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Software di compilazione Studi di settore – Gerico 2018:

Il prodotto software GERICO 2018 consente il calcolo della congruità, tenuto conto della normalità economica, della coerenza economica e dell’effetto dei correttivi “crisi”, per i 193 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2017 . Il software è aggiornato con i correttivi cassa, approvati con DM 23 marzo 2018, sia con quelli crisi, analizzati dalla Commissione degli Esperti per gli studi di settore nelle riunioni del 14 dicembre 2017 e del 28 marzo 2018 (approvati con DM 23 aprile 2018).

La versione 1.0.2 del 07/06/2018 prevede le seguenti modifiche rispetto alla versione precedente:

per tutti gli studi con reddito d’impresa, si elimina il controllo F04201+F04301+F04401<=F03101 Le modifiche apportate a GERICO non comportano effetti sui risultati di congruità, di coerenza e di normalità elaborati con la precedente versione 1.0.1. Scarica il Software >>>>> Gerico 2018 Vers. 1.0.2

Per chi ha già installato la versione precedente scaricare solo l’aggiornamento

Scarica l’aggiornamento >>>>> Agg.Gerico 2018 Vers. 1.0.2

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NEWSLETTER P.S.C. Giugno 2018:

IN BREVE

  • Diritto camerale annuale 2018
  • In scadenza gli acconti IMU e TASI
  • Fattura elettronica: nuovi chiarimenti dell’Agenzia Entrate
  • Popolazioni Centro Italia colpite dal sisma: slitta il termine per la ripresa della riscossione
  • Iperammortamento anche per i distributori automatici
  • Ecobonus: dall’Agenzia Entrate i chiarimenti sulla cessione del credito d’imposta
  • Pubblicati gli elenchi definitivi del 5 per mille
  • Niente studi di settore per le aziende in crisi
  • Crediti d’imposta per il cinema: la disciplina attuativa
  • Dichiarazioni: pronti i software di compilazione e di controllo del 770/2018

 

APPROFONDIMENTI

  • L’importo del Diritto camerale 2018
  • Fattura elettronica: dubbi e risposte dell’Agenzia Entrate

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

 

 

 

 

IN BREVE

SOCIETÀ

Diritto camerale annuale 2018

Il D.L. n. 90/2014 ha previsto una riduzione graduale del diritto annuale delle Camere di Commercio e la determinazione del criterio di calcolo delle tariffe e dei diritti di segreteria.

In particolare l’importo del diritto annuale, rispetto all’anno 2014, è stato ridotto del 50% a decorrere dall’anno 2017.

Per i soggetti tenuti al versamento del diritto annuale 2018, salvo le nuove iscrizioni in corso d’anno, il termine per il pagamento coincide con quello previsto per il primo acconto delle imposte sui redditi, con la possibilità di versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il versamento dovrà quindi avvenire entro il 2 luglio 2018 (il 30 giugno cade di sabato).

È inoltre disponibile il sito internet http://dirittoannuale.camcom.it che consente di:

  • consultare la normativa di riferimento sul diritto annuale;
  • calcolare l’importo da versare, ricevendo le informazioni al proprio indirizzo di posta elettronica certificata;
  • effettuare il pagamento del dovuto attraverso la piattaforma Pago PA, in alternativa al modello F24.

Vedi l’Approfondimento

 

 

TRIBUTI LOCALI

In scadenza gli acconti IMU e TASI

Il 18 giugno (il 16 cade di sabato) scade il termine per il pagamento dell’acconto o della rata unica dell’IMU e della TASI.

L’IMU, Imposta Municipale Propria, è un’imposta di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, ad esclusione delle abitazioni principali.

La TASI, il cui presupposto impositivo è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, di aree edificabili o non, a qualunque uso adibiti, dal 2016 non è più dovuta sugli immobili aditi ad abitazione principale, ad eccezione di quelle con categoria catastale A1, A8 E A9.

 

 

IVA

Fattura elettronica: nuovi chiarimenti dell’Agenzia Entrate

Lo scorso 24 maggio l’Agenzia Entrate ha risposto ad alcuni quesiti in tema di fatturazione elettronica.

Di particolare interesse i chiarimenti inerenti la data di trasmissione della fattura elettronica al Sistema di Interscambio.

L’Agenzia Entrate ha infatti precisato che il cedente ha l’obbligo di trasmettere la fattura elettronica allo SDI al momento di effettuazione dell’operazione, che coincide con la data di consegna/spedizione dei beni o la data di effettuazione dell’atto del pagamento del corrispettivo per le prestazioni di servizi.

Vedi l’Approfondimento

 

 

RISCOSSIONE E VERSAMENTI

Popolazioni Centro Italia colpite dal sisma: slitta il termine per la ripresa della riscossione

D.L. 29 maggio 2018, n. 55

Con il D.L. 29 maggio 2018, n. 55, pubblicato in pari data in Gazzetta Ufficiale è già in vigore, è stata disposta la proroga e la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi, la sospensione del pagamento del canone Rai e la sospensione del pagamento delle utenze, in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016 delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

In particolare, il provvedimento ha stabilito:

  • la ripresa della riscossione dei tributi sospesi in favore dei soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa, di lavoro autonomo, nonché degli esercenti attività agricole con decorrenza dal 16 gennaio 2019, anziché dal 31 maggio 2018; contestualmente viene prevista la rateizzazione del versamento delle somme oggetto di sospensione in 60 rate mensili di pari importo, invece delle 24 rate previste;
  • la proroga della sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione, posticipando la data di inizio del rimborso dal mese di maggio 2018 al 31 gennaio 2019; prevista inoltre la possibilità di estendere il periodo di rateizzazione a 60 mesi rispetto ai 24 mesi attuali;
  • la proroga al 1° gennaio 2019 dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti, emessi dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps, di cui agli artt. 29 e 30 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78;
  • la sospensione del pagamento del canone Rai fino al 31 dicembre 2020 e la ripresa della riscossione dal 1° gennaio 2021, senza applicazione di sanzioni e interessi e con possibilità di rateizzazione fino a 24 rate mensili di pari importo;
  • la proroga al 1° gennaio 2019 della sospensione dei pagamenti delle fatture relative alle utenze per i soggetti danneggiati.

