprile 2017, ha precisato che la nuova disciplina esplica effetti anche per le ritenute applicate nel mese di dicembre 2016; dunque, per le stesse il termine di versamento sarebbe stato il 16 gennaio 2017 solo in caso di superamento della soglia dei 500 euro.

L’Agenzia Entrate ha chiarito anche le modalità di calcolo della soglia dei 500 euro precisando che va calcolata sommando le ritenute operate mese dopo mese. A titolo di esempio, se in febbraio vengono applicate ritenute per 400 euro e a marzo ritenute per ulteriori 400 euro, la somma (800 euro) dovrà essere versata entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui viene superata la soglia, in questo caso il 16 aprile.
Il condominio potrà comunque scegliere di continuare a versare le ritenute entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui le ha operate, anche se complessivamente inferiori a 500 euro. Non incorrerà in nessuna sanzione poiché il suo comportamento non arreca danni all’erario e la banca intermediaria non può legittimamente rifiutare il pagamento delle ritenute.

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

TRIBUTI LOCALI

Aggiornati i coefficienti per i fabbricati “D” delle imprese per IMU e TASI

D.Dirett. 14 aprile 2017

 

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 28 aprile 2017, il decreto 14 aprile 2017 che fissa l’aggiornamento dei coefficienti per il calcolo dell’IMU e della TASI per i fabbricati classificati nel gruppo catastale “D”, non iscritti al Catasto o comunque privi di rendita catastale ed interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.

I coefficienti sono riportati nella seguente tabella:

 

FABBRICATI classificabili nel GRUPPO CATASTALE “D”: COEFFICIENTI di AGGIORNAMENTO
per l’anno 2017 = 1,01 per l’anno 2016 = 1,01 per l’anno 2015 = 1,01
per l’anno 2014 = 1,01 per l’anno 2013 = 1,02 per l’anno 2012 = 1,04
per l’anno 2011 = 1,07 per l’anno 2010 = 1,09 per l’anno 2009 = 1,10
per l’anno 2008 = 1,14 per l’anno 2007 = 1,18 per l’anno 2006 = 1,21
per l’anno 2005 = 1,25 per l’anno 2004 = 1,32 per l’anno 2003 = 1,37
per l’anno 2002 = 1,42 per l’anno 2001 = 1,45 per l’anno 2000 = 1,50
per l’anno 1999 = 1,52 per l’anno 1998 = 1,54 per l’anno 1997 = 1,58
per l’anno 1996 = 1,63 per l’anno 1995 = 1,68 per l’anno 1994 = 1,73
per l’anno 1993 = 1,77 per l’anno 1992 = 1,78 per l’anno 1991 = 1,82
per l’anno 1990 = 1,91 per l’anno 1989 = 1,99 per l’anno 1988 = 2,08
per l’anno 1987 = 2,25 per l’anno 1986 = 2,43 per l’anno 1985 = 2,60
per l’anno 1984 = 2,77 per l’anno 1983 = 2,94 per l’anno 1982 e anni precedenti = 3,12

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

IRPEF

La detraibilità dall’IRPEF delle spese di istruzione non universitarie

Tra le spese detraibili nella misura del 19% vi sono le spese per l’istruzione non universitaria, tra cui rientrano le spese per la frequenza:

  • delle scuole dell’infanzia (scuole materne);
  • delle scuole primarie e secondarie di primo grado (scuole elementari e medie);
  • e delle scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori);

sia statali, sia paritarie private, sia degli enti locali.

La detrazione spetta anche per l’iscrizione ai corsi istituiti presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.

Sono ammesse in detrazione le spese connesse alla frequenza scolastica, ovvero le tasse di iscrizione e di frequenza e i contributi obbligatori. Ma l’Agenzia Entrate ha chiarito che sono altresì ammessi in detrazione anche i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici, tra cui:

  • le spese per la mensa scolastica e per i servizi scolastici integrativi, quali l’assistenza al pasto e il pre e il post scuola. Per queste spese la detrazione spetta anche quando il servizio è reso tramite il Comune o altri soggetti terzi;
  • le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico per l’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi di istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche fuori dall’orario scolastico e senza obbligo di frequenza). Se le spese sono pagate alla scuola, non occorre copia della delibera scolastica; la delibera va invece richiesta se la spesa per il servizio scolastico integrativo è stata pagata a soggetti terzi, come, ad esempio, le agenzie di viaggio.