 

 

AGEVOLAZIONI

Iperammortamento anche per i distributori automatici

Mise, Circolare 23 maggio 2018, n. 177355

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 177355 del 23 maggio 2018, ha reso noto che l’agevolazione fiscale dell’iperammortamento al 250% è applicabile anche ai distributori automatici (o vending machine) assimilandoli ai “magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica”, elencati al punto 12 del primo gruppo, allegato A del Piano Nazionale “Impresa 4.0”.

La nuova agevolazione fiscale è estesa sia ai distributori automatici “di prodotti finiti” come bevande fredde e snack (e anche di prodotti non alimentari), sia a distributori automatici per la somministrazione di alimenti e bevande, come caffè, cappuccini, tè e altre bevande calde.

Il Ministero precisa che i distributori automatici, per poter godere dei benefici dell’iperammortamento devono soddisfare il requisito dell’interconnessione, ovvero “devono essere in grado di scambiare informazioni in maniera bidirezionale: in ingresso, ricevendo da remoto istruzioni/indicazioni quali, ad esempio, la modifica dei dati e dei parametri di configurazione della macchina e/o la variazione del listino prezzi dei prodotti, e in uscita, comunicando informazioni quali, ad esempio, stato componenti della macchina, contabilità, quantità prodotti o altre informazioni di natura logistica e diagnostica”.

Si ricorda infine che i distributori automatici devono essere a norma con la nuova legislazione fiscale che prevede la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi delle vending machine all’Agenzia Entrate.

 

 

AGEVOLAZIONI

Ecobonus: dall’Agenzia Entrate i chiarimenti sulla cessione del credito d’imposta

Agenzia Entrate, Circolare 18 maggio 2018, n. 11/E

A seguito alle modifiche normative introdotte dall’ultima legge di Bilancio, l’Agenzia Entrate, con la Circolare n. 11/E del 18 maggio 2018, ha fornito chiarimenti in tema di Ecobonus, ossia il credito d’imposta per gli interventi di efficientamento energetico.

Il documento indica, in particolare, il numero di cessioni di cui può esser oggetto il credito, precisando che la cessione del credito d’imposta deve essere limitata a un solo passaggio successivo a quello effettuato dal contribuente titolare del diritto e che il credito può essere ceduto sia ai fornitori che hanno effettuato l’intervento sia ad altri soggetti privati, tra i quali rientrano gli organismi associativi, inclusi consorzi e società consortili, anche se partecipati da soggetti finanziari, ma non in quota maggioritaria e senza detenerne il controllo.

Viene inoltro specificato che il credito per gli interventi di efficienza energetica può essere ceduto da tutti i contribuenti teoricamente beneficiari della detrazione, anche se non tenuti al versamento dell’imposta; la possibilità di cedere la detrazione, pertanto, riguarda tutti i soggetti che sostengono le spese.

 

 

ENTI NO PROFIT

Pubblicati gli elenchi definitivi del 5 per mille

Agenzia Entrate, Comunicato Stampa 25 maggio 2018

Sono stati pubblicati sul sito dell’Agenzia Entrate gli elenchi definitivi degli enti iscritti alle categorie del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche ammessi alla ripartizione del 5 per mille dell’Irpef per l’anno 2018.

Sono state inoltre pubblicate le liste degli iscritti permanenti al 5 per mille, che non hanno l’obbligo di presentare ogni anno la domanda di iscrizione né la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Gli enti in corsa per il 5 per mille 2018 diventano così circa 60mila, 2mila in più rispetto al 2017.

Per i nuovi iscritti la prossima scadenza è fissata al 2 luglio, data in cui i legali rappresentanti degli enti del volontariato inseriti negli elenchi definitivi dovranno presentare alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti i requisiti di ammissione al contributo, ed i rappresentanti legali delle associazioni sportive dilettantistiche dovranno presentare la dichiarazione sostitutiva alla struttura del Coni competente per territorio.

 

 

ACCERTAMENTO

Niente studi di settore per le aziende in crisi

Corte di Cassazione, Ordinanza 18 maggio 2018, n. 12273

La Corte di Cassazione, con Ordinanza 18 maggio 2018, n. 12273, ha sancito il principio secondo cui è legittima la disapplicazione degli studi di settore alle imprese in crisi economica.

In particolare, nel caso in esame, la Corte ha ritenuto nullo l’atto di accertamento induttivo nei confronti di un artigiano edile in quanto la motivazione della pretesa tributaria non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento dagli standard in sé considerati, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello studio di settore e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni del contribuente.

La comprovata crisi economica che ha interessato il settore edile costituisce secondo la Corte fatto decisivo alla dimostrazione del conseguimento dei minori ricavi rispetto agli studi di settore.

 

 

AGEVOLAZIONI

Crediti d’imposta per il cinema: la disciplina attuativa

D.M. 15 marzo 2018; D.M. 15 marzo 2018

Con due distinti decreti, entrambi datati 15 marzo 2018, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 25 maggio scorso, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) ha definito la disciplina attuativa dei crediti d’imposta previsti dalla legge n. 220/2016 nell’ambito del settore cinematografico e audiovisivo.