La detrazione non spetta invece per le spese relative all’acquisto di materiale di cancelleria e testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado e per il servizio di trasporto scolastico.

L’importo massimo per la detrazione delle spese di frequenza è fissato in 564 euro per alunno o studente e tale detrazione non è cumulabile con quella prevista per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici.

Per il riconoscimento della detrazione occorre conservare le ricevute e le quietanze di pagamento con l’indicazione degli importi sostenuti.

In particolare, per le spese inerenti la mensa scolastica occorre la ricevuta del bollettino postale o copia del bonifico bancario con l’indicazione nella causale del servizio mensa, la scuola di frequenza e nome e cognome dell’alunno. In alternativa, se il pagamento avviene in contanti o con bancomat o con l’acquisto di buoni mensa si potrà richiedere idonea attestazione al soggetto che ha ricevuto il pagamento; l’attestazione è esente dall’imposta di bollo.

Anche per tutte le altre spese, quali corsi di lingua, teatro, ecc., occorrono le ricevute o le quietanze di pagamento indicanti l’importo e i dati dell’alunno e l’eventuale delibera scolastica se il pagamento è effettuato nei confronti di terzi.

 

Fonte: www.mysolution.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

APPROFONDIMENTI

 

IVA

Split Payment allargato dal 1° luglio 2017

Il D.L. n. 50/2017, contenente la manovra correttiva dei conti pubblici, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2017.

Tra le numerose novità in ambito fiscale è prevista anche l’estensione del meccanismo di scissione dei pagamenti IVA (Split Payment) nei confronti di:

  1. società controllate direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri;
  2. società controllate direttamente da regioni, provincie, città metropolitane, comuni e unioni di comuni;
  3. società controllate direttamente o indirettamente dalle società di cui al punto 1 e al punto 2;
  4. società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana.

 

Si ricorda che ai sensi dell’art. 2359, commi 1 e 2, del Codice Civile sono considerate società controllate le società in cui un’altra società possiede la maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria o possiede un numero di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria.

 

È stata altresì eliminata la disposizione secondo cui il meccanismo dello Split Payment non si applica ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito; è il caso dei lavoratori autonomi esercenti arti e professioni, ma anche delle prestazioni di agenzia e di intermediazioni.

 

L’abrogazione di tale disposizione comporta l’applicazione del regime dello Split Payment a tutti i soggetti che emettono fatture nei confronti dei soggetti elencati dal punto 1 al punto 4, senza operare distinzioni per coloro che emettono fattura con assoggettamento a ritenuta.

Le nuove disposizioni inerenti l’applicazione allargata della scissione dei pagamenti si applicheranno per le operazioni a partire dal 1° luglio 2017.

L’applicazione dello Split Payment non determina mutamenti in ordine al debitore dell’imposta, non si applica un’inversione del debitore dell’imposta come avviene per il reverse charge. Si tratta solo di un diverso meccanismo di riscossione dell’IVA da parte dell’Erario.

Con l’applicazione dello Split Payment occorre modificare le modalità di emissione della fattura e della liquidazione dell’IVA: in fattura continuerà ad essere esposta l’IVA dal cedente, ma non verrà incassata e quindi non si genererà un debito nei confronti dell’Erario. Le fatture non saranno emesse con IVA immediata o differita ma in regime di “scissione dei pagamenti”; in caso di fatture elettroniche trasmesse con Sdi dovrà essere compilato lo specifico campo S.

Rimangono escluse dal meccanismo dello Split payment, per mancanza del presupposto d’imposta, le cessioni di beni e le prestazioni servizi non imponibili, esenti o fuori campo; sono altresì esclusi gli acquisti che rientrano nell’ambito applicativo del reverse charge per i quali i soggetti interessati dalla scissione dei pagamenti sono debitori d’imposta come servizi di pulizie, rottami, acquisti intra UE.

Si ricorda che in caso di accertamento l’Erario si rivolgerà sempre al cedente, rimanendo soggetto passivo IVA; il soggetto cedente accertato potrà poi esercitare rivalsa sul cliente, se ne ricorrono le condizioni.