La nuova legge sul cinema (legge n. 220/2016) ha riordinato il quadro normativo del settore cinematografico e audiovisivo nazionale, con particolare riferimento alle tipologie di interventi attraverso cui lo Stato contribuisce allo sviluppo e alla crescita del comparto.

Il legislatore, in particolare, ha introdotto i seguenti crediti d’imposta:

  • credito d’imposta per le imprese di produzione (art. 15);
  • credito d’imposta per le imprese di distribuzione (art. 16);
  • credito d’imposta per le imprese dell’esercizio cinematografico, per le industrie tecniche e di post-produzione (art. 17);
  • credito d’imposta per il potenziamento dell’offerta cinematografica (art. 18);
  • credito d’imposta per l’attrazione in Italia di investimenti cinematografici e audiovisivi (art. 19);
  • credito d’imposta per imprese non appartenenti al settore cinematografico e audiovisivo (art. 20).

Con i sopra citati decreti il Mibact ha fissato, per ciascuna delle tipologie di tax credit, i limiti di importo per opera o beneficiario, le aliquote da riconoscere alle varie tipologie di opere, di impresa o di sala cinematografica, la base di commisurazione del beneficio, con la specificazione dei riferimenti temporali, nonché le ulteriori disposizioni applicative, fra cui i requisiti, le condizioni e la procedura per la richiesta e il riconoscimento del credito, le modalità dei controlli e i casi di revoca e decadenza.

Al di là delle specifiche disposizioni che riguardano le diverse tipologie, tutti i crediti in esame:

  • non concorrono alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap;
  • non rilevano ai fini della determinazione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi e rispetto ai criteri di inerenza per la deducibilità delle spese;
  • sono utilizzabili esclusivamente in compensazione mediante F24, a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla data in cui si considera maturato il diritto alla loro fruizione (il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento);
  • possono essere ceduti a intermediari bancari (incluso l’Istituto per il credito sportivo), finanziari e assicurativi sottoposti a vigilanza prudenziale;
  • sono indicati, anche con riferimento all’eventuale cessionario, sia nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di riconoscimento sia in quella relativa al periodo d’imposta in cui sono utilizzati, evidenziando distintamente l’importo riconosciuto e maturato da quello utilizzato.

 

 

DICHIARAZIONI

Dichiarazioni: pronti i software di compilazione e di controllo del 770/2018

L’Agenzia Entrate ha recentemente pubblicato sul proprio sito i software di compilazione e di controllo del modello 770/2018, utili ai sostituti d’imposta per la predisposizione della dichiarazione.

Il primo, in particolare, consente la compilazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770/2018 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente mentre il secondo permette di evidenziare, tramite appositi messaggi di errore, le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

SOCIETÀ

L’importo del Diritto camerale 2018

Il D.L. n. 90/2014 (“Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”) ha previsto una riduzione graduale del diritto annuale delle Camere di Commercio e la determinazione del criterio di calcolo delle tariffe e dei diritti di segreteria.

In particolare l’importo del diritto annuale, rispetto all’anno 2014, è stato ridotto:

  • del 35%, per l’anno 2015,
  • del 40%, per l’anno 2016, e
  • del 50%, a decorrere dall’anno 2017.

Per i soggetti tenuti al versamento del diritto annuale 2018, salvo le nuove iscrizioni in corso d’anno, il termine per il pagamento coincide con quello previsto per il primo acconto delle imposte sui redditi, con la possibilità di versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il versamento dovrà quindi avvenire entro il 2 luglio 2018 (il 30 cade di sabato).

 

È disponibile il sito internet http://dirittoannuale.camcom.it che consente di:

  • consultare la normativa di riferimento sul diritto annuale;
  • calcolare l’importo da versare, ricevendo le informazioni al proprio indirizzo di posta elettronica certificata;
  • effettuare il pagamento del dovuto attraverso la piattaforma Pago PA, in alternativa al modello F24.

 

I soggetti tenuti al pagamento del diritto annuale sono i seguenti:

  • le imprese individuali;
  • le società semplici;
  • le società commerciali;
  • le cooperative e le società di mutuo soccorso;
  • i consorzi e le società consortili;
  • gli enti pubblici economici;
  • le aziende speciali ed i consorzi tra enti territoriali;
  • i GEIE (Gruppi economici di interesse europeo);
  • società tra avvocati D.Lgs. n. 96/2001

iscritte o annotate nel Registro Imprese al 1º gennaio di ogni anno, ovvero iscritte o annotate nel corso dell’anno anche solo per una frazione di esso.

Le imprese devono inoltre pagare un diritto annuale per ognuna delle unità locali o sedi secondarie iscritte nel Registro Imprese.

A partire dal 2011 sono tenuti al pagamento del diritto annuale anche i soggetti già iscritti al R.E.A. o che richiedono l’iscrizione nel corso dell’anno.

 

Le misure fisse del diritto annuale dovuto dalle imprese e dagli altri soggetti obbligati dal 1º gennaio 2018, già ridotte del 50%, sono le seguenti:

Sede Unità
Imprese che pagano in misura fissa  
Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli) € 44,00 € 8,80
Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria € 100,00 € 20,00
Imprese che in via transitoria pagano in misura fissa  
Società semplici non agricole € 100,00 € 20,00
Società semplici agricole € 50,00 € 10,00
Società tra avvocati previste dal D.lgs. N. 96/2001 € 100,00 € 20,00
Soggetti iscritti al REA € 15,00
Imprese con sede principale all’estero  
Per ciascuna unità locale/sede secondaria €55,00

Le società e gli altri soggetti collettivi risultanti come iscritti nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese, al 1º gennaio, devono calcolare il diritto in base al fatturato conseguito nell’esercizio precedente (sulla base di quanto indicato nel modello IRAP), sommando gli importi dovuti per ciascuno scaglione, secondo la tabella sotto riportata:

SCAGLIONI DI FATTURATO ALIQUOTE
da euro a euro
0,00 100.000,00 200,00 (importo fisso)
oltre 100.000,00 250.000,00 0,015%
oltre 250.000,00 500.000,00 0,013%
oltre 500.000,00 1.000.000,00 0,010%
oltre 1.000.000,00 10.000.000,00 0,009%
oltre 10.000.000,00 35.000.000,00 0,005%
oltre 35.000.000,00 50.000.000,00 0,003%
oltre 50.000.000,00 0,001% (fino a un massimo di € 40.000,00)

 

Unità 20% del diritto dovuto per la sede fino ad un massimo di € 200,00

Tutte le imprese che determinano il diritto annuale sulla base del fatturato devono calcolare il diritto sommando gli importi dovuti per ciascun scaglione di fatturato con arrotondamento matematico al 5º decimale.

Si rammenta che la misura fissa prevista per la prima fascia di fatturato è soggetta alla riduzione complessiva del 50%, con la conseguenza che per le imprese che fatturano fino a 100.000,00 euro, l’importo del diritto annuale da versare è pari a euro 100,00.

 

 

IVA

Fattura elettronica: dubbi e risposte dell’Agenzia Entrate

Lo scorso 24 maggio l’Agenzia Entrate ha risposto ad alcuni quesiti in tema di fatturazione elettronica.

Di particolare interesse i chiarimenti inerenti la data di trasmissione della fattura elettronica al Sistema di Interscambio.

L’Agenzia Entrate ha infatti precisato che il cedente ha l’obbligo di trasmettere la fattura elettronica allo SDI al momento di effettuazione dell’operazione, che, ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972, coincide con la data di consegna/spedizione dei beni o la data di effettuazione dell’atto del pagamento del corrispettivo per le prestazioni di servizi.

Successivamente, se la fattura elettronica emessa supera i controlli eseguiti dallo SDI ed è consegnata o messa a disposizione del cessionario o committente, dovrà intendersi emessa con la data riportata sul documento.

Invece, in caso di mancato superamento dei controlli, la fattura sarà scartata, ma l’emittente avrà comunque cinque giorni a disposizione per procedere a una nuova trasmissione, senza incorrere in violazioni.

L’obbligo di trasmissione al momento di effettuazione dell’operazione ha generato non poche perplessità tra gli operatori del settore.

Si pensi, ad esempio, ad un professionista che riceve un incasso di una parcella nei giorni di chiusura (di sabato); risulta difficile immaginare come possa emettere una fattura immediata entro le ore 24,00 del giorno di ricezione del pagamento, se non attraverso strumenti informatici, al momento ben poco conosciuti dai soggetti IVA, che collegano direttamente l’incasso all’emissione contestuale della fattura.

Si attendono in merito ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia Entrate, che consentano, ad esempio, la trasmissione della fattura differita entro il quindicesimo giorno del mese successivo.

 

L’Agenzia Entrate ha fornito altresì chiarimenti in tema di operazioni con l’estero, precisando che è possibile trasformare le fatture emesse verso l’estero in fatture elettroniche, adempiendo, in questo modo, al previsto obbligo di invio della comunicazione delle operazioni trasfrontaliere.

I dati delle fatture emesse nei confronti di soggetti non residenti, non stabiliti o non identificati in Italia, possono essere trasmessi utilizzando l’intera fattura o l’intero lotto di fatture, valorizzando il campo “CodiceDestinatario” con il codice convenzionale “XXXXXXX”.

L’esonero non si estende però alle fatture elettroniche ricevute dall’estero. Con riferimento alle operazioni ricevute dall’estero gli operatori residenti dovranno quindi trasmettere entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione, i dati identificativi del cedente/prestatore, i dati identificativi del cessionario/committente, la data del documento comprovante l’operazione, la data di registrazione, il numero del documento, la base imponibile, l’aliquota Iva applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporta l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 18 giugno 2018

(il 16 cade di sabato)

IMU e TASI Versamento acconto (o a discrezione del contribuente, in unica soluzione annuale) anno corrente Proprietari/titolari di diritti reali su immobili (comprese aree fabbricabili e terreni agricoli) ad esclusione dell’abitazione principale, diversa da A/1, A/8 e A/9, e dei fabbricati rurali strumentali.

 

Possessore/utilizzatore dell’immobile.

Mod. F 24
Lunedì 2 luglio 2018

(il 30 cade di sabato)

IRPEF e addizionali Versamento dell’imposta a saldo 2017 e del primo acconto 2018 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2018 PF/SP e dalla dichiarazione Mod. 730 relativo a soggetti privi di sostituto d’imposta). Persone fisiche

Società di persone

 

Mod. F 24
Lunedì 2 luglio 2018

(il 30 cade di sabato)

IRES Versamento dell’imposta a saldo 2017 e del primo acconto 2018 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2017 SOGGETTI IRES) (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari). Società di capitali Mod. F 24
Lunedì 2 luglio 2018

(il 30 cade di sabato)

IRAP Versamento dell’imposta a saldo 2017 e del primo acconto 2018 (risultante dalla dichiarazione IRAP 2018).   Mod. F 24
Lunedì 2 luglio 2018

(il 30 cade di sabato)

Diritto camerale Versamento diritto annuale 2018. Società di persone

Società di capitali

Mod. F24

 

 

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Software di compilazione Studi di settore – Gerico 2018:

Il prodotto software GERICO 2018 consente il calcolo della congruità, tenuto conto della normalità economica, della coerenza economica e dell’effetto dei correttivi “crisi”, per i 193 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2017 . Il software è aggiornato con i correttivi cassa, approvati con DM 23 marzo 2018, sia con quelli crisi, analizzati dalla Commissione degli Esperti per gli studi di settore nelle riunioni del 14 dicembre 2017 e del 28 marzo 2018 (approvati con DM 23 aprile 2018).