 

 

 

 

 

IVA

Adempimenti Intrastat, sanzioni e ravvedimento operoso

È scaduto il 26 aprile il termine per la presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat riferiti al primo trimestre o al mese di marzo 2017 ed assume particolare importanza cercare di chiarire il quadro normativo dal punto di vista degli adempimenti e delle sanzioni applicabili nel caso di violazione degli obblighi.
Originariamente, l’art. 4 del D.L. n. 193/2016, collegato alla Legge di Bilancio 2017, aveva previsto la soppressione, a partire dal 1° gennaio 2017, dell’obbligo di presentazione degli Intrastat relativi agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti IVA comunitari.
Successivamente, tramite l’art. 13, comma 4 ter, del D.L. n. 244/2016, convertito in legge (Decreto Milleproroghe), il quadro normativo è stato nuovamente modificato, ripristinando l’obbligo delle comunicazioni Intrastat fino al 31 dicembre 2017 ed annullando quanto previsto dal D.L. n. 193/2016.

Tramite un comunicato stampa del 16 marzo 2017, l’Agenzia Entrate e l’Agenzia delle Dogane hanno cercato di fare chiarezza dichiarando il pieno ripristino degli obblighi comunicativi per i soggetti mensili per i dati relativi al mese di febbraio 2017, la cui scadenza era fissata nel 27 marzo 2017 (il 25 marzo era sabato).
Considerando che l’entrata in vigore del Decreto Milleproroghe è avvenuta a ridosso della scadenza prevista per l’invio, in caso di ritardi nella trasmissione dei dati, non saranno applicabili sanzioni, così come stabilito dallo Statuto del Contribuente.

Data la proroga degli obblighi Intrastat in vigore al 2016, l’obbligo di comunicazione è stato ripristinato anche per i soggetti trimestrali, la cui scadenza era fissata, per il primo trimestre, al 26 aprile 2017.
Si ricorda che, dato quanto stabilito dalle norme in vigore nel 2016, la periodicità di presentazione dei modelli si effettua trimestralmente per quei soggetti che, per ciascuna categoria di operazioni (beni o servizi) e nei quattro trimestri precedenti a quello di riferimento, hanno effettuato acquisti/cessioni Intra di beni ovvero ricevuto/reso prestazioni di servizi Intra per un ammontare non superiore a 50.000 euro.
Per quanto riguarda il sistema sanzionatorio, secondo quanto disposto dall’art. 11, comma 4, del D.Lgs n. 471/1997, l’omessa presentazione degli elenchi riepilogativi, ovvero la loro incompleta, inesatta o irregolare compilazione, è punita con una sanzione da 500 a 1.000 euro per ciascuno di essi, con riduzione alla metà in caso di presentazione entro 30 giorni dalla richiesta inviata dagli uffici incaricati del controllo. La correzione di dati inesatti o la loro integrazione non è sanzionata se avviene spontaneamente o comunque entro 30 giorni dalla richiesta degli uffici competenti.

In sintesi:

  • Omessa presentazione elenco riepilogativo – da 500 a 1.000 euro
  • Presentazione tardiva entro 30 giorni dalla richiesta dell’ufficio – da 250 a 500 euro
  • Presentazione elenco incompleto, inesatto o irregolare – da 500 a 1.000 euro
  • Regolarizzazione entro 30 giorni dalla richiesta dell’ufficio o regolarizzazione spontanea dell’interessato – nessuna sanzione
  • Regolarizzazione degli errori od omissioni dopo la constatazione da parte dell’Amministrazione – 100 euro (1/5 del minimo)

Per sanare le violazioni è possibile usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso, codice tributo 8911, indicando quale anno di riferimento quello cui la violazione si riferisce:

  • entro i 90 giorni successivi alla scadenza del termine di presentazione dell’elenco riepilogativo – sanzione pari a 1/9 del minimo, ovvero € 55,56;
  • entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa – sanzione pari a 1/8 del minimo, ovvero € 62,50;
  • entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione – sanzione pari a 1/7 del minimo, ovvero € 71,42;
  • oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa Iva all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione – sanzione pari a 1/6 del minimo, ovvero € 83,33.

 

RISCOSSIONE E VERSAMENTI

La definizione agevolata delle controversie tributarie (rottamazione liti fiscali)

L’art. 11 del D.L. 24 aprile 2017, n. 50 (cosiddetta “manovrina”), prevede la “rottamazione” delle liti fiscali pendenti (Definizione agevolata delle controversie tributarie).