Scarica il Software >>>>>ftp://ftp.finanze.it/pub/settore/2018/inst_ger2018_101.exe

Approfondisci

NEWSLETTER P.S.C. Maggio 2018:

IN BREVE
  • Dichiarazione dei redditi 2018: l’Agenzia Entrate pubblica le linee guida aggiornate
  • GDPR: dal prossimo 25 maggio entrerà in vigore il nuovo Regolamento UE/2016/679 sulla privacy
  • Fattura elettronica nel subappalto: dal 1° luglio 2018 anche per tutti i fornitori di progetti d’investimento pubblici
  • Fattura elettronica e carburanti: i chiarimenti dell’Agenzia Entrate
  • Gruppo IVA: in Gazzetta Ufficiale le disposizioni di attuazione della disciplina
  • Liquidazioni periodiche IVA 2018: l’Agenzia Entrate pubblica i software di compilazione e di controllo
  • Pubblicati i nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)
  • Artigiani e Commercianti: in arrivo gli avvisi bonari per la rata scaduta a febbraio 2018
  • Credito d’imposta investimenti Mezzogiorno: pubblicato il Decreto con la procedura di ammissione alle risorse del PON
  • Firmato il Decreto per il credito d’imposta destinato ai venditori al dettaglio di libri
  • False email con oggetto “Rimborso Canone Rai”: l’Agenzia Entrate allerta i contribuenti
APPROFONDIMENTI
  • Il nuovo Regolamento Privacy (GDPR) in vigore dal 25 maggio. Pesanti sanzioni per gli inadempienti
  • La fattura elettronica nel subappalto dal 1° luglio 2018
PRINCIPALI SCADENZE

IN BREVE

DICHIARAZIONI

Dichiarazione dei redditi 2018: l’Agenzia Entrate pubblica le linee guida aggiornate

Agenzia delle Entrate, Circolare 27 aprile 2018, n. 7/E

Con la Circolare n. 7/E del 27 aprile 2018 l’Agenzia Entrate ha pubblicato le linee guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2017.

Il documento, in particolare, illustra le spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, a crediti d’imposta e altri elementi utili per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità.

Le linee guida aggiornano la precedente Circolare n. 7/E del 4 aprile 2017, realizzata in collaborazione con la Consulta Nazionale dei CAF, tenendo conto delle novità normative ed interpretative intervenute per l’anno d’imposta 2017 e lasciandone inalterato l’impianto generale, per permettere una consultazione più agevole del documento.

 

PRIVACY

GDPR: dal prossimo 25 maggio entrerà in vigore il nuovo Regolamento UE/2016/679 sulla privacy

Garante Privacy, “Guida all’applicazione del Regolamento UE 2016/679”

Il prossimo 25 maggio 2018 entrerà ufficialmente in vigore il nuovo Regolamento UE/2016/679 sulla protezione dei dati personali (c.d. GDPR – General Data Protection Regulation), che prevede un nuovo regime sanzionatorio per le imprese.

La Direttiva n. 1995/46, recepita con il D.Lgs. n. 196/2003 (c.d. “Codice della privacy”), viene espressamente abrogata dal Regolamento UE/2016/679. Ma non solo, il Regolamento in questione, diversamente dalla Direttiva, è applicabile immediatamente ed è direttamente vincolante in ogni sua parte sia per gli Stati membri che per i cittadini, con la conseguenza che l’eventuale inosservanza delle regole poste consente ai giudici nazionali di applicare le disposizioni comunitarie a prescindere da eventuale normativa nazionale contrastante. Non è pertanto necessario alcun recepimento da parte della normativa interna per la sua efficacia.

Il Garante privacy ha predisposto una “Guida all’applicazione del Regolamento UE 2016/679” in materia di protezione dei dati personali, che traccia un quadro generale delle principali innovazioni introdotte dal Regolamento e fornisce indicazioni utili sulle prassi da seguire e gli adempimenti da attuare per dare corretta applicazione alla normativa.

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IVA

Fattura elettronica nel subappalto: dal 1° luglio 2018 anche per tutti i fornitori di progetti d’investimento pubblici

Agenzia Entrate, Circolare 30 aprile 2018, n. 8/E

La legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di Bilancio 2018) ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2019, l’obbligo della fatturazione elettronica sia nei rapporti B2B (con altre Partite Iva) che B2C (verso i consumatori finali).

Quest’obbligo è stato però anticipato a partire dal 1° luglio 2018 relativamente alle cessioni di carburanti per autotrazioni e alle prestazioni rese da soggetti subappaltatori (o subcontraenti) nel contesto di un contratto di appalto pubblico di lavori, servizi o forniture stipulato con la Pubblica Amministrazione con indicazione del relativo Codice unitario progetto (Cup) e Codice identificativo gara (Cig).

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IVA

Fattura elettronica e carburanti: i chiarimenti dell’Agenzia Entrate

Agenzia delle Entrate, Circolare 30 aprile 2018, n. 8/E; Provvedimento 30 aprile 2018, n. 89757

L’Agenzia Entrate, in data 30 aprile 2018, con la Circolare n. 8/E e con il provvedimento n. 89757, ha fornito chiarimenti in tema di fatturazione elettronica tra privati, di cessioni di carburanti, di subappalti e ha stabilito le modalità di applicazione dell’e-fattura.

L’obbligo di fatturazione elettronica è stabilito a partire dal 1° gennaio 2019, con effetto anticipato al 1° luglio 2018 per le fatture relative alle cessioni di benzina e di gasolio per autotrazione destinati ad essere utilizzati come carburanti per motore nonché relative alle prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un’amministrazione pubblica.

In merito alla cessione di carburanti, non risulterà obbligatoria l’indicazione del modello e della targa del veicolo (diversamente dalla “scheda carburante”); rimarrà comunque facoltativo l’inserimento di tali dati ai fini della tracciabilità della spesa e per la riconducibilità ad un determinato veicolo.

 

IVA

Gruppo IVA: in Gazzetta Ufficiale le disposizioni di attuazione della disciplina

D.M. 6 aprile 2018

In data 18 aprile 2018, sulla Gazzetta Ufficiale n. 90, è stato pubblicato il Decreto 6 aprile 2018 del Ministero dell’Economia e delle Finanze che reca le disposizioni di attuazione della disciplina in tema di Gruppo IVA, ai sensi dell’art. 70-duodecies, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, dal punto di vista della sua costituzione, dei diritti ed obblighi, della fatturazione e certificazione dei corrispettivi, delle registrazioni, liquidazioni e versamenti, delle comunicazioni periodiche e dichiarazioni e dei rimborsi IVA.

I soggetti passivi, stabiliti nel territorio dello Stato, esercenti attività d’impresa, arte o professione, tra i quali sussistono, congiuntamente, i vincoli di tipo finanziario, economico e organizzativo di cui all’art. 70-ter del D.P.R. n. 633 del 1972, possono optare per la costituzione del Gruppo IVA, ai sensi dell’art. 70-quater del medesimo decreto. Tali vincoli, riporta il Decreto, devono sussistere al momento dell’esercizio dell’opzione per la costituzione del Gruppo IVA e comunque già dal 1° luglio dell’anno precedente a quello in cui ha effetto l’opzione.

In sede di prima applicazione delle disposizioni, la dichiarazione per la costituzione del Gruppo IVA ha effetto dall’anno 2019 se presentata entro il 15 novembre del 2018, al fine di consentire ai soggetti interessati di valutare le condizioni per l’esercizio di detta opzione.

 

IVA

Liquidazioni periodiche IVA 2018: l’Agenzia Entrate pubblica i software di compilazione e di controllo

Sul sito internet dell’Agenzia Entrate è stato pubblicato il software Ivp18, aggiornato al 16 aprile 2018, che consente la compilazione della comunicazione liquidazioni periodiche IVA 2018.

L’applicazione, tramite una serie di domande, determina la struttura della comunicazione relativa alla tipologia dell’utente e predispone i quadri per la compilazione.

È stato inoltre pubblicato il software di controllo, utile a tutti gli utenti che volessero verificare i file prima dell’invio, e che permette di evidenziare, tramite appositi messaggi di errore, le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di comunicazione e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.

 

ACCERTAMENTO

Pubblicati i nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)

D.M. 23 marzo 2018

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 85 del 12 aprile 2018 è stato pubblicato il Decreto 23 marzo 2018 del Ministero dell’Economia e delle Finanze con cui sono approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale, relativi ad attività economiche dei comparti delle manifatture, dei servizi, del commercio e delle attività professionali e di approvazione delle territorialità specifiche.

A partire dal periodo d’imposta 2018 questi indici sostituiranno gli studi di settore ed i parametri e saranno utili per definire il grado di affidabilità fiscale di ciascun contribuente, anche al fine di consentire a questi, sulla base dei dati dichiarati entro i termini ordinariamente previsti, l’accesso al regime premiale previsto dall’art. 9-bis, comma 11, del D.L. 24 aprile 2017, n. 50.

 

PREVIDENZA

Artigiani e Commercianti: in arrivo gli avvisi bonari per la rata scaduta a febbraio 2018

Inps, Messaggio 24 aprile 2018, n. 1780

Nei prossimi giorni saranno messi a disposizione di artigiani e commercianti gli eventuali avvisi bonari relativi ai contributi di febbraio 2018. Lo ho reso noto l’INPS con il Messaggio n. 1780 del 24 aprile 2018.

Gli avvisi bonari saranno a disposizione del contribuente all’interno del Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti all’indirizzo “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Posizione Assicurativa” > “Avvisi Bonari”.

Nella sezione “Comunicazioni” il contribuente ha la possibilità di comunicare qualora avesse già provveduto ad effettuare il pagamento.

 

AGEVOLAZIONI

Credito d’imposta investimenti Mezzogiorno: pubblicato il Decreto con la procedura di ammissione alle risorse del PON

D.Dirett. 23 aprile 2018

La legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di Stabilità 2016) ha istituito, a partire dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo). La disciplina è stata successivamente modificata dall’art. 7-quater del D.L. 29 dicembre 2016, n. 243, nonché dai provvedimenti dell’Agenzia delle entrate del 14 aprile 2017 e del 29 dicembre 2017.

A seguito delle citate modifiche è stato pubblicato, sul sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico, il Decreto direttoriale 23 aprile 2018 che disciplina la procedura di ammissione alle risorse del PON IC dei progetti di investimento delle PMI beneficiarie.

Le nuove norme si applicano alle acquisizioni di beni strumentali nuovi effettuate a partire dal 1° marzo 2017 e fino al 31 dicembre 2019.