In particolare, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, potranno essere definite le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia Entrate pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio col pagamento di tutti gli importi di cui all’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo di cui all’art. 20 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto, escluse le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora di cui all’art. 30, comma 1, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.

Il provvedimento ricalca quindi, a grandi linee, la recente “rottamazione dei ruoli” di cui al D.L. n. 193/2016, convertito dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225, che prevedeva lo stralcio delle sanzioni e degli interessi di mora.

In caso di controversia relativa esclusivamente agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione è dovuto il 40% degli importi in contestazione.

In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con modalità diverse dalla definizione in oggetto.

Sotto il profilo temporale sono definibili le controversie con costituzione in giudizio in primo grado del ricorrente avvenuta entro il 31 dicembre 2016 e per le quali alla data di presentazione della domanda di cui al comma 1 il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

Sono definibili solo le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia Entrate.

Sono inoltre escluse dalla definizione le controversie concernenti anche solo in parte:

  • le risorse proprie tradizionali previste dall’art. 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
  • le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’art. 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015.

 

Gli importi dovuti (in unica soluzione) o la prima rata (pari al 40% del totale delle somme dovute), dovranno essere versati entro il 30 settembre 2017.

Per ciascuna controversia autonoma dovrà essere effettuato un separato versamento e non sarà ammesso il pagamento rateale se gli importi dovuti non superano duemila euro. Per controversia autonoma si intende quella relativa a ciascun atto impugnato.

In caso di pagamento rateizzabile:

  • la scadenza della seconda rata, pari all’ulteriore 40% delle somme dovute, è fissata al 30 novembre 2017;
  • la scadenza della terza e ultima rata, pari al residuo 20% delle somme dovute, è fissata al 30 giugno 2018.

Dagli importi dovuti andranno scomputati quelli eventualmente già versati per effetto delle disposizioni vigenti in materia di riscossione in pendenza di giudizio nonché quelli dovuti per la definizione agevolata di cui all’art. 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225.

La definizione non darà comunque luogo alla restituzione delle somme già versate, ancorché eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione.

La definizione si perfeziona con il pagamento degli importi dovuti o della prima rata. Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.

La domanda di definizione dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2017, per ciascuna controversia autonoma.

Le controversie definibili non saranno sospese, salvo che il contribuente faccia apposita richiesta al giudice, dichiarando di volersi avvalere della definizione in oggetto. In tal caso il processo sarà sospeso fino al 10 ottobre 2017. Se entro tale data il contribuente avrà depositato copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata, il processo resterà ulteriormente sospeso fino al 31 dicembre 2018.

Per le controversie definibili sono sospesi per sei mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione che scadono dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 50/2017 fino al 30 settembre 2017.

L’eventuale diniego della definizione dovrà essere notificato entro il 31 luglio 2018 con le modalità previste per la notificazione degli atti processuali. Il diniego sarà impugnabile entro i 60 giorni successivi alla notifica dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la lite.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

Data scadenza Ambito Soggetti obbligati Attività Modalità
Lunedì 8 maggio 2017 IRPEF Enti di volontariato e associazioni sportive dilettantistiche Ultimo giorno utile per le iscrizioni online per il 5 per mille 2016 Telematica
Lunedì 29 maggio 2017 IVA Soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA Ultimo giorno utile per regolarizzare:

·      l’omessa presentazione della dichiarazione IVA relativa al 2016, presentata necessariamente in forma “separata” con la sanzione, ridotta a un decimo del minimo.

·      l’infedele dichiarazione IVA relativa al 2016 presentata necessariamente in forma “separata” con la sanzione, ridotta a un nono del minimo.

Eventuali violazioni relative ai versamenti devono essere oggetto di separata regolarizzazione.

Telematica
Mercoledì 31 maggio 2017 IVA Soggetti passivi IVA obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA. Termine per la trasmissione all’Agenzia Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato, dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative al I trimestre. Telematica
Mercoledì 31 maggio 2017 IRPEF e IRAP   Termine per avvalersi della facoltà di estromissione agevolata dall’ambito imprenditoriale dei beni immobili strumentali posseduti al 31 ottobre 2016, con effetto dall’1 gennaio 2017.