I progetti che comprendono esclusivamente investimenti effettuati prima del 1° marzo 2017, si legge nel Decreto, restano disciplinati dal decreto 4 gennaio 2017, salvo le disposizioni previste dagli artt. 2 e 5 del decreto, relativamente agli investimenti effettuati nella regione Sardegna e agli adempimenti delle PMI beneficiarie.

 

AGEVOLAZIONI

Firmato il Decreto per il credito d’imposta destinato ai venditori al dettaglio di libri

Mibact, Comunicato Stampa 24 aprile 2018

È stato firmato il Decreto recante le disposizioni applicative in materia di credito di imposta per gli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri, previsto dalla legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di Bilancio 2018).

Il Decreto norma le modalità con cui gli esercizi commerciali operanti nel settore della vendita al dettaglio di libri nuovi e usati possono accedere al credito d’imposta previsto per le diverse categorie di spese.

In particolare, è stato stabilito che sono ammessi al beneficio gli esercenti che nel corso dell’esercizio finanziario precedente abbiano sviluppato ricavi derivanti da cessione di libri pari ad almeno il 70 % dei ricavi complessivamente dichiarati.

Il credito è riconosciuto nella misura massima di 20.000 euro per gli esercenti di librerie indipendenti e di 10.000 euro per gli altri esercenti, è parametrato con riferimento al singolo punto vendita e interessa in diversa misura le seguenti spese: Imu, Tasi, Tari, imposta sulla pubblicità, tassa per l’occupazione di suolo pubblico, spese per locazione al netto d’Iva, spese per il mutuo e i contributi previdenziali e assistenziali per il personale dipendente.

Il credito potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, attraverso la presentazione del modello F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia Entrate e dovrà essere dichiarato nel modello Redditi relativo al periodo riconosciuto, sia nel modello Redditi del periodo in cui il credito di imposta è stato utilizzato.

La domanda dovrà essere inviata, esclusivamente in via telematica, utilizzando i modelli che metterà a disposizione il Ministero dell’attività culturali, entro 30 giorni la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto.

Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 30 settembre di ogni anno.

 

RAPPORTO FISCO-CONTRIBUENTE

False email con oggetto “Rimborso Canone Rai”: l’Agenzia Entrate allerta i contribuenti

Agenzia Entrate, Comunicato Stampa 24 aprile 2018

In questi ultimi giorni è stato segnalato all’Agenzia Entrate l’invio di false mail, apparentemente provenienti dall’Assistenza servizi telematici dell’Agenzia ma in realtà inviate da un indirizzo contraffatto non appartenente alle Entrate, che hanno come oggetto “Rimborso Canone Rai” e che fanno riferimento al riconoscimento di un rimborso, per il quale è necessario compilare un modulo all’interno di un sito dal nome fraudolento (www.rimborso.rai.it).

L’Agenzia Entrate, con il Comunicato Stampa del 24 aprile 2018, ha informato che le email in questione non provengono da un indirizzo email collegato direttamente all’Agenzia e trattasi, quindi, di un tentativo di truffa.

È necessario pertanto che queste email vengano cestinate, che non si clicchi sui link presenti all’interno del messaggio e, soprattutto, che i contribuenti non forniscano dati anagrafici, o peggio, gli estremi della propria carta di credito nella pagina indicata nella mail.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

PRIVACY

Il nuovo Regolamento Privacy (GDPR) in vigore dal 25 maggio.
Pesanti sanzioni per gli inadempienti

A distanza di diciannove anni dall’entrata in vigore della prima legge italiana in materia di privacy, il 4 maggio 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea il Regolamento UE n. 2016/679, il quale è entrato formalmente in vigore il 25 maggio 2016.

Tale Regolamento segna il più grande cambiamento nelle leggi sulla privacy dell’UE dopo oltre venti anni e si inserisce all’interno di quello che, insieme alla Direttiva n. 2016/680, è stato definito il “Pacchetto europeo protezione dati”.

Gli Stati membri, sebbene il Regolamento, in quanto tale, non abbia bisogno di recepimento, hanno avuto a disposizione due anni per adeguare le proprie normative interne, nonché per sensibilizzare le aziende alle novità introdotte.

Il 25 maggio 2018, entrerà, pertanto, ufficialmente in vigore il Regolamento generale sulla protezione dei dati personali (c.d. GDPR – General Data Protection Regulation), che prevede un nuovo regime sanzionatorio per le imprese.

La Direttiva n. 1995/46, recepita con il D.Lgs. n. 196/2003 (c.d. “Codice della privacy”), viene espressamente abrogata dal Regolamento UE/2016/679. Ma non solo, il Regolamento in questione, diversamente dalla Direttiva, è applicabile immediatamente ed è direttamente vincolante in ogni sua parte sia per gli Stati membri che per i cittadini, con la conseguenza che l’eventuale inosservanza delle regole poste consente ai giudici nazionali di applicare le disposizioni comunitarie a prescindere da eventuale normativa nazionale contrastante. Non è necessario alcun recepimento da parte della normativa interna per la sua efficacia.

Non c’è, pertanto, ragione di ritenere la necessità di nessun altro passaggio “attuativo” delle norme fissate dal Regolamento UE/2016/679, che sono immediatamente cogenti nonostante richiedano talvolta ai destinatari una operazione di decodificazione della loro portata, laddove astratta.

Nessun dubbio dunque può essere sollevato sulla immediata applicabilità delle nuove norme a partire dal 25 maggio prossimo. Nessun rinvio può venire invocato o ritenuto necessario per i destinatari (tutti), imprese innanzitutto, che dovranno trovarsi pronti, alla data premessa, all’applicazione delle nuove regole, pena l’applicazione del regime sanzionatorio.

In proposito si ricorda che il Consiglio dei Ministri n. 75 del 21 marzo scorso ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione dell’art. 13 della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163), introduce disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati.

Nell’occasione è stato ribadito che a far data dal 25 maggio 2018, data in cui le disposizioni di diritto europeo acquisteranno efficacia, il vigente Codice in materia di protezione dei dai personali, di cui al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, sarà abrogato e la nuova disciplina in materia sarà rappresentata principalmente dalle disposizioni del suddetto Regolamento immediatamente applicabili e da quelle recate dallo schema di decreto volte ad armonizzare l’ordinamento interno al nuovo quadro normativo dell’Unione Europea in tema di tutela della privacy.

Il Garante per la protezione dei dati personali, investito dal Legislatore nazionale del compito di assicurare la tutela dei diritti fondamentali e delle libertà dei cittadini (art. 1, commi dal 1020 al 1025, legge n. 205/2017 – legge di Bilancio 2018), ha predisposto una “Guida all’applicazione del Regolamento UE 2016/679” in materia di protezione dei dati personali.

Il documento – che traccia un quadro generale delle principali innovazioni introdotte dal Regolamento e fornisce indicazioni utili sulle prassi da seguire e gli adempimenti da attuare per dare corretta applicazione alla normativa – è stato in parte modificato e integrato alla luce dell’evoluzione della riflessione a livello nazionale ed europeo. Il testo potrà subire ulteriori aggiornamenti, allo scopo di offrire sempre nuovi contenuti e garantire un aggiornamento costante.

 

IVA

La fattura elettronica nel subappalto dal 1° luglio 2018

La legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di Bilancio 2018) ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2019, l’obbligo della fatturazione elettronica sia nei rapporti B2B (con altre Partite Iva) che B2C (verso i consumatori finali).

Quest’obbligo è stato però anticipato a partire dal 1° luglio 2018 relativamente alle cessioni di carburanti per autotrazioni e alle prestazioni rese da soggetti subappaltatori (o subcontraenti) nel contesto di un contratto di appalto pubblico di lavori, servizi o forniture stipulato con la Pubblica Amministrazione con indicazione del relativo Codice unitario progetto (Cup) e Codice identificativo gara (Cig).

Il Cig è il codice univoco che identifica un appalto (art. 3, comma 5, della legge n. 136/2010); il Cup è il codice che identifica un progetto d’investimento pubblico (delibera CIPE n. 24/2004).

Si ricorda che già dal 31 marzo 2015 i fornitori di tutte le amministrazioni pubbliche sono obbligati a fatturare elettronicamente le operazioni rese; la Manovra 2018 ha esteso però l’obbligo a tutta la filiera, ricomprendendo le operazioni rese da subappaltatori e subcontraenti e, quindi, da tutta la filiera di imprese che interviene in un appalto.

I soggetti coinvolti sono tutti quelli che intervengono, a qualunque titolo, nel ciclo di realizzazione del contratto, anche con noleggi e forniture di beni e prestazioni di servizi, ivi compresi quelli di natura intellettuale, qualunque sia l’importo dei relativi contratti o dei subcontratti.

Si prenda a modello un fornitore che deve indicare, su richiesta del suo cliente, il Cup sulle fatture che emette nei suoi confronti e con le quali gli vende, ad esempio, materiale dallo stesso utilizzato per ristrutturare una struttura pubblica. Il caso descritto configura un subappalto e ciò significa che, a partire dal 1° luglio 2018, la fattura dovrà necessariamente essere emessa in forma di fattura elettronica e veicolata attraverso il Sistema Di Interscambio (Sdi).

L’Agenzia Entrate, in data 30 aprile 2018, con la Circolare n. 8/E e con il provvedimento n. 89757, ha fornito chiarimenti in tema di fatturazione elettronica tra privati, di cessioni di carburanti, di subappalti e ha stabilito le modalità di applicazione dell’e-fattura.

In particolare, è stato chiarito che l’obbligo di fatturazione elettronica per prestazioni da parte di subappaltatori e subcontraenti troverà applicazione per i soli rapporti “diretti” tra il soggetto titolare del contratto e la pubblica amministrazione, nonché tra il primo e coloro di cui egli si avvale, con esclusione degli ulteriori passaggi successivi.

 

 

 

PRINCIPALI SCADENZE

 

Data scadenza Ambito Attività Soggetti obbligati Modalità
Lunedì 7 maggio 2018 IRPEF Ultimo giorno utile per le iscrizioni online per il 5 per mille 2018. Enti di volontariato e associazioni sportive dilettantistiche. Telematica
Martedì 15 maggio 2018 Rottamazione-bis Termine ultimo per i contribuenti che intendono avvalersi della definizione agevolata (c.d. “rottamazione delle cartelle di pagamento”) dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017, per la presentazione del modello. Contribuenti che intendono avvalersi della definizione agevolata. Telematica
Giovedì 31 maggio 2018 Liquidazione periodiche IVA Termine per la trasmissione telematica all’Agenzia Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato, dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relative al I trimestre. Soggetti passivi IVA obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA. Telematica
Giovedì 31 maggio 2018 Comunicazione dati fatture Termine ultimo, per i soggetti passivi Iva (sia quelli che hanno esercitato l’opzione prevista dall’art. 1, comma 3, del D.Lgs. n. 127/2015, sia quelli che non l’hanno esercitata) per l’invio telematico all’Agenzia Entrate della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute nel primo trimestre 2018 (salvo opzione semestrale). Soggetti passivi IVA, con alcune eccezioni Telematica

 

